Ruini torna a far politica, chiedendo che le coppie gay non siano riconosciute come coppie



Chi non muore si rivede. Ed è così che il cardinal Camillo Ruini (già organizzatore del Family day 2007 insieme a Berlusconi, Fini e Casini) è tornato nuovamente a chiedere che alle coppie gay non sia riconosciute come coppia ma solo come singoli che il caso vuole convivano insieme.
Dalle pagine di Repubblica, l'ex leader della Cei afferma: «A mio parere sarebbe molto meglio che un disegno di legge di questo genere non arrivasse al Senato, o comunque non fosse approvato. Penso così non per ostilità verso le persone omosessuali. Al contrario, fin da quando ero giovane ho avuto rapporti di autentica amicizia con degli omosessuali. Semplicemente, non vedo come possa esistere un matrimonio, o un simil-matrimonio, tra due persone che unendosi non possono procreare e come si possa negare a un bambino il diritto di avere un padre e una madre».
Nonostante ciò non spieghi perché lo Stato e la Chiesa riconoscano tranquillamente le coppie sposate senza figli se eterosessuali, l'uomo ha proseguito: «Tutta la pressione si concentra non sui diritti delle coppie che possono avere figli, ma su quelli delle coppie omosessuali: è un atteggiamento molto lontano dalle esigenze reali di un Paese attanagliato dalla crisi delle nascite. In Parlamento già esistono disegni di legge in merito. Per evitare il rischio di equiparazione al matrimonio bisognerebbe attribuire però i diritti alle singole persone che formano la coppia, e non alla coppia come tale. In concreto, quasi tutti questi diritti sono già riconosciuti da sentenze della magistratura».
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