Trieste, falsa l'aggressione dei migranti. La notizia venne sciacallata anche da Salvini



Manuel Pozzecco, 33 anni, è il triestino che raccontò di essere stato aggredito da sette profughi. Disse di essere stato picchiato per gioco mentre si trovava in piazza Libertà, aggiungendo continuamente nuovi dettagli che potessero alimentare l'odio e il razzismo dei triestini. Un'emittente televisiva locale lo invitò più volte e gli garantì un'ampia visibilità per raccontare che c'era da aver paura a vivere vicino a dei migranti:

Sono ancora molto scosso per quello che è accaduto tanto che faccio fatica a dormire. Sono una persona tranquilla che non va in cerca di guai. Il problema è che questa città non è più sicura come un tempo ed ormai si ha paura ad uscire soprattutto la sera. Non è una questione di razzismo, ma è indiscutibile che con gli ultimi arrivi dei richiedenti asilo in città le cose sul fronte della sicurezza sono peggiorate [...] Ho ricevuto tantissime attestazioni di solidarietà da parte di amici, conoscenti e semplici cittadini e questo non può che farmi piacere. All’amministrazione, sindaco in testa, chiedo semplicemente di adoperarsi per aumentare la soglia di sicurezza in questa città. D’accordo l’accoglienza agli stranieri, ma è ora che si faccia qualcosa anche per i triestini.

Anche Salvini non tardò a sciallare il fatto e a scrivere su Twitter: «Trieste, Italiano picchiato da sette stranieri che "volevano divertirsi". Fossi al posto di Renzi li rimanderei a casa loro a calci tutti e sette». Ancor peggio scrissero i suoi fan, come chi affermò: «Io la penso diversamente. Li gonfierei come palloni prima di tirarli a mare».
Il Giornale parlò anche ronde volonarie rese necessarie dalla «violenza degli immigrati».

Ebbene, si scopre ora che l'intero racconto era stato inventato. A mettere alle strette il giovane, ora reo confesso, è stata la Squadra mobile di Trieste. Si è anche scoperto che i segni che l'uomo sostenevano fossero stati provocati dai migranti (e che aveva provveduto a far refertare) si sono rivelate le conseguenze di una lite con la moglie. Il 33enne è stato ora denunciato per simulazione di reato.

La vicenda ci mostra anche un altro spetto drammatico della società odierna, dove una notizia basata su fatti incerti è stata montata da un tam-tam sui social network, con tanto di leader politici che si sono offerti per rendere credibili fatti mai accaduti. Il tutto in un clima dove pare che a nessuno interessi più appurare la realtà dei fatti, ma interessi solo trovare presunte scuse per giustificare odio, razzismo, xenofobia ed omofobia.
È la tecnica che anche l'integralismo cattolico usa per la sua propaganda di disinformazione, anche in quel caso accecati dall'odio ed interessati solo a trovare scuse che lo legittimino.
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