ProVita attacca i giudici che tutelano il bene dei bambini: «Questa gente è accecata dall’ideologia»



Continua senza sosta la campagna denigratoria, mistificatrice e violenta dell'associazione ProVita Onlus. Ormai con una frequenza crescente, il gruppo integralista sta giocando ogni carta possibile per alimentare l'odio sociale nei confronti delle minoranze  e per mettere a repentaglio la vita stessa di migliaia di cittadini che rischiano violenze fisiche e verbali quotidiane perpetrate nel nome di una campagna di istigazione d'odio senza precedenti.

In un vergognoso articolo intitolato "Adozioni gay – I giudici italiani fanno le leggi", il gruppo integralista spara a zero contro quei giudici che hanno preferito gli interessi dei minori al pregiudizio. Decisamente troppo per chi pare che i bambini li voglia usare solo per la propria propaganda, giungendo a chiedere che alcuni di loro non abbiano tutele legali nel nome dell'odio che quella gente prova nei confronti delle persone lgbt. Scivolo:

Precedendo la politica e facendo essi stessi politica, in sfregio alla divisione dei poteri, calpestando i principi fondamentali dello Stato di diritto che sono alla base della vera democrazia, violando la Costituzione, e in barba al parere di insigni giuristi, i giudici hanno dato via libera all’adozione del convivente per cinque coppie omosessuali.

Si asserisce che la legge violi al costituzione anche se sanno benissimo che così non è (ma la propaganda vuole certezze, non verità) e si citano dei presunti giuristi che probabilmente non sono fra i 500 che hanno firmato una petizione per chiedere che tutti i bambini abbiano uguali tutele dinnanzi alla legge.

Si passa così all'insulto:

L’avvocato Maria Antonia Pili, che assiste alcune coppie gay, spiega che non possono essere considerate ragioni preclusive per l’adozione «né la mancanza di un vincolo matrimoniale tra l’adottante e la madre del minore adottato né la relazione omosessuale tra la coppia genitoriale». Immaginiamo che sia inutile spiegare all’Avvocatessa che la “coppia genitoriale” non è affatto “genitoriale”, perché due donne non saranno mai due genitori. Temiamo anche che non serva a nulla spiegare ai giudici che i bambini hanno bisogno di una madre e un padre per crescere sani. Questa gente è accecata dall’ideologia.

Ecco dunque che ProVita sostiene di dover decidere lei, invocando pregiudizi che contrastano qualunque studio scientifico che ha ampiamente dimostrato come i bambini nascano sani anche nelle coppie omogenitoriali. Ma, ancora una volta, forse non è la verità ad interessare a chi pare vive scon l'unico scopo di creare pregiudizi e insinuare dubbi basati sul più mero pregiudizio.
Interessante è notare come a scagliarsi contro i giudici sia quella stessa associazione che sosteneva che le sentenze non dovessero essere commentate quando si trattò di difendere l'imbarazzante verdetto del giudice Deodato, loro fan e loro ammiratore.

Ma dato che allo schifo non c'è mai fine, l'associazione ProVita ha ritenuto di dover parlare di unioni civili anche in un articolo dedicato alla pedofilia. Giusto per cercare di accostare i due temi e creare odio e violenza nel confronti della comunità lgbt, il sito ultra-integralista scrive:
D’altra parte, se tutto diventa lecito, sdoganare la pedofilia è solo la logica conseguenza. Fino ad alcuni anni fa chi avrebbe mai pensato di far sposare due omosessuali? E chi avrebbe ipotizzato di consentir loro di adottare figli? Per non parlare poi dell’utero in affitto… Ebbene, ora si inizia a discutere sulla pedofilia. E poi magari della zoofilia…

Insomma, ora pedofilia e zoofilia sarebbero colpa dei gay. E tutto questo viene sostenuto non certo nel nome della verità, ma solo con dichiarati obiettivi politici volti a creare discriminazione verso persone a loro poco gradite. Scrivono infatti:

Dal canto nostro, di fronte a tanti equivoci ed ambiguità, ribadiamo che il problema non è solo la stepchild adoption, la cui soluzione peraltro non sta nell’affido (soluzione illegittima con il solito maquillage linguistico: l’affido è un’altra cosa…).
Il problema sono le unioni civili in quanto tali. Approvate queste, anche fossero le più soft che si possa immaginare (arrivati a questo punto, è pura fantasia), prima o poi arriverà il matrimonio e l’adozione. È sempre andata così, in tutti gli altri Paesi.
Chiediamo pertanto il ritiro totale, senza se e senza ma, dell’intero progetto di legge. Ogni compromesso sarebbe già un cedimento inaccettabile. L’unica posizione giusta è non legiferare proprio. E per questo il 30 gennaio saremo tutti al Family Day.

Insomma, il problema non sarebbero le loro balle su fantomatici «uteri in affitto» o su fantasiose «teorie gender». Il loro unico obiettivo è impedire che alcune persone possano avere i loro stessi diritti e qualunque mezzo possa condurre ad una discriminazione di stato pare un qualcosa che questa gente è disposta a cavalcare. Con buona pace per la verità e per il bene dei bambini.
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