ProVita: «La razza gay è innaturale, sono "diversi" che sfidano il mondo della "normalità"»



Nella vita esistono poche certezze, ma una di queste è che non verrà l'imbrunire senza che l'associazione ProVita non abbia pubblicato un qualche articolo volto ad alimentare odio e pregiudizio nei confronti delle persone lgbt. È una certezza che viene confermata giorno dopo giorno, con un atteggiamento persecutorio di cui forse la Procura dovrebbe iniziare ad interessarsi.

Questa volta la vergogna è un articolo intitolato "Omosessualismo, carte false, pseudo-scienza", firmato da Dina Nerozzi (fiera omofoba che recentemente è stata ospite a Radio Vaticana insieme ai soliti Mario Adinolfi, Gianfranco Amato e Filippo Savarese).
Nell'articolo la donna si lancia nei cavalli di battaglia della disinformazione omfobica: sostiene che i gay scelgano di essere gay, afferma che siano come animali e non manca di legittimare la discriminazione verso quelli che reputa persone immeritevoli del diritto costituzionale alla pari dignità. Il tutto partendo proprio dal mettere in discussione che i gay nascano tali:

L’ideologia acceca. L’omosessualismo, come ogni ideologia, distorce la realtà per adeguarla all’idea.
Le Vay, uno dei principali ideologi della Born gay theory (la teoria per cui gay si nasce) torna alla carica: ma i suoi studi sono tutt'altro che scientifici.
Simone Le Vay, definito come omosessuale e attivista del movimento gay, è noto nel mondo scientifico, e non solo, per aver dato l’avvio alla produzione “scientifica” di studi miranti a dimostrare il fatto che gay si nasce e non si diventa.
Le Vay torna a far parlare di sé in questi giorni per aver pubblicato un libro Gay, Straight, and the Reason Why. The Science of Sexual Orientation (tradotto da Cortina con Gay si nasce?) in cui cerca di ribadire quanto già affermato nel suo articolo apparso sul numero di Science 5023 del 1991 ”A difference in hypothalamic structure between heterosexual and homosexual men” e cioè che la causa dell’omosessualità maschile risiede in una alterazione del nucleo INAH3 dell’ipotalamo anteriore.

Si passa così alla prima falsificazione, basata sul ritenere la scienza sia errore e che la verità assoluta sia quella dettata dal suo pregiudizio, basando l'intero articolo sull'assunto che qualunque orientamento sessuale diverso dal suo non sia altro che uno "stile di vita" deliberatamente scelto:

Bisogna subito chiarire un punto essenziale dell’argomento: cosa significa essere gay e cosa significa essere omosessuale perché i due termini non sono sinonimi.
Omosessuale è la persona attratta da individui dello stesso sesso, e può essere sia maschio che femmina. Gli omosessuali sono persone che decidono di vivere la loro vita “diversa” senza avvertire la necessità di sfidare il mondo della “normalità”. Gay è l’omosessuale, maschio, che ha deciso di cambiare il mondo in modo tale da rendere tutti uguali a lui.
Dato che l’uguaglianza è la loro stella polare, e dato che gli omosessuali sono lievemente diversi rispetto al resto della popolazione, l’unica possibilità esistente per raggiungere l’auspicata uguaglianza è quello di rendere tutto il mondo gay.
Quello gay è dunque un movimento politico il cui scopo è non solo quello di far accettare l’omosessualità come dato naturale, ma soprattutto quello di modificare la realtà in modo da ottenere una società che condivida il modo di essere e lo stile di vita dei gay.

Si precisa così che l'eterosessualità sia da considerarsi come l'unica normalità possibile e ogni altro orientamento sessuale sia da etichettare come una «diversità». Ci si lamenta anche di come gli omosessuali non annullino sé stesi per cercare di assomigliare ai loro carnefici, un po' come se si dicesse che una persona di colore debba "diventare" bianca perché magari vive in un ambiente dove la maggior parte delle persone ha un colore della pelle diversa dalla sua. Il punto di partenza pare dunque il pregiudizio secondo cui non esiste diversità, ma solo errori di chi ha deliberatamente "scelto" di essere diversi dalla perfezione assoluta rappresentata da sé stessi.
Interessante sarebbe anche capire con che coraggio quella donna possa parlare di "stile di vita gay'" dato che un orientamento sessuale e non ha nulla a che fare con lo stile di vita (al pari dell'essere destrosi o mancino o dell'essere bianchi o neri: le caratteristiche naturali sono una cosa, le scelte un'altra).

L'articolo passa poi a strumentalizzare degli slogan per sostenere che i gay dicano di essere nati gay mentre le lesbiche sosterrebbero di aver scelto di esserlo. Ovviamente è pura follia, ma è proprio quello che la donna scrive nero su bianco. Aggiunge:

Prima di inoltrarci nella disamina delle incongruenze scientifiche della born gay theory è necessario anche far presente che affidare ad un’anomalia di una determinata area cerebrale la spiegazione del comportamento omosessuale, riporta a un determinismo biologico che rende l’uomo simile all'animale preda di istinti ai quali non è in grado di sottrarsi. Attenzione, dunque, perché la born gay theory di fatto assimila le persone omosessuali al mondo animale. E’ bene che questo punto sia ben chiaro sia agli attivisti gay che a tutti coloro che sono interessati all’argomento.
E’ il caso anche di ricordare come la
born gay theory sia sponsorizzata solo dagli omosessuali maschi dal momento che le lesbiche rispondono ad un’altra logica quella secondo la quale il loro stile di vita è frutto di una scelta: biology is not destiny. Per non parlare, poi, dei transessuali per i quali il “genere” di appartenenza non solo non è fisso ma fluido per cui ciascuno è libero di scegliere il proprio genere di appartenenza in armonia con lo stato d’animo del momento.
Gay, lesbiche e transessuali, pur uniti nella lotta contro la “discriminazione”, differiscono radicalmente sull’interpretazione del loro modo di essere e di comportarsi.

A dirlo ovviamente è una donna che non è né lesbica né gay, ma sostiene di sapere meglio di loro cosa pensino entrambi pur di giungere alla tesi che siano sbagliati. Insomma, è l'emblema di chi pare pronto ad attribuire concetti mai pronunciati dai suoi nemici per poi condannali sulla base di ciò che provvede a mettere nella loro bocca.

Si passa così al cercare di sostenere che la scienza sia in errore e che il pregiudizio valga più di qualsiasi studio. Si noti anche come ogni singola parola sembri scelta con attenzione per risultare dispregiativa, offensiva e pronta a mettere in dubbio qualsiasi evidenza. Scrive:

Fatte le debite premesse, vediamo per quale ragione la “scienza” di Le Vay non sta in piedi: Uno studio effettuato su pochi soggetti, donne, uomini presunti eterosessuali e omosessuali. Nonostante la pochezza del campione e l’incertezza perfino dell’orientamento sessuale dei soggetti coinvolti Le Vay afferma che il nucleo ipotalamico in questione è dimorfico in tema di orientamento sessuale, almeno negli uomini, e dunque l’orientamento sessuale ha un substrato biologico. L’unica cosa di un qualche interesse è capire come mai “Science” abbia potuto pubblicare uno studio così debole.

In mezzo a tanto disprezzo, da donna pare dimenticare molti aspetti importanti. Innanzi tutto è normale che i primi esperimenti vengano condotti su un campione ridotto, motivo per cui le conferme sono state cercate in ricerche successive (che colpevolmente la donna evita di citare). Allo stesso modo liquida come «inconsideratezza dell’orientamento sessuale» il fatto che il campione si basasse sull'autopercezione di sé stessi. Ma dato che non esiste un modo oggettivo per determinare l'orientamento sessuale di qualcuno, è evidente che ci si debba basare sull'orientamento sessuale che una persona dichiara. Lo stesso vale anche per l'autrice dell'articolo, dato che sosterrà di essere eterosessuale, ma la scienza non può determinare se quell'affermazione sia vero o meno.

Sulla base di queste premesse vergognose, la donna prosegue nell'asserire:

Quali prove adduce Le Vay per dimostrare che il nucleo INAH3 rappresenti la sede della sessualità? Nessuna, perché cercare il centro cerebrale dell’orientamento sessuale è come andare alla ricerca dell’araba fenice, però tutti gli devono credere sulla parola.
Tutti i portatori del cromosoma Y presentano, al quarto mese di vita intrauterina, un aumento dell'alfafetoproteina, una proteina che lega l'estrogeno circolante e gli impedisce di passare la barriera ematoencefalica. Il cervello maschile riceve l’imprinting attraverso il testosterone e questo vale per tutti i maschi sia quelli che diverranno eterosessuali che quelli che diverranno omosessuali. Come dovrebbe nascere allora questa diversità del nucleo ipotalamico riportata da Le Vay?
Uno studio che manca dunque dei requisiti essenziali per poter vagamente somigliare a una ricerca scientifica degna di questo nome, cionondimeno continua a circolare a sostegno dell’idea che i gay sono nati così e, dunque, quello è il loro modo di essere “naturali”.
Le Vay è solito ricordare come “tutta la legislazione sui diritti civili passata negli anni ’60 è basata sulla conoscenza che esiste una differenza genetica e immutabile tra bianchi e neri” e dunque egli aveva assunto su di sé l’incarico di dare la dimostrazione scientifica che i gay presentano una differenza anatomica cerebrale immutabile che li rende simili ai neri, una minoranza oppressa di cui la politica si doveva occupare.

Tutta questa lunga serie di affermazioni basate sul mero pregiudizio finisce con una richiesta politica che pare rievocare le leggi sulla razza di epoca fascista:

Ecco spiegato perché anche in Italia la tutela della comunità gay è stata affidata a quell’UNAR, l’ufficio nazionale antidiscriminazione razziale, e riecco riaffacciarsi una scienza che si prefigge di tutelare la razza, questa volta una razza un po’ speciale.
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