Tempi: «Noi cavalieri Jedi, guardiani della giustizia e della famiglia»



Il settimanale Tempi ci racconta come si sentano soli ed isolati dinnanzi a quei gay cattivi che vogliono pari diritti dinnanzi allo stato. E sono così cattivi che non hanno neppure smesso di chiederli nonostante loro abbiano già chiaramente detto che non sono intenzionati a tollerare il loro amore!
E che diamine! Già non possono neanche più bruciare gli eretici, che fine farà la libertà religiosa se non potranno neppure più impedire che due persone vivano felici anche se loro non vogliono? Dov'è la loro libertà se gli altri non saranno ridotti in schiavitù?
Fanno pure un po' di vittimismo nell'asserire che Comunione e Liberazione e la Chiesa Cattolica non abbiano sufficientemente peso politico dinnanzi a quelle quelle pericolosissime lobby che inneggiano ad una pari dignità che probabilmente non sarebbe piaciuta né ad Hitler né tanto meno a Mussolini (così come dimostra l'attenzione di Forza Nuova e Casa Pound per la loro causa). Lobby così potenti che ne''ultimo ventennio non si è neppure riusciti a far riconoscere quelli che sono diritti sanciti dalla Costituzione.

Ma dato che tutto è propaganda, ecco che l'integralismo cattolico se n'è uscito con unos pot per il Family day nel quale si paragonano a guerrieri Jedi. Affermano: «Gravi tumulti hanno travolto la minaccia della famiglia. La federazione della lobby gay, incurante dei diritti dei bambini e del volere del popolo, ha schierato micidiali disegni di legge. Mentre il congresso della Repubblica discute senza sosta coi pochi strumenti a disposizione l’allarmante succedersi degli eventi, il Cancelliere Supremo ha inviato nella Galassia valorosi cavalieri Jedi, i guardiani della giustizia e della Famiglia, per evitare l’introduzione del matrimonio gay e dell’utero in affitto».

Insomma, gli soliti slogan fasulli di chi chiede che glia altri siano discriminati, ma solo dopo essersi assicurato che i suoi diritti non siano toccati (anche nel caso della maternità surrogata, dato che nessuno mette in dubbio l'accesso a tale pratica da quegli eterosessuali che rappresentano il 98% di chi vi ricorre). Più che i difensori della famiglia, ecco i difensori del pregiudizio.

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