Unioni civili, qualcuno propone di tolgliere le tutele solo a chi ne ha realmente bisogno



Il ddl Cirinnà è stato progressivamente smontato e svuotato dal suo iniziale significato. Ogni equiparazione è stata sminuita e persino le protezioni costituzionali sono state stralciate attraverso un appello all'articolo 2 della Costituzione anziché al 29. Insomma, è una base di partenza debole, discriminatoria e tutt'altro che soddisfacente. Eppure, nell'Italia che centomillesima i diritti, era prevedibile che nelle ultimo ore si sarebbe scatenato il solito tentativo di uccidere tutto ciò che di buono era restato nella norma.
L'Italia non è uno stato democratico e nella dittatura catto-fascista pare non ci sia posto per chiunque non si conformi ai loro dettami. Ed è così che la battaglia si combatterà sulla pelle dei più deboli che, in pieno stile cristiano, saranno oggetti di rilanci al ribasso riguardo alle loro tutele giuridiche.

Trenta senatori Pd hanno minacciato di votare contro il progetto di legge se la stepchild adoption non verrà stralciata, appellandosi alla menzogna integralista che vedrebbe nei diritti dei minori una fantomatica legittimazione di quello che a loro piace sia chiamato «utero in affitto». Una pratica vietata in Italia, tutt'altro che in discussione nella norma e mai criticata per il fatto che le coppie eterosessuali godano della stepchild adoption sin dal 4 maggio 1983. Norme che l'integralismo cattolico chiede restino riservate solo ad una parte della cittadinanza sulla base dell'orientamento sessuale dichiarato.
Anche Berlusconi ha fatto retromarcia e, dopo tutte le sue dichiarazioni e le promesse avanzate dalla sua giovanissima compagna, ora pare abbia deciso di votare contro i diritti civili delle minoranze o di chiunque non gradisca la compagnia di una qualche olgettina. Il tutto, presumibilmente, per rilanciare la sua alleanza con una Lega Nord che ha fatto dell'omofobia e della disinformazione un cavallo di battaglia della sua propaganda elettorale.
Dal canto suo Matteo Renzi non pare per nulla agguerrito, concedendo ai suoi una fantomatica «libertà di coscienza» nel decidere se i figli delle famiglie omogenitoriali debbano avere gli stessi diritti o se la legge debba ritenerli un po' meno uguali agli altri. Inoltre la decisione di permettere il voto segreto pare ciò che permetterà l'imposizione del volere vaticano senza che ai cittadini possa essere concesso neppure il diritto di poter conoscere il nomi di chi ha deciso di riportare nel Medioevo la nostra nazione.

Non manca poi chi gioca sulle «mediazioni» attraverso teorie alquanto singolari. Alcuni cattolici del Pd chiedono che ai gay siano riservati maggiori divieti riguardo al possibile ricorso alla maternità surrogata, anche quella attuata negli stati in cui tale pratica è legale, così come qualcun vorrebbe l'intervento di un giudice nel decidere se il padre di un bambino debba essere ritenuto tale. Ma è forse da qui che appare evidente l'ipocrisia di simili dibattiti. Un articolo pubblicato da La Stampa spiega come qualcuno vorrebbe «che prima di concedere l'adozione il giudice verifichi se vi sia stata almeno per due anni una convivenza tra il minore e questa coppia; verifichi cioè se vi sia un legame affettivo vero. E oltre a delimitare i confini, eliminando l’automatismo delle adozioni».
In altre parole, se un bambino vive in una famiglia amorevole che probabilmente sarebbe disposta a tutto per tutelarlo, allora potrà ricevere tutele legali non così necessarie. Ma se un bambino vive in una famiglia difficile in cui non è assicurato che i suoi genitori si prenderanno cura di lui, allora lo stato deciderà che non è meritevole di alcuna tutela e che dovrà affidarsi alla buona sorte.
Per farla breve, si chiede che i diritti siano negati a chi ne ha bisogno, rendendoli inutili e colpendo i più deboli e bisognosi. Il tutto sostenendo che si voglia questa discriminazione perché cristiani...
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