Provita santifica Italo e precisa: al Family day saremo in due milioni (in un'area che ne non li può contenere)



Si sa che l'integralismo cattolico è pronto a sfruttare qualunque pretesto pur di cercare di alimentare odio contro le persone lgbt. Ed è così che l'associazione ProVita Onlus, si è lanciata in una crociata contro chiunque osi contestare un'azienda che offre sconti a chi si stia recando a Roma per cercare di impedire che altre persone possano avere i loro stessi diritti.
La loro teoria è semplice: vogliono non pagare tasse discendo di essere una onlus anche dinnanzi ad un'attività prettamente politica e partitica, vogliono sconti sui treni per poter negare i diritti ai figli altrui, esigono di imporre le loro mozioni per reintrodurre distinguo si stampo fascista nella Repubblica. A loro tutto è dovuto e gli altri non contano un caxxo (giusto per citare il Marchese del Grillo).

In un articolo dal titolo "La Gaystapo contro gli sconti di Italo", l'associazione integralista lamenta come quegli schifosi dei gay osino aver da ridisdire con chi li vuole discriminare, sostenendo che «i totalitarismi non amano molto la libertà di iniziativa e vogliono metter bocca su ogni aspetto della vita quotidiana». Buffo, dato che sono proprio loro a voler mettere becco nella vita che gli altri, guardando fra le lenzuona per decoidere chi debba avere diritti civili e chi ne debba essere escluso perché il suo partner non li attrae sessualmente.
Poi aggiungono. «Un semplice sconto del 30% sui treni Italo, che non penalizza nessuno, diventa per il mondo gay un atto di sabotaggio all’ideologia dominante. Il problema, per la Gaystapo, è che in tal modo si agevolano le famiglie che vogliono raggiungere la Capitale in occasione della manifestazione contro le unioni civili». Ed anche qui l'associazione cade in un secondo errore, dichiarando finalmente che quella non è una manifestazione che non è contro nessuno (così come gli organizzatori ripetono a pappagallo da settimane) ma è una manifestazione contro le unioni altrui.

L'associazione passa così a dire quali saranno i numeri che verranno comunicati dal palco del Family day, affermando che ci saranno due milioni di persone in uno spazio che non può contenerle (la capienza massima capienza massima è di 300mila persone):

Il Comitato “Difendiamo i nostri figli” ha ovviamente pubblicizzato l’offerta. Anche perché al Circo Massimo le famiglie di tutta Italia giungeranno a spese loro. Il popolo che scende in piazza per difendere il futuro dei bambini, per lottare contro la nuova forma di schiavitù che è l’utero in affitto e per ribadire la vera natura del matrimonio, non è finanziato da nessuno. La gente semplice, normale, che difende il buon senso e la ragione, non ha dietro di sé alcun grande sponsor. Né vip, né politici, né alta finanza. Eppure a Roma si attendono circa 2 milioni di partecipanti… Roba che nemmeno la CGIL nei suoi anni d’oro ha mai visto. E pensare che allora i “compagni” viaggiavano e mangiavano a spese del sindacato!

Facendo finta che dietro al finanziamento dell'evento non ci sia la chiesa Cattolica (e quindi lo Stato che la finanzia), ProVita sostiene che se i gay in piazza sono stati un milione, allora saranno il doppio. È già deciso, a pripori. peccato che ci sia sia differenza fra chi si batte per garantire diritti civili e chi invoca la Madonna per negarli.
Poi non manca la solita nota vittimistica su quanto siano cattivi i gay a non lasciarsi discriminare in silenzio, magari sottoponendosi a quelle torture che loro promuovo nella convinzione che ogni diversità debba essere annullata nel nome di una nuova razza ariana:

È molto grave e preoccupante sapere che la compagnia ferroviaria, sui suoi profili social, si sia sentita in dovere di precisare che «offre convenzioni se richieste, per ogni tipologia di evento autorizzato, senza fare scelte ideologiche e di appartenenza».
Evidentemente, a differenza del giugno 2014, questa volta la dirigenza ha ricevuto pressioni e minacce talmente forti, da dover correre ai ripari. D’altra parte, conosciamo bene i metodi della Gaystapo: caso Guido Barilla docet. E in effetti, alla fine, Italo si è dovuta scusare per aver ferito –senza volerlo– la sensibilità dei gay…
Davvero curioso il modo di intendere la tolleranza, il rispetto e il dialogo di quanti si battono per i “diritti” delle coppie gay, ovvero, secondo loro, per la civiltà. Il mantra ripetuto dalla senatrice Cirinnà, che ora mostra un volto rassicurante, è che riconoscere diritti alle “famiglie” omosessuali nulla toglie a tutti gli altri. Finora però, senza alcuna legge gay-friendly, la lobby LGBT fa di tutto per abolire libertà di parola e di pensiero. E a quanto pare mal tollera che si possa agevolare la partecipazione al Family day. Bella civiltà…

Insomma, cari gay di tutto il mondo, sappiate anche nel nome della libertà Brandi esige che voi diate i vostri soldi ad Italo e che non possiate neppure protestar se trovare scorretto che una società di schieri contro i vostri diritti. E non provate a prendere Trenitalia, in un Paese libero come l'Italia è Brandi a decidere a chi dovere dare i vostri soldi o sosterrà che siete dei nazisti che marciano contro la libertà di chi vi vuole morti!
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