Padre Livio: «I gay devono guarire. Andate al Family day perché dietro la Cirinnà c'è Satana»



Padre Livio, direttore di Radio Maria, è il protagonista di un clamoroso discorso con cui il religioso ha tentato di indottrinare all'odio verso i gay gli ascoltatori della sua radio.
Ricorrendo a toni da denuncia, ha dichiarato: «Le unioni gay, queste forme inventate dagli uomini, che chiamano diritti quelli che sono desideri confusi della carne, non hanno niente a che fare con la famiglia di Dio. Queste forme sono una resa, come dire c'ho una malattia e me la tengo… no, se hai una malattia guarisci». Ed ancora, riferendosi alle Famiglie arcobaleno, ha aggiunto: «Non chiamiamo ‘arcobaleno’ queste famiglie dove non si sa chi è la madre, chi è il padre e il figlio non sa da che parte girarsi. Sono famiglie groviglio, non arcobaleno, che è una parola biblica a indicare il patto di pace tra Dio e l’umanità. Quella sporcizia lì non ha niente a che fare con l’arcobaleno».
Insulti sono stati rivolti anche al milione di persone che lo scorso sabato sono scesi nelle piazze d?italia per manifestare a sostegno delle unioni civili: «Ovviamente le famiglie ‘groviglio’ hanno fatto scrivere ai giornaloni che erano un milione, e invece chi le ha contate ha detto che erano alcune migliaia, soprattutto turisti nelle piazze. Erano solo gruppi di ragazzotti che non sanno neanche cosa dice la legge. Erano ragazzetti che si erano dati appuntamento su internet. Sì quei ragazzetti lì, che sono abituati alle imprese di gruppo: magari i loro genitori partecipano al Family Day e loro sono andati alla manifestazione di nascosto, dicendo ai genitori che sono andati all’oratorio. Nelle piazze groviglio, infatti, non c’erano nonni, bambini e passeggini. C’erano solo ragazzetti che sappiamo benissimo cosa sono abituati a fare. Ma questi ragazzetti qui credono di essere loro i padroni di Internet? Eh, figlioli cari, calmatevi, che con Internet ci sappiamo fare anche noi».
Padre Livio ha poi promesso punizioni divine alla relatrice della norma: «La Cirinnà ora si sente beata, nel suo momento di gloria. Lei è cattolica. Faccia pure. Poi vedremo davanti al Padre Eterno. Io non farò sicuramente il suo avvocato». E riguardo ai diritti delle minoranze, già pensa a come poterli eliminare qualora non dovesse vincere la sua ideologia basata sulla supremazia dell'eterosessualità: «Se passa la legge Cirinnà, noi chiederemo il referendum per abolirla. Se quelle sono le loro trombe, noi suoneremo le nostre campane. Siamo in democrazia, finché Dio ce lo concede. Questi sono tempi in cui siamo disposti ad andare in galera per la fede, se necessario».
Il tutto, ovviamente, per invitare i bigotti spaventati  a partecipare al suo Family day: «Attenzione, cari amici, la gente deve farsi sentire, se no cosa siamo? Cristiani auto-castrati? Ricordate: non è solo un ddl, ma uno strumento e una mossa del padre della menzogna, cioè Satana. Chi sta dietro la Cirinnà e tutta la compagnia briscola? Il principe della menzogna! Quelli sono i burattini che eseguono i suoi ordini. E poi ci propinano il gender nelle scuole. Sono dei diavoli perfetti. Ma piglieranno lo stipendio a base di zolfo, stiano tranquilli. Le scorte di zolfo non sono esaurite nell’aldilà».
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