Il Giornale invita i cattolici a non pagare il canone contro la «propaganda omosessualista» e «le nozze di Sodoma»



Il Giornale ad aver pubblicato un articolo in cui si sostiene che «la scrittrice Costanza Miriano, organizzatrice del Family day, smaschera il pensiero unico dei media che diffondono la propaganda omosessualista». A firmare il tutto è Camillo Langone, l'uomo che nel novembre 2011 pubblicò un articolo volto a sostenere che fosse necessario impedire la scolarizzazione femminile par aumentare la natalità.

Mettendo l'imparzialità da parte, l'intervistatore inizia a porre domande del tipo: «Anche i tuoi figli come me detestano Elton John?» o «Ma perché avresti visto il festival della propaganda omosessualista?».
La Miriano si affretta a dire che avrebbe voluto vedere il festival «per criticarlo», anche se l'intervistatore si precipita nel sostenere che «per criticarlo non basta sapere che stasera l'ospite d'onore sarà un vecchio signore che ha strappato due bambini dal seno della madre e che il valletto Gabriel Garko si è appena pronunciato a favore delle unioni omosessuali?».
La Miriano risponde che: «Io sono sempre un po' diffidente riguardo i boicottaggi, preferisco dedicarmi alla devozione perché penso che il mondo lo si possa cambiare recitando un rosario, non premendo un determinato tasto del telecomando. Se qualcuno vuole guardare Sanremo che lo guardi pure, se invece ha figli che reclamano attenzione che presti attenzione ai figli». Poi, riguardo ad Ivan Cotroneo, dice che si tratti di «un omosessuale omosessualista che scrive fiction televisive», così come sostiene che nelle produzioni di Aldo Grasso «c'è sempre un personaggio omosessuale simpatico, intelligente, geniale, mentre le famiglie risultano luoghi di costrizione, tristezza, noia, stanchezza».

A quel punto il giornalista de Il Giornale passa a proporre: «Sarai contraria ai boicottaggi ma di fronte a questo continuo indottrinamento non pensi che i cattolici dovrebbero fare lo sciopero fiscale e non pagare il canone?».
La domanda pare lasciare un po' interdetta la Miriano, il cui stipendio viene pagato proprio attraverso quella tasse, tant'è che l'intervistatore tenta di salvarsi in corner con un «dimenticavo che nella prossima bolletta della luce non ci sarà solo la propaganda omosessualista, ci sarà anche il tuo stipendio. Ma sei stata messa in mezzo anche a La7, nella puntata di Fuori onda in cui tranne te erano omosessualisti tutti, i conduttori, gli ospiti in studio, gli ospiti collegati, forse pure cameramen e truccatrici».
Ma forse è con quelle affermazioni che si è entrati in un cortocircuiti, accusando di propaganda una rete che ospita una volta all'anno un cantante gay, ma poi paga mensilmente una giornalista fortemente schierata contro i diritti delle famiglie altrui (ovviamente sostenendo che ciò sia in "difesa" della sua).

Si passa poi a sostenere che «anche la prestigiosa arte è abbastanza compattamente favorevole alle nozze di Sodoma. Sul magazine Zero ho letto un'intervista a Gillo Dorfles che, fra un aneddoto su Lucio Fontana e un ricordo di Le Corbusier, si dichiara favorevole. Mi è dispiaciuto vedere il mio maestro di estetica diventare, a 105 anni, conformista come una parrucchiera tatuata».
Risponde la Miriano: «Sono tutti talmente uniformati, in tv, al cinema, nel giornalismo, e come tu mi dici anche nell'arte, che già solo questo dovrebbe far riflettere. Ma in alcuni ragazzi vedo una reazione, un rifiuto della pappa ideologica pronta». Ed ovviamente aggiunge che quella risposta possa giungere solo «in contesto cattolico» tant'è che lei fa chilometri per portare i suoi figli a catechismo da un prete che, secondo il giornalista, non può parlare in tv e nelle scuole «perché parlerebbe contro la contraccezione e questo alle mamme non va bene: non vogliono che i loro figli sviluppino sensi di colpa. Preferiscono appaltare questi temi a organizzazioni esterne che quasi sempre sono di orientamento omosessualista o pansessualista».
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