Un appello contro la disinformazione sulle unioni civili



È datata 20 gennaio (quindi qualche giorno fa) un appello firmato dal collettivo delle associazioni lgbtq per chiedere alla stampa una maggiore attenzione alla veridicità delle notizie in modo da non incappare nella disinformazione:

Stiamo assistendo in questi giorni ad una pericolosa deriva di disinformazione che contrappone i diritti civili alla famiglia eterosessuale 'tradizionale'. Si tirano in ballo questioni completamente estranee alla proposta Cirinnà quali la gestazione per altri, con l'unico obiettivo di boicottare una legge che riguarda il futuro di decine di migliaia di coppie, con e senza figli.

Poi aggiungono:

A chi ci chiede di 'mediare' o di inserire inasprimenti delle pene sulla GPA, rispondiamo che è assurdo dar seguito a simili mistificazioni e trasformare una legge che garantisce diritti un una legge che pone dei divieti di natura penale. Ci aspettiamo che la politica scelga il dialogo con la società reale, non con gli integralisti del 'family day', dove si specula sul pregiudizio e la menzogna per negare i diritti. Bisogna dare risposte ad una società che cambia: la proposta Cirinnà è il minimo per iniziare a riconoscere finalmente i diritti delle coppie omosessuali, i diritti dei bambini delle famiglie omogenitoriali e i diritti di tutte le coppie conviventi. Va infine ricordato che la proposta Cirinnà riconosce anche le convivenze di fatto, istituendo per la prima volta una forma di tutela di base distinta dal matrimonio.

La nota congiunta è firmata da Imma Battaglia, presidente onorario di Gay Project, Maura Laura Annibali, presidente dì Gay Project, Rosario Coco, presidente Anddos-Gaynet Roma, Adriano Bartolucci Proietti, presidente Gaycs.
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