ProVita: «A dimostrazione della reale sofferenza che spesso si cela dietro le persone con orientamento omosessuale, alcuni gay si tolgono la vita»



Non passa giorno senza che l'associazione ProVita immetta in rete del nuovo materiale offensivo, falso e lesivo della dignità altrui. Le hanno provate praticamente tutte per cercare di alimentare odio e violenza contro le persone lgbt. Hanno invitato le famiglie a non accettare eventuali figli transessuali, così come le hanno mentito sostenendo che sia possibile "curare" l'omosessualità.
I danni di una simile propaganda sono noti. Anche recenti studi condotti dalla Columbia University confermano ancora una volta come la fantomatiche terapie riparateve o la mancanza di accettazione da parte della famiglia finiscano sempre con il rischio di spingere i figli al suicidio. E se la proprietà transitiva non è un optional, chi cerca di suggerire quell'atteggiamento difficilmente potrà non sentirsi le mani sporche di sangue quando qualche giovane finirà con il porre fine anzitempo alla propria vita. Tra chi sopravvive, spesso si registra comunque la possibilità si essere soggetti  depressioni o a forme di autolesionismo.

Nella speranza di promuovere la partecipazione al Family day, l'associazione ProVita ha rispolverato tutte le menzogne della sua propaganda anti-gay. Accusa i gay di essere violenti perché poco propensi ad accettare l'annullamento delle loro vite pur di compiacere il loro pregiudizio. Sostiene che la pari dignità per le famiglie altrui debba essere bollato come una «imposizione ideologica anti-familiarista» nel nome di privilegi esclusivi che si sostiene debbano essere determinati da caratteristiche naturali come l'orientamento sessuale, si bollano i gay come «peccatori» quasi come se il ficcare il pene in una vagina li renda persone migliori.

Incuranti delle centinaia di convegni di disinformazione che hanno creato per l'Italia e facendo finta di non sapere come a finanziare la loro propaganda d'odio ci siano le lobby nazionaliste intenzionali, scrivono pure:

Hanno organizzato conferenze e convegni, sostenuti dai mass media e dai finanziamenti delle lobby, ma ben pochi dibattiti, perché sanno che, in fin dei conti, “le bugie hanno le gambe corte” e che quando si dibatte pubblicamente accade che la verità surclassi gli slogan; in alcune università hanno cercato di chiudere la bocca a studenti che si sono opposti ad una propaganda martellante ed unidirezionale, fallendo inevitabilmente nel loro pallido tentativo di demotivazione.

Sarà, ma lo studente a cui Amicone ha chiuso la bocca stava partecipando ad un loro convegno, così come pare siano loro anche ad utilizzare falsi slogan basati persino su fantasiose «ideologie» inventate di sana pianta con meri scopi discriminatori.
E se innanzi a certe affermazioni l'unica domanda sensata che viene in mente è il domandarsi come questa gente riesca a non provare vergogna verso sé stessi, il peggio deve ancora venire. L'associazione si spinga sino a cavalcare i danni provocati dalla sua propaganda d'odio per cercare di sostenere che i gay debbano essere visti come persone malate ed immeritevoli di pari dignità. Senza alcun pudore, scrivono:

Si sono appellati ad una manciata di pseudo “studi” pseudo scientifici che vorrebbero rassicurarci sul fatto che un bambino cresce benissimo anche all’interno di una coppia “omogenitoriale”, quando sono a bizzeffe di gran lunga di più – e più seri – quelli che dicono il contrario. (Perfino uno studio di Richard E. Redding (condotto in prospettiva pro-gender), pubblicato sul Duke Journal of Gender Law & Policy (volume 18, 2008), ha rilevato come la letteratura sul tema soffra di pregiudizi favorevoli alle posizioni gender, ma anche che la popolazione Lgbt è più predisposta a depressione, abuso di sostanze stupefacenti e ansia e che la famiglia formata da mamma e papà è la miglior condizione per la crescita dei figli).
Hanno strumentalizzato dei poveri ragazzi che, a dimostrazione della reale sofferenza che spesso si cela dietro le persone con orientamento omosessuale, si sono tolti la vita.

Esatto, quella stessa gente che ha le mani grondanti di sangue per la legittimazione dell'odio che traspare da ogni loro articolo, ora si lancia persino nel sostenere che i gay si suicidino perché omosessuali. Non solo si nega che l'omofobia da loro coltivata contribuisca significativamente a creare quelle situazioni di discriminazione che complicano la vita alle loro vittime, ma insultano persino la memoria dei morti sostenendo che si siano suicidati perché non eterosessuali.
E tutto questo per cosa? Per chiedere che la gente partecipi al loro schifosissimo Family day al fine di rivendicare una discriminazione che possa portare altri ragazzi al suicidio?

Nel finale aggiungono:

Tu hai la possibilità di cambiare le carte in gioco, di unirti al popolo del Family Day per difendere i tuoi figli, per difendere la tua libertà di espressione e di educazione, per ribadire che la famiglia è costituita solo da un uomo e da una donna e che ogni bambino ha diritto a crescere in una famiglia così composta.Non voltarti da un’altra parte, cosicché tu un domani possa dire ai tuoi figli: “IO C’ERO!”.

Pare sottinteso che una simile frase potrà essere detta solo se il figlio non sarà omosessuale, in caso contrario bisognerà spiegargli perché mai si è contribuito a creare un mondo meno accogliente per lui (sempre ammesso che sia ancora vivo dato che la stessa ProVita ricorda come non è da escludersi che lo si possa ritrovare appeso ad un cappio... e non certo perché omosessuale!).

Clicca qui per leggere il vergognoso articolo pubblicato da ProVita.
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