Lotta Studentesca a Padova: «Via i gay dalle scuole perché fronte della dissoluzione»



Pare che essere gay e parlare sia considerato un reato da chi vorrebbe l'istituzionalizzazione dell'omofobia. Ed è così che un semplice incontro di un paio di rappresentanti di Arcigay Tralaltro, concordata con rappresentanti e docenti, nel corso di un'assemblea d'istituto possa essere strumentalizza come propaganda. Il tutto con tanto di riferimenti alle leggi russe che, sino a prova contraria, non dovrebbero valere anche in Italai solo perché gradite ai neonazisti che sfileranno al Family day. Eppure Lotta Studentesca ha diramato il seguente comunicato stampa dal titolo "Lotta Studentesca Padova denuncia un caso eclatante di omofollia":

La sezione padovana di Lotta Studentesca ha appreso nei giorni scorsi, tramite segnalazione di alcuni studenti, di un gravissimo episodio che ha visto protagonista il Liceo "Alvise Cornaro" di Padova: durante un'assemblea di classe, infatti, ha fatto la sua comparsa un sedicente esponente di un circolo LGBT che avrebbe utilizzato uno spazio di confronto per gli studenti ad uso e consumo della propaganda da lui stesso promossa.
"Abbiamo certezza", fa sapere la responsabile del movimento studentesco padovano, "che durante l'ora di assemblea di classe sono stati trattati temi riguardanti la presunta discriminazione contro gli omosessuali, parole chiare e senza veli di incitamento al "coming out", vergognosi riferimenti alla teoria gender e soprattutto gli studenti sono stati resi partecipi anche di racconti personali ed intimi riguardanti l'omosessualità di questo paladino dei diritti."
"Ciò che vogliamo condannare fermamente", continua la responsabile, "sono due aspetti fondamentali: in primo luogo, è di estrema gravità il fatto che questo squallido teatrino sia stato organizzato all'insaputa degli studenti (molti dei quali minorenni), e pertanto all'oscuro delle famiglie, rendendo tutto ciò un gravissimo precedente per chi dirige la scuola; per tale motivo, Lotta Studentesca Padova annuncia già che andrà a fondo della vicenda richiedendo un incontro con il Dirigente Scolastico al fine di chiarire la gravissima negligenza commessa nei confronti di quegli studenti di cui egli stesso dovrebbe essere garante."
"In secondo luogo", conclude, "non permetteremo oltre che gli studenti siano oggetto di questi camerieri di lobby e circoli gay, che si mascherano da promotori di diritti, ma che semplicemente, agendo con indicibile codardia, si insinuano nei luoghi pubblici sostituendosi a chi ha il ruolo di divulgazione del sapere, per instillare nelle menti ancora malleabili di noi giovani queste teorie criminali che vorrebbero distorcere la Natura e la Logica.
Definiamo criminale il fatto che si permetta a personaggi esterni all'istituzione scolastica, di ergersi a vate di non si sa quale verità, colpendo in modo così vile soprattutto l'animo già fragile dei ragazzi in fase adolescenziale con discorsi che mettono in dubbio proprio la fisicità e la sessualità, tra loro strettamente connesse.
Ebbene, non permetteremo che, solo perché in assenza di una reale contrapposizione, sia dichiarata guerra silenziosa all'identità dell'individuo: continueremo ad essere presenti come unico baluardo contro questo prepotente "fronte della dissoluzione".

Poi, in perfetti stile squadrista, l'organizzazione ha sfruttato la notte per appendere lo striscione che vedete nell'immagine di apertura all'esterno dell'istituto.


Arcigay Tralaltro Padova spiega abbiano collaborato con la Rete degli Studenti Medi e Studenti Per-UDU Padova per incontrare gli studenti del liceo Cornaro in occazione di un'assemblea del 22 dicembre scorso, durante la uqale si è parlato di lotta all’omofobia e agli stereotipi di genere. Dopo un mese circa, qualcuno ha cercato di alimentare inutili polemiche alle quali hanno risposto con un comunicato:

Non esiste nulla di sbagliato nel fare incontri nelle scuole in cui si evidenziano e si accolgono positivamente le differenze tra ogni individuo. L’assemblea del 22 dicembre, come ribadito dal Dirigente Scolastico, era stata richiesta dagli studenti mediante raccolta firme e approvata dall'intero Comitato Studentesco. Nessuno quindi è tenuto a giustificarsi e si è agito nel pieno rispetto delle istituzioni e dei regolamenti. Questa è la risposta delle associazioni coinvolte al comunicato ripreso dal Gazzettino in cui l’iniziativa svolta al Liceo Cornaro viene accusata di corruzione morale.
Non accettiamo inoltre lezioni di civiltà da associazioni che utilizzano la violenza come forma comunicativa, e che considerano l’omosessualità una condizione patologica che genera paura o vergogna. Inoltre è ridicolo come questa giovanile di partito faccia politica esclusivamente attaccando con comunicati stampa realtà in cui non è presente, senza portare mai un contributo propositivo di nessun tipo.
Definiamo inaccettabile e folle considerare criminale il coming out. Dichiarare la propria omosessualità o la propria bisessualità è il primo passo per una vita serena. Criminalizzare questo semplice gesto significa criminalizzare l’omosessualità, come nei peggiori totalitarismi. Noi non abbiamo nessun timore nel parlare delle nostre identità e soprattutto non ci sentiamo minimamente intimoriti dalle contestazioni, anche quando assumono i contorni brutali e un po’ retrò dei comunicati di Lotta Studentesca. Semmai ci sentiamo di esprimere la nostra piena solidarietà agli e alle rappresentanti degli studenti del liceo Cornaro, le reali vittime di questa inaccettabile intimidazione.
Noi studenti apprendiamo con sgomento che una giovanile di partito dichiaratamente e fieramente neofascista ha attaccato nella notte di uno striscione inneggiante a una presunta Propaganda Gender. Vogliamo inanzi tutto precisare che l’ideologia GENDER non esiste. Questa presunta teoria del complotto è un modo come un altro per travestire omofobia e cercando di farli entrare nella vita quotidiana degli studenti.
Non è possibile dare eco a post, note e comunicati pieni di odio è ora di dire no all’odio e alla xenofobia attraverso tutti i canali di comunicazione: L’omosessualità non è una malattia e la teoria gender non esiste, chiunque pensa il contrario non è in grado di percepire la realtà e non si rende conto che non siamo più durante il ventennio.
Odio e discriminazione non devono essere tollerati nella nostra società. La diversità non solo deve essere accettata, ma valorizzata, a partire proprio dalla scuola; religione, sesso, orientamento sessuale non possono essere in alcun modo un fattore discriminante. Gli studenti del Cornaro hanno sentito la necessità di confrontarsi su un tema come questo e noi abbiamo dato loro questa opportunità
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