Anche Gandolfini minaccia la Rai: pronti a denunce se Elton John propaganderà l'omosessualismo



L'associazione ProVita Onlus non perde mai occasione per utilizzare gli sgravi fiscali che lo stato le riconosce al fine di alimentare odio verso le minoranze. Ed è così che in un articolo dal titolo "Omosessualismo a suon di canone", l'associazione si scaglia contro la partecipazione di Elton John a Sanremo. Il tutto si apre con una foto in cui il piccolo Zack viene sbattuto in prima pagina, a viso scoperto, quasi fosse un mostro da demonizzare. Non che sia una novità, dato che su quelle pagine il piccolo già stato al centro di un'intera campagna di diffamazione messa in atto attraverso le parole di Mario Adinolfi.

Facendo molta attenzione a risultare offensiva e ponendo le sue false teorie come dogmi in grado di argomentare il loro discorso (nessuno sano di mente ha ancora capito come una legge sulle unioni civili dovrebbe legalizzare una pratica che non viene neppure contemplata, ndr), scrivono:

La RAI, che dovrebbe fornire un servizio pubblico imparziale, sembra essersi fatta portavoce dell’omosessualismo e di tutto quanto ad esso connesso (unioni gay, omogenitorialità, utero in affitto…). Il tutto, ovviamente, con i soldi dei cittadini che pagano il canone. Oltre a mandare in onda da mesi film, fiction e pubblicità chiaramente in favore dell’omosessualismo, ha infatti ora reso noto che uno degli ospiti del prossimo Festival di Sanremo sarà il controverso cantante Elton John.

Il fatto che un gay possa parlare pare venga condannato nel nome delle leggi anti-gay di Putin (che loro tanto promuovono ed auspicano siano importate in Italia), motivo per cui aggiungono:

In merito a questa decisione, il portavoce del Comitato Difendiamo i Nostri Figli, Massimo Gandolfini, ha scritto una lettera aperta ai vertici della Rai, chiedendo che il Festival più amato dagli italiani non si trasformi in un bieco stratagemma per propagandare –neanche troppo velatamente– l’omosessualismo, e influenzare quindi l’opinione pubblica anche rispetto alla discussione politica attorno al ddl Cirinnà.

Viene anche citata integralmente la lettera di Gandolfini:

Stimata Presidente e Stimato Direttore Generale,
in occasione del prossimo Festival di S.Remo è prevista la partecipazione del noto cantante Elton John. Le qualità artistiche dello stesso sono universalmente riconosciute e condivise, ma chiediamo fermamente che ci si limiti alla sua performance canora, evitando accuratamente che si trasformi in un comizio a favore dell’omogenitorialità o in uno spot pubblicitario delle cosiddette “famiglie arcobaleno”. A maggior ragione, in questo momento delicatissimo per il nostro Paese, essendo in discussione in Senato un ddl che riguarda proprio le unioni fra persone di pari sesso e l’omogenitorialità.
Come Loro ben sanno, il servizio pubblico deve rispettare la sensibilità del popolo italiano e, sul tema, ogni sondaggio documenta la netta contrarietà culturale dei nostri concittadini. Il servizio pubblico non può essere strumento di parte: ci si astenga pertanto dallo schierarsi da una parte particolare.
Nel formulare questo auspicio –peraltro dettato da laico principio di democratica par-condicio– è opportuno sappiate che seguiremo attentamente l’evento, denunciandone, se necessario, eventuali illecite prevaricazioni. La mancanza di contradditorio rende inaccettabile anche una sola parola a favore di una parte.

Ci sono le solite strumentalizzazioni e le solite minacce, ma doprattutto c'è un Gandolfinic he si auto-proclama maggioranza e che si lancia nel sostenere che «il servizio pubblico deve rispettare la sensibilità del popolo italiano». In realtà non è così.

Il codice etico della Rai dice chiaramente che il principio base sia quello della pluralità e non quello dell'imposizione del pensiero unico deciso da chi si auto-attribuisce la maggioranza. Gandolfini potrà anche dire di rappresentare l'intero popolo italiano, ma in quanto rappresentante di una minoranza, lo spazio dato alle sue idee dovrebbe essere proporzionale a quello assegnato agli altri.
Il codice etico spiega che «RAI assume quali principi fondamentali del sistema radiotelevisivo la garanzia della libertà e del pluralismo nell'accesso ai mezzi di comunicazione, la tutela della libertà di opinione e di espressione per ogni cittadino, come la tutela della libertà dell'informazione, l'apertura alle diverse opinioni e tendenze politiche, sociali, culturali e religiose e la salvaguardia delle diversità  linguistiche, nel rispetto delle libertà  e dei diritti garantiti dalla Costituzione».
Si precisa altresì che sia ritenuto un compito fondamentale le «tutela del diritto del cittadino di essere compiutamente informato», motivo per cui non si capisce perché Adinolfi possa andare in televisione a vomitare insulti contro il figlio di Elton John, ma poi si minaccino denunce se il cantante dovesse osare salutarlo dal palco o presentarsi con il padre in seduto in prima fila.
Quando poi si sancisce che la «complessiva programmazione del Servizio Pubblico deve essere finalizzata allo sviluppo sociale e culturale del Paese, con adeguato spazio, anche nelle ore di maggiore ascolto, alle varie tendenze culturali che hanno segnato l'evoluzione della civiltà», ecco che ci spiega perché il servizio pubblico abbia il dovere di mostrare anche le famiglie non tradizionali, senza limitarsi a mostrare preti e suore così come l'integralismo cattolico vorrebbe. Insomma, se la Rai è in torto, è perché non ha mai concesso spazio alle famiglie omogenitoriali e non perché potrebbe far cantare un padre di famiglia poco gradito a Gandolfini
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