Il presidente dei pediatri attacca la stepchild adoption. In pieno dibattito parlamentare, rilancia le sue tesi del 2013



«Vivere in una famiglia senza la figura materna o paterna potrebbe danneggiare il bambino». Ad affermarlo è il presidente della Società italiana di pediatria, Giovanni Corsello. L'uomo afferma poi che «La discussione sulle unioni civili e la stepchild adoption dovrebbe comprendere anche i profili clinici e psicologici del bambino e dell'adolescente. Non si può infatti escludere che convivere con due genitori dello stesso sesso abbia ricadute negative sui processi di sviluppo psichico e relazionale nell'età evolutiva».
Il tempismo di un simile intervento pare sospetto, soprattutto considerato come tali affermazioni siano state rilasciate durante un dibattito pubblico sul tema in cui l'integralismo cattolico ha investito ogni sua risorsa nella demonizzazione dei genitori gay. Il rischio è dunque che quel parere venga preso per buono, scavalcando gli oltre 71 studi internazionali che hanno condotto alla tesi diametralmente opposta.
Altrettanto interessante è notare come l'uomo associ una legge che garantisce tutele ai figli che già hanno genitori dello stesso sesso ad un suo personale giudizio sulle loro capacità genitoriali, quasi come se la mancata approvazione della legge potesse cambiare qualcosa (mentre sappiamo che si limiterebbe a privare dei loro diritti i bambini).

Di questo avviso è anche Claudio Mencacci, presidente della Società italiana di psichiatria, accorso a smentire una simile tesi, ricordando come esistano studi e ricerche che affermano l'esatto contrario: «Su questo tema si stanno ancora raccogliendo dati ed è quantomeno prematuro esprimere opinioni scientifiche su situazioni sociali molto recenti. Ciò che conta è valutare la capacità affettiva dei genitori, la capacità di accogliere e seguire la crescita dei bambini, creando un ambiente sicuro, sereno e protettivo. E questo non dipende certo dal ‘genere' dei genitori. Mentre è dimostrato che nelle famiglie "etero" possono prodursi danni nella psiche dei bambini quando il rapporto tra i genitori è in crisi».
Mencacci evidenzia anche come molti studi abbiano un problema di base: «vogliono dimostrare la validità di una testi piuttosto che di un’altra. E quindi non sono affidabili».

Interessante è anche notare come la posizione personale di Corsello fosse già stata esposta nel 2013 con riprese da parte di quasi tutta la stampa cattolica, da Famiglia Cristiana agli integralisti dell'Unione Cristiani Cattolici Razionali. Anzi, furono proprio quest'ultimi a rilanciare gli screditati studi di Mark Regnerus a sostegno di tale teoria, nonostante la metodologia sia stata giudicata incorretta perché si paragonavano bambini che erano passati da un divorzio dei genitori a bambini cresciuti in famiglie da romanzo ottocentesco (e, dunque, in cui il fattore traumatico era l'esperienza di vita e non l'orientamento sessuale dei genitori).
Ciò non fa che sottolineare come il ritirare fuori quelle tesi in questo preciso momento (peraltro senza neppure fornire fonti verificabili) rischia di armare l'integralismo cattolico nella loro lotta contro il riconoscimento di tutele giuridiche ai figli delle coppie omogenitoriali.
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