Il Senato apre le prime votazioni sulle unioni civili, a partire dal canguro



Oggi iniziano le votazioni del ddl Cirinnà, compreso l'emendamento "canguro" a cui è legato il futuro della legge a fronte delle migliaia di emendamenti ostruzionisti presentati dalla Lega Nord. Si tratta di prassi parlamentare che consente di votare gli emendamenti attraverso l'accoppiamento dei testi simili: una volta approvato o bocciato il primo emendamento, risultano decaduti tutti gli altri.

La discussione dell'ordine del giorno ha avuto inizio solo alle 17.05, dopo una lunga discussione dedicata a questioni procedurali legate a senatori che si assentavano dall'aula lasciando il loro badge nel dispositivo elettronico. Un fatto che in un'azienda comporterebbe il probabile licenziamento, ma in Senato solleva le proteste degli assenti dinnanzi al richiamo del Presidente.
Il primo ad aver preso la parola è Gian Marco Centinaio (Lega Nord), il quale si è lanciato nel sostenere che il suo partito non voglia fare ostruzionismo verso il provvedimento. Questo nonostante i 5mila emendamenti presentati con l'intenzione bloccare le votazioni. Si è poi passati a Quagliariello (Forza Italia) che ha lamentato: «Stiamo cangurando un testo che non è neppure passato in Commissione, anzi da questa è stato scippato». E poi, ancora Renato Schifani (Ncd-Ucd), Paolo Romani (Forza Italia), Mario Mauro (GAL) e Pier Ferdinando Casini (AP) tutti desiderosi di impedire un qualunque superamento dell'ostruzionismo.
Luigi Zanda (capogruppo del Pd) ha dichiarato che è una legge importante, da fare subito e con urgenza perché l'Italia ne ha bisogno. Ha anche ricordato come ci siano state 157 richieste di voto segreto e che non si sa quante siano state ammesse, così come molti partiti hanno lasciato libertà di voto con il rischio di non creare un provvedimento coerente.
La parola è poi passata al senatore Compagna (Gal), un uomo che impiegato tantissimo tempo per dire nulla: ossia che lui non è favorevole al canguro introdotto dall'emendamento Marcucci. Afferma anche che «altrettanto biasimevole è l'ostruzionismo all'ostruzionismo».
Nitto Palma (Forza Italia) ammette che il disegno di legge è stato in commissioni per due anni, ma lamenta come le modifiche peggiorative da loro richieste non siano poi state dibattute in commissione. Ad essere criticate sono anche le tutele dei figli delle famiglie omogenitoriali che Palma non vorrebbe fosse immediatamente disponibili, così come vorrebbe che le unioni gay fossero trattate come convinzione e non come unioni che possano avere una qualche dignità paragonabile ad un matrimonio che lui esige sia riservata si di eterosessuali sulla base delle caratteristiche naturali di nascita.
E mentre Palma continua a parlare, la Manif Pour Tous afferma che il M5S starebbe pronto a non votare il canguro. Come sempre non citano fonti, ma ottengono solo plausi dai gruppi di estrema destra.
Alberto Airola (M5S) ha preso la parola e ha ricordato come numerose leggi proposte dalle destre siano giunte in aula senza passare dalla commissione, senza che nessuno se ne preoccupasse. Ha anche ricordato come qualcuno abbia fatto di tutto per disinformare un popolo attraverso la paura, ricordando come questo «parlamento giochi sulla pelle delle persone» ma chiede che non ci siano volti segreti perché ognuno deve assumersi le sue responsabilità.
Schifani ha riaperto il dibattito sostenendo che ha paura di non poter votare conto la stepchild adoption. Alessandro Maran (Pd)  ricorda come «il problema non è la stepchild adoption ma l'esistenza delle persone omosessuali». Giovanardi ci è lanciato nel sostenere che se si fosse votata la sua legge che non riconosce le coppie ma solo diritti individuali, avremmo una (pessima) legge già da un anno. Lo Moro (Pd) ha dichiarato che il M5S si è messo nelle mani di chi vuole affossare la legge. Aggiunge: «I gay devono avere amici al senato, non nemici».
E intanto, sui social, i cattofasciti sono tornati ancora una volta a mentire e offendere, ossia ad usare l'odio come unico sentimento di cui sono capaci. tanto basta a capire perché il Senato sia così squallido, degna rappresentazione di quella fetta di elettorato interessata solo a far del male agli altri pur di nascondere a sé stessi di aver fallito nella vita. E tra loro pure chi si autoproclama padre di Gesù (quindi Dio?).
Su richiesta della senatrice De Petris (Sel) l'aula si è espressa a favore del rinvio del voto a domani. Alle 19.13 la seduta è stata tolta.
1 commento