ProVita: «La condizione di omosessuale non è naturale né salutare per gli individui e per la società»



Puntuale come la morte e le tasse, ecco giungere il materiale propagandistico stampato dall'associazione ProVita in occasione del Family day. Questa volta l'associazione di Toni Brandi ha deciso di realizzare quello che loro definiscono un ebook, accessibile a chiunque si registri all'associazione (e l'assenza di un'informativa non consente di conoscere che uso faranno dei dati così raccolti).
L'associazione spiega come in quelle pagine siano contenuti «articoli scritti da diversi collaboratori di ProVita: l’abbiamo distribuito a piazza San Giovanni il 20 giugno, l’abbiamo allegato alla rivista mensile, lo regaliamo ogni volta che ci troviamo a una conferenza o a un convegno». Dicono anche che sia importante leggere quelle pagine perché conterrebbero «storie di vita vissuta e testimonianze di prima mano di persone che conoscono molto bene il mondo lgbt e la conseguenze pratiche dell’ideologia gender».
La loro tesi è il sostenere che  quanti non si «sottomettono alla dittatura omosessualista» finiscono per essere «censurati, perseguitati, minacciati, esposti alla gogna mediatica per aver avuto il coraggio di dire la verità su quello che tutti sanno, ma ormai pochi hanno il coraggio di dire: la natura umana è maschile o femminile. Il maschio e la femmina si attraggono naturalmente e fanno figli. I figli sono fatti per avere una madre e un padre. Tutto il resto esiste, è sempre esistito e sempre esisterà, ma non è né naturale, né salutare, e per gli individui e per la società».
Il tutto cercando di mettere quelle parole nella bocca dei gay, al solo fine di far credere ai bigotti che la comunità lgbt sappia di essere "malata" e voglia "contagiarli" volontariamente.

Si parte con la storia del solito John Money (qui per conoscere la sua vera storia) e il fallimentare esperimento con cui provò a far crescere come una bambina un bambino a cui alcuni chirurghi mutilarono per errore il pene durante una circoncisione. Il ragazzo si suicidò. Se ogni persona di buonsenso capirebbe che la storia insegni come sia dannoso cercare di imporre un'identità di genere diversa dalla propria, loro sostengono che quella storia serva a dire che bisogna obbligare i bambini ad essere eterosessuali. Il tutto partendo dalla teoria che l'identità di genere non conti nulla e che conti solo il sesso biologico.
La violenza subita in quel caso viene infatti da loro auspicata verso i gay, sostenendo che Luca Di Tolve sia «davvero odiato dalla lobby lgbt, perché rivendica il diritto di libertà di scegliere di uscire dalla condizione di omosessuale e di riscoprire la dimensione eterosessuale che è in ciascuno di noi». In pratica, sostengono che i gay siano malati e possano essere curati. Il tutto attraverso un racconto in cui si sostiene che Di Tolve sia stato eletto Mr Gay (anche se non è vero, dato che il riferimento è a una serata tenutasi nella discoteca Nuova Idea poi rasa al suolo da Formigoni) o che sia responsabilità dei gay se lui ha deciso di iniziare a prostituirsi per soldi.
Viene poi molto romanzato anche il racconto della sua conversione alle screditate terapie riparative di Nicolosi, facendo molta attenzione a santificare un uomo che ha contratto l'Aids in seguito a rapporti sessuali occasionali e che per ben sei anni ha continuato ad avere rapporti a rischio d'infezione, incurante del rischio di poter far contrarre la malattia ad altre persone. Sotto la guida di Allenza Cattolica, decise di non prendersi le sue sue responsabilità e di incolpare qualcun altro:la colpa era sempre sempre della famiglia, degli psicologi, della cultura dominante, delle lobby gay.

ProVita propone poi la solita storia della solita Oscar Lopez, una donna che dice di non essere stata felice ad avere due mamme e che ora vende migliaia di libri nel raccontare che la colpa del suo cattivo rapporto non sarebbe imputabile alle persone ma al loro orientamento sessuale. C'è pure Dawn Stefanowicz (cresciuta con due papà) e Walt Heyer (un ex transessuale). Storie note e stranote, parte della propaganda omofoba di mezzo mondo. Casi isolati che vengono sfruttai per generalizzazioni fini a sé stesse.
Ci sono migliaia di ragazzi cresciuti in famiglie eterosessuali che hanno avuto seri problemi con i genitori, ma a nessuno verrebbe in mente di dire che bisogna basarsi sulla loro esperienza per vietare le famiglie eterosessuali. Eppure è proprio ciò che ProVita fa con quelle omosessuali.
Per cercare di convincere i lettori che anche i gay si reputano inferiori agli eterosessuali, citano alcune posizioni assunte da Dolce e Gabbana, Alfonso Signorini e Jean-Pier Delaume-Myard (presidente della Manif Pour Tous). Anche qui citando sempre gli stessi nomi, in maniera ossessiva, quasi come se qualche parere individuale sia la rappresentanza di un'intera comunità solo perché questa gente condivide lo stesso orientamento sessuale. Curioso non citino anche Giorgio Ponte, recentemente eletto massima rappresentanza del mondo lgbt dalla Miriano.
Eppure anche Sgarbi dice di non credere al matrimonio, ma non per questo ProVita chiede che agli altri eterosessuali sia negato il riconoscimento delle proprie unioni.

Un'evidenza non viene però analizzata. Se l'omosessualità non è naturale né salutare per la società, com'è possibile che l'evoluzione naturale non l'abbia cancellata? Perché millenni di evoluzione hanno mantenuto ciò he Brandi sostiene sia un errore? Magari quelli di ProVita sanno cos'è la natura meglio della natura stessa, ma chiunque abbia affrontato l'argomento in maniera scientifica pare non avere dubbi nel ritenere che ogni orientamento sessuale risulti utile all'evoluzione umana o sarebbe già stato cancellato da secoli.

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