Annunciato il primo Pride di Varese. E dopo 15 anni, l'Arcigay potrebbe far ritorno in città



Il Coordinamento Varese Pride ha annunciato ufficialmente che sabato 18 giugno 2016 avrà luogo il primo Pride nella storia di Varese. L'evento si volgerà nella settimana antecedente a quella del Milano Pride.
Il corteo partirà da Piazza Cacciatori delle Alpi, percorrerà il centro storico e terminerà in Piazza della Repubblica, dove è prevista una manifestazione finale. Si tratterà anche del terzo Pride della Lombardia, dopo quello storico di Milano e quello più recente di Pavia.
«Abbiamo chiesto anche il patrocinio del Comune e della Provincia -ha spiegato Giovanni Boschini, portavoce del coordinamento– e ci auguriamo che la nostra richiesta venga accettata: ci aspettiamo un cenno di accoglienza da parte delle istituzioni locali nei confronti della comunità gay, lesbica, bisessuale e transessuale. Persone prima di tutto, parte integrante del tessuto sociale della città. Vogliamo che Varese inizi a essere una città più inclusiva nei confronti delle minoranze».

Il Coordinamento Varese Pride è una realtà nata lo scorso anno grazie ad Insubria LGBT, un gruppo di studenti dell’Università dell’Insubria che sta attivamente lavorando sul territorio per fare di Varese una città più inclusiva. Sono ad esempio loro ad aver organizzato il presidio di varese per la manifestazione Svegliatitalia dello scorso 23 gennaio.
Il gruppo Insubria LGBT ha anche incontrato il segretario nazionale di Arcigay, Gabriele Piazzoni, con l'obiettivo è riportare l'Arcigay nella città giardino dopo 15 anni di assenza, con l'obiettivo di farne un punto di riferimento provinciale per la comunità LGBT e per tutti coloro che credono nell'uguaglianza e nella lotta contro le discriminazioni.
L'esigenza di una simile realtà viene testimoniata anche dalla pronta reazione dei soliti oppositori che, nonostante manchino più di quattro mesi all'inizio dell’evento e non si sia mai svolto un Pride a Varese, hanno già iniziato a costruire le prime barricate.. In particolare è il vicesindaco di Varese ad aver già definito l'evento una «deriva sociale».

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