Ciao, io mi chiamo Mario e di lavoro giovo a poker e distruggo famiglie



Anche ieri sera, facendo zapping, mi sono ritrovato dinnanzi il faccione di Mario Adinolfi. Un presenzialista che viene invitato a tutte le trasmissioni televisive per sbraitare contro le famiglie che lui reputa debbano valere meno delle sue. Oltre al pregiudizio non c'è altro, dato che di professione è un giocatore di poker che prova a far finta di essere un giornalista. Non ha alcuna competenza e spergiura il falso nel promettere che sotto la sua guida tutti i bambini avranno un papà e una mamma.
Nella realtà dei fatti sappiamo bene che se Adinolfi dovesse vincere, gli unici ad essere danneggiati saranno i bambini. Verranno privati di tutele e potranno essere abbandonati dai loro genitori senza che questi abbiano alcun dovere nei loro confronti dato che, secondo Adinolfi, è per il loro bene che devono essere resi orfani.
Per lui è un gioco, una bella partita a poker in cui lui non mette nulla su piatto, ma si gioca la vita di migliaia di bambini. Se vincerà, quei bambini saranno puniti e discriminati nel nome di una persona che potrà vantarsi di avere ben due famiglie più tutelate di quelle che lui ha distrutto.
Se ci sono persone che guadagnano soldi uccidendo, facendo bracconaggio o organizzando lotte fra cani, non c'è motivo per cui non dovrebbe esistere chi mette il piatto in tavola ai figli dopo averlo tolto dalle tavole dei figli altrui, ma ciò che non è incomprensibile è perché la stampa italiana continuai a dare voce a chi sta basando la propria esistenza nel diffondere disinformazione che possa ledere il prossimo. Possibile che l'audience garantito da un grassone che suda mentre urla dinnanzi alle telecamere vale più della vita di migliaia di bambini? Possibile che l'Italia sia caduta in una tale regressione culturale per cui ci sia spazio per questi personaggi?
Che senso ha che una persona possa chiedere che dei bambini non abbiano diritto alla pari dignità sociale perché «la stragrande maggioranza degli italiani» a suo dire non lo vorrebbe. Se è per questo la stragrande maggioranza degli italiani non vorrebbe neppure pagare le tasse, eppure diritti e doveri cono un qualcosa che va al di là dei sondaggi e delle opinioni. Altrimenti potremmo reintrodurre la schiavitù e dire che se la maggioranza degli italiani ha piacere a poter sfruttare la vita di qualcosa, allora tutto ciò deve essere legittimato (magari citando pure i passi della Bibbia in cui si legittima la schiavitù, giusto per sfruttare con scopo politico la religione anche in quel caso).
E poi non c'è coerannza. Mai. Adinolfi ha già condannato anche i bambini dei suoi seguaci attraverso l'istituzione delle cosiddette scuole parentali, ossia strutture in cui ai bambini sarà negato qualsiasi confronto con persone che possano pensarla in modo differente dai genitori. Si tratta di strutture che puzzano come campi di rieducazione ideologica che, guardacaso, lui non ha scelto per le sue figlie. Sarà un caso o sarà semplicemente l'effetto di chi predica qualcosa solo per un tornaconto pur sapendo che ciò che scrive e spergiura finirà con il far del male ai figli degli altri?
4 commenti