ImolaOggi insulta e minaccia i gay



Si parla di gay e quindi ImolaOggi trova divertente la scelta di un titolo altamente offensivo come "Attenti alle terga! Nozze e adozioni gay oscurano la questione sociale". Il punto di partenza dell'articolo è il solito sostenere che sia necessario negare i diritti altrui per «difendere la famiglia tradizionali», al pari di come un tempo si perseguitavano le famiglie di colore per «difendere» i bianchi. La scelta del termine non è casuale, ma inneggia alla necessità di vedere l'altro come un nemico, legittimando qualsiasi azione violenta venga in mente come se si fosse in guerra.

Ed è così che ImolaOggi prova a istigare alla discriminazione sostenendo che i diritti altrui siano da considerarsi come un freno ad ulteriori vantaggi, quasi fosse impossibile garantire diritti a tutti. Scrivono:

La questione sociale è dimenticata, al punto che pare in sonno letargico sotto i livelli della coscienza e della memoria, completamente oscurata dalle “battaglie” per i diritti civili e delle minoranze, orchestrate dalle élite global-finanziare, dai loro servitori politici locali e dall’intero apparato ideologico, massmediatico e accademico, come lo chiamo io, a completa disposizione del sistema che ci imprigiona.

Si inizia a sostenere che, senza discriminazione, i ragazzi rischiano di diventare gay:

Dai media all’alta moda, dalla sub-politica tributaria dei potentati finanziari alle associazioni lobbiste, tutto spinge verso uno scenario di devastazione etica nella penisola e di perdita dei più elementari riferimenti esistenziali. L’individuo deve naufragare nella più completa confusione sessuale e dei ruoli, non deve avere più alcun appiglio e difesa, per essere facile preda del mercato sovrano. La questione sociale non deve più essere sentita come una priorità, ma, al contrario, deve sparire dai palinsesti televisivi, grazie alla prevalenza dei diritti delle minoranze, o essere banalizzata annegandola nel politicamente corretto ultra liberaldemocratico, grazie alla presenza sullo schermo di sindacalisti “televisivi” alla Landini (o peggio, alla Camusso e alla Annamaria Furlan), e deve essere cancellata dalle coscienze, concedendo ampi spazi, mediatici e sulle piazze, alla potente lobby gay e lesbiche.

Il tutto per concludere che:

La spinta esterna e interna all’Italia sui diritti della minoranza omosessuale, che diventano prioritari su tutto, consentirà alle élite globaliste di conseguire i due seguenti obbiettivi principali, anche nel nostro paese:
1) La disintegrazione progressiva della famiglia tradizionale, unità di base della società, resistenza di natura comunitaria al neocapitalismo e difesa per l’uomo, che deve essere completamente individualizzato e privato di ogni appiglio e difesa su cui poteva contare in passato.
2) L’oscuramento della questione sociale, non più prioritaria, e la sua sostituzione, fino al raggiungimento degli obbiettivi elitisti –nozze e adozioni– con la questione gay/lesbiche.

Si passa così a sostenere che i gay siano dei pervertiti manovrati da potentissime lobby:

La lobby gay e lesbiche, almeno a livello di vertice e di “quadri”, non può non essere consapevole dell’affiancamento interessato, in questa battaglia “di civiltà e democrazia”, da parte delle élite neocapitaliste, che finanziano, sostengono e fanno il tifo per l’affermazione oltre ogni limite dei diritti omosessuali. Per tale motivo i lobbisti gay e lesbiche sono così spavaldi, invasivi, provocatori, sicuri di sé. Per questo gli osceni gay pride, manifestazioni non d’orgoglio gay, ma di cattivo gusto, di degrado etico e di costume ottengono protezione, in occidente, e un’ampia risonanza mediatica.

E sul finale si passa a minacce reali di violenza :

Stiano attenti, però, costoro, a non tirare troppo la corda, a non provocare e sbeffeggiare troppo chi, appartenente alla maggioranza, se la deve vedere ogni giorno con la disoccupazione di lungo periodo, il salario in picchiata, la pensione insufficiente, le esose bollette per le utenze domestiche, le imposte e le tasse, cresciute a dismisura in fondo alla piramide sociale.
Infatti, se il vento della storia cambierà improvvisamente, andando nella direzione giusta, sicuramente non ci dimenticheremo di loro, delle loro provocazioni, del supporto furbesco e interessato che hanno dato al nemico principale neocapitalista, che oggi ci tiene agevolmente sotto il tallone. È una minaccia, la mia? Certo che lo è!

Interessante non è solo notare colo la violenza di simili parole, ma anche la malafede di chi sostiene che disoccupazione o problemi sociali riguardino solo gli eterosessuali. Insomma, è con gli occhi chiusi che si elargiscono giudizi morali verso comunità che i cerca di far passare come un qualcosa di alieno, dimenticandosi di come gay e lesbiche abbiano i medesimi problemi e contribuiscano nel medesimo modo alla società.
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