Secondo Gandolfini, è illegale mostrare rispetto verso le famiglie omogenitoriali



Non è chiaro se sia stato Gandolfini a copiare Giovanardi o viceversa, fatto sta che anche il portavoce del comitato organizzatore del Family Day (e di numerose altre associazioni omofobe) se n'è uscito con un vergognoso attacco allo spot di Disney Junior, sostenendo sia illegale avere rispetto per le famiglie omogenitoriali.
In quelle immagini il canale televisivo si limitava a tranquillizzare i bambini sul fatto che le famiglie possano essere diverse fra loro, ma tutte sono accomunate da uno spirito speciale che li unisce. Ed è così che le immagini mostrano famiglie multietiche, genitori single, famiglie numerose... ma il fatto che ci fosse anche una famiglia omogenitoriale ha mandato su tutte le furie l'integralismo cattolico, forse desideroso di vedere spot in cui a quai bambini si dica che i loro genitori non vanno bene perché troppo diversi dalle due famiglie di Adinolfi, dalle tre di Salvini o da quella dello stesso Gandolfini. In pratica, la richiesta è di far del male ai bambini perché a lor non piacciono i genitori che hanno.

Senza ombra di dubbio, siamo dinnanzi ad una polemica sterile, basata su strumentalizzazioni e su falsificazioni, eppure le parole pronunciate sono identiche a quelle del senatore. Il tutto con un atteggiamento tipico della propaganda, in cui qualunque follia viene inculcata attraverso la sua continua ripetizione. È un po' come la stiria di Piazza Navona, dove persino alcuni senatori si sono spinti a suggerire che delle bancarelle gestite da gruppi mafiosi fossero preferibili a delle onlus perché fra loro c'erano pure dei gay a loro poco graditi.

Utilizzando toni gravi e spesso inaccettabili, è attraverso una lettera aperta, Gandolfini si è rivolto direttamente a Sky e a Mediaset Premium per chiedere la censura di qualunque voce possa contrastare con il loro pensiero unico e con i loro distinguo di stampo fascista. Scrive:

Gentile Responsabile, mi rivolgo a Lei con indignazione in merito allo spot pubblicitario messo in onda nella fascia orario tipicamente utilizzata dai bimbi più piccoli, ove –utilizzando il cartone Disney Frozen, amatissimo dai bimbi– si fa propaganda ideologica, mostrando la presenza di famiglie omogenitoriali (uomo/uomo, donna/donna) accanto alla famiglia naturale come definita dall’articolo 29 della nostra Costituzione.
In Italia, non esiste il cosiddetto matrimonio gay, esistono convivenze omo ed eterosessuali che rientrano nella fattispecie prevista dall’articolo 2 della Costituzione, ed esiste una sola forma di istituto familiare 'società naturale fondata sul matrimonio' (art.29). È intollerabile che bimbi italiani vengano sottoposti ad un vergognoso indottrinamento ideologico, contrario alla legge fondamentale dello Stato.
Chi spiegherà a questi piccoli che due uomini non possono fare figli, e che, quindi, se ne portano uno in braccio, è perché una povera donna, in qualche parte del mondo, è stata comprata attraverso l’abominevole ed incivile pratica dell’utero in affitto? Chiediamo espressamente l’immediato ritiro dello spot in questione, assicurando che vigileremo affinché non si usino mai i bambini per volgari imposizioni ideologiche, ricorrendo se necessario alla rigorosa giurisprudenza internazionale in tema di protezione e tutela dei fanciulli.

È interessante notare come per ogni cosa esistano sempre due pesi e due misure. Gandolfini sostiene che i figli delle coppie gay siano strumentalizzati, eppure i loro convegni sono ricolmi di bambini a cui viene insegnato che le famiglie diverse dalla loro sono da disprezzare. Ci sono i bambini portati al Family Day, ci sono quelli esibiti sul palco da Adinolfi o di quelli che vengono fatti posare in compagnia di Gianfranco Amato dopo essere stati portati ai dyue giorni di seminario omofobo organizzatoalla Madonna della Galliera di Bologna.

Allo stesso tempo c'è da notare che Gandolfini dice di sapere per certo che il bambino dello spot sia natio da una maternità surrogata che sarebbe stata condotta in un Paese povero. Lo sa perché conosce i due genitori o lo dice perché è ciò che torna utile ad una propaganda diffamatoria che cerca di collegare due argomenti che nulla hanno a vedere l'uno con l'altro? Come può dire con certezza che quello non sia un bambino che è stato abbandonato da genitori eterosessuali o che non sia frutto di una precedente relazione?
Ogni affermazione detta con siffatta violenza dovrebbe essere ben argomentata, ma qui non accade. A questo punto c'è da domandarsi perché lui si possa permettere di attaccare senza giustificazioni la altre famiglie mentre non perde occasione di esibire la sua quasi come se i suoi privilegi fossero un vanto. Eppure nessuno era presente mentre ingravidava la moglie, quindi perché noi dovremmo accettare l'idea di un parto naturale mentre lui si permette di insinuare tesi speculative basate solo sul pregiudizio? Dov'è la par condicio?

Il passo sicuramente più triste è quello che riguarda la sua personalissima interpretazione della Carta Costituzionale che, a suo dire, prevederebbe diritti speciali quando un pene viene infilato nella vagina. A suo dire, infatti, la famiglia non sarebbe altro che un pene e una vagina, dato che progetti comune e sentimenti non servirebbero nulla. Eppure questo passaggio è presente in tutti i suoi discorsi, evidentemente nella speranza che qualcuno possa persino crederci.
Ora, passi che l'intera esistenza di Gandolfini paia basarsi su un messaggio di discriminazione verso chiunque non abbia il suo stesso orientamento sessuale, ma grave e lesivo della dignità altrui è la sua reinterpretazione della Costituzione al fine di sostenere l'esistenza di distinguo di stampo fascista.
4 commenti