Adinolfi alla Rai: siano prese contromisure contro la libertà di parola di Elton John



Se qualcuno li critica, dicono che una potentissima gaystapo sta adottando il "metodo Barilla " per imporre un presunto pensiero unico (così unico che l'Italia è l'unico Paese in cui le persone lgbt non hanno il benché minimo diritto). Dicono che i gay non sono altro che «dei nazisti» che hanno la pretesa di vivere anche se loro non vogliono. Si dipingono come timorati di Dio che mentono e bestemmiano per ottenere privilegi assoluti dettati su un presunto diritto di nascita, aggredendo chiunque osi avere un pensiero diverso dal loro.
Nel totalitarismo in cui viviamo, il divorziato Adinolfi è ormai onnipresente nel dettare regole morali per stabilire che il matrimonio debba essere solo quello deciso da Bagnasco (fatta eccezione del divorzio che, in quanto a lui utile, va benissimo). Ed è lui a farsi portavoce di una crociata contro il festival di Saremo, ritenuto colpevole di aver inviato un cantante come Elton John: una stella internazionale che loro non vogliono possa essere invitato perché gay.
Già lo scorso anni le medesime persone si scagliarono contro Conchita Wurst, contestata per la sua sessualità sino al punto di ottenere la sua relegazione in seconda serata, senza alcuna domanda e solo dopo aver aperto una puntata con uno spot a favore delle famiglie numerose tanto care ai neocatecumenali (applauditissimo da Adinolfi che già allora, come oggi, fu capofila del boicottaggio del festival).
Dalle pagine di Giornalettismo, il leader integralista minaccia: «Sarebbe gravissimo se Carlo Conti consentisse al cantante di fare propaganda politica. Certo, ricordando le sue campagne contro molti cittadini italiani, da Domenico Dolce a Stefano Gabbana al sindaco di Venezia Brugnaro, non mi meraviglierei di una sua ennesima sparata. Spero che la Rai abbia già assunto le sue contromisure e non ci racconti poi martedì sera di essere stata colta di sorpresa».
Ma se Elton John non dove poter parlare, Adinolfi non ha perso l'occasione per fare propaganda politica e per lanciarsi nell'ennesima offesa delle sue vittime preferite, i bambini che grazie a lui rischiano di essere privati di ogni tutela legale (compreso il diritto all'eredità) nel nome di una pratiche che non viene neppure menzionata nel ddl in discussione. Eppure è con la sua solita arroganza che Adinolfi tuona: «Il ddl Cirinnà è una brutta legge e affonderà come una barca bucata nel mare di Sanremo».

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Nella foto di apertura: mario Adinolfi durante una delle sue 142 apparizioni televisive registrate nel solo 2015, avvenute tutte senza che la Rai abbia mai preso contromisure per impedire che potesse disinformare i cittadini con slogan scollegati dalla realtà dei fatti. Evidentemente reputa che le sue 142 apparizioni siano dovute, al contrario di un'unica apparizione di una persona che peraltro risulta oggetto di insulti durante tutti i suoi comizi.
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