Gli psicologi contro Corsello (che ritratta, anche se i titoli di giornale sono già in edicola)



Appare quasi evidente il tentativo con cui Giovanni Corsello, presidente della Società italiana di pediatria, ha tentato di alterare l'esito del voto parlamentare sulla stepchild adoption attraverso un'uscita mediatica orchestrata nel bel mezzo di una discussione parlamentare. Rispolverando vecchie tesi del 2012, ha rilanciato la sua personale opinione riguardo al fatto che non si sente sicuro che i bambini delle famiglie omogenitoriali possano crescere «sani».
Poco chiaro è cosa possa centrare un simile discorso con una legge che mira a garantire tutele legali a chi già ha una famiglia (e continuerà ad averla anche se la legge non dovrà passare), ma quell'opinione era ciò che la stampa stava attendendo con ansia. Il Giornale ha dedicato la sua intera prima pagina alla ntozia, parlando di «allarme choc» e di «possibili danni sui figli». Avvenire parla di «possibili danni nelle coppie omosessuali», sottolineando indirettamente anche come i vescovi non intendano riconoscere quelle famiglie come tali. Anche Repubblica, tra i promotori di una campagna contro la stepchild adoption, sostiene che gli esperti siano divisi. peccato che da una parte ci una persona, dall'altra l'intera comunità scientifica.
Sono prime pagine che si propongono di offrire un pretesto a quanto vorrebbero vedere i figli delle coppie omogenitoriali privati dei loro diritti pur di colpire i loro genitori, ancor più se passerà il voto di coscienza nel nome di una non meglio precisata "libertà di coscienza" nel poter decidere se i cittadini debbano avere tutti gli stessi diritti o se qualcuno deve averne più di altri.

Contro quella pagina di disinformazione sono scesi in campo gli psicologi. Daniele La Barbera, direttore della Scuola di Specializzazione in Psichiatria dell'Università di Palermo, racconta a Tgcom24 che «Secondo le ricerche anglosassoni i bambini cresciuti all'interno di famiglie composte da coppie omosessuali non riportano conseguenze negative sul loro sviluppo psicologico, emotivo e affettivo». Riguardo al fatto che quella di Corsello possa essere un'opinione personale, aggiunge: «Innanzitutto c'è da dire che da almeno 20 o 30 anni non esiste più in maniera assoluta un modello unico di famiglia. In Italia e in tutti i Paesi del mondo occidentale la famiglia è già andata incontro a una metamorfosi straordinaria per cui già oggi esistono e sono in atto diverse possibilità di realizzare un certo tipo di nucleo familiare: la famiglia monogenitoriale, la famiglia ricomposta, frammentata o allargata - spiega La Barbera -. La famiglia è diventata un'entità estremamente instabile e sottoposta a dei cambiamenti molto forti anche per le grandi mutazioni culturali e sociali in atto [...] Il presidente della Società di Pediatria da che punto di vista fa queste affermazioni? Perché se fa queste affermazioni dal punto di vista scientifico e non ideologico, politico, etico o morale, deve fornire dei dati scientifici, delle evidenze basate su ricerche accreditate, condotte in maniera adeguata secondo metodologie rigorose che dimostrino ciò che afferma... In Italia non ci sono ancora famiglie del genere e non c'è una letteratura scientifica. Per cui è la rispettabile opinione di una delle più importanti società scientifiche in Italia, certo, ma è un'opinione che risente di fattori culturali».

E mentre la stampa cattolica cerca di spacciare l'opinione di Corsello come un dogma di fede, è su Facebook che lo stesso presidente della Società italiana di pediatria ha ritrattato le sue affermazioni:

La frase sugli studi e ricerche si riferisce alle possibili influenze negative sullo sviluppo di bambini e adolescenti di situazioni di conflittualità e instabilità che possono aversi sia in nuclei omo che eterogenitoriali. Non si voleva esprimere in alcun modo la correlazione certa tra danni allo sviluppo e convivenza con genitori dello stesso sesso, ma solo la impossibilità di escluderla a priori. Il senso è quello di richiamare la necessità di avere attenzione e mantenere al centro gli interessi del bambino. In questo senso la norma che sana e rende legittime le situazioni di fatto di minori con due genitori dello stesso sesso è da considerare con favore.

Una precisazione forse destinata a rimanere nascosta, mentre l'integralismo cattolico sta già insultando i bambini che vivono in famiglie omogenitoriali descrivendoli quasi come persone che saranno destinata ad essere dei disadattati.
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