La Croce santifica il suo direttore (e parla al maschile di Luxuria, così, giusto per offendere)



«Avevamo paura degli attentati ma eravamo pronti anche a morire per una giusta causa». Esordisce così un articolo di La Croce in cui il giornale di Mario Adinolfi intende raccontare il Family day attraverso la voce di una partecipante.
Si parte dal raccontare che «tanti hanno fatto ore e ore di viaggio con figli piccoli per essere lì al Circo Massimo. Affianco a noi c’era addirittura una coppia, con una bimba di 10 giorni. Giovani, vecchietti, cattolici, musulmani, islamici, ortodossi e chi ne ha più ne metta, tutti insieme per difendere una causa giusta. La famiglia e i diritti dei bambini!».
Insomma, piacer raccontare come un neonato sia stato trascinato a manifestare contro i suoi stessi diritti qualora dovesse essere gay, nella convinzione che una piazza condivisa con Casa Pound e Forza Nuova sia la giusta direzione.

L'argomento cambia poi drasticamente e la donna di lancia nella santificazione di Adinolfi. Dice di aver partecipato ad un suo seminario propagandistico e «mi senti d’accordo con lui su ogni cosa che diceva». Passa poi a parlare del «divorzio e nuovo matrimonio celebrato a Las Vegas con una bella e giovane ragazza». Dice che «lo osservavo e pregavo per lui. Poi ho capito. Sono io quella sbagliata, perché giudico una persona e in questo modo la uccido, le taglio le gambe. Sopratutto perché tutti noi abbiamo una nostra missione nella vita, per rendere migliore questo mondo, lui nonostante non è perfetto, come non lo sono io, la porta avanti. Andando contro tutti, per una verità che non può essere messa in discussione. Quindi ho deciso di collaborare di dare un mio piccolo contributo per questa causa».
Dice anche che «Oggi io sono sposata, spero anche in futuro, ma nella vita non si sa mai, quindi nessuno di noi si può permettere di giudicare la vita di un altra persona, perché domani possiamo stare al suo posto». Eppure pare che tutto ciò non valga per gli altri, dato che si accetta di manifestare contro qualcun altro dopo aver assolto sé stessi. Il Family day è un giudizio verso certe famiglie, con l'aggravante del tentativo di cercare di opporsi alla loro felicità.

Immancabile è poi l'offesa riservata a chiunque non la pensi come Adinolfi: «Alcuni al posto della testa hanno un ortaggio -dice- sono disgustata da certi commenti di Vladimir Luxuria che prima dichiara "le donne che affittato proprio utero alle coppie gay, lo fanno per generosità e non per i soldi" e poi attacca su Twitter un sacerdote che organizza il pullman da Orsara un paesino in Puglia per Family Day. Volevo ricordarti caro Luxuria che se uno è generoso, lo deve fare gratis, quindi se queste donne sono così generose possono affittare gratuitamente proprio utero. Perché non lo fanno? Perché è un business!».
Si noti come tutto venga valutato con due pesi e due misure ma, soprattutto, come parli di Luxuria al maschile quasi a voler sottolineare che lei non ha la benché minima intenzione di avere rispetto e intende imporre con violenza la sua discriminazione.

Critiche vengono riservate anche Barbara D’Urso, per i suoi «orecchini arcobaleno molto kitsch» e per «tutti gli ospiti che aveva invitato nel corso di tutta la puntata, tutti naturalmente di parte e faziosi,amici di persone omosessuali». E per raccontare l'unica verità che voleva sentire, ecco che aggiunge: «Mi chiedo perché non ha invitato Mario Adinolfi, Gandolfini o Gianfranco Amato? Forse perché li teme? Perché avrebbero azzittito subito un Checchi Paone tutto eccitato che parlava senza senso giusto perché ha la lingua in bocca insieme agli altri che gridavano solo dei propri pseudo diritti. L’unico servizio che andato in onda sulla vera famiglia con 13 figli, magicamente è stato interrotto dopo 30 secondi per problemi tecnici».

Insomma, i suoi idolo sono gli unici che devono poter apparire in televisione e la «vera famiglia» è quella decisa da lei. Gli altri devono star zitti, subire in silenzio la propaganda di chi ricorre a strumentalizzazioni e bugie pur di garantirsi privilegi basati sull'orientamento sessuale.
Non mancano insulti anche a Fiorella Mannoia e «altri cosiddetti artisti, che ormai si sono bevuti il cervello. E io tanti di loro li conosco personalmente, depressi, finti, arrabbiati con la vita. Ormai la loro missione è solo quella di andare contro qualcuno così forse qualcuno ne parla guadagnandosi qualche istante d’attenzione o qualche ospitata in TV».

Finita la fase di denigrazione di chiunque osi avere un'idea di famiglia più inclusiva della sua, passa a dichiarare: «Mi ha riempito il cuore di gioia vedere due milioni di persone a combattere per un unica verità, la famiglia! Godevo proprio!». Inutile a dirsi, non erano in due milioni e neppure si avvicinavano.
Forse ignorando che i gay hanno sperma che funziona benissimo, ecco che la donna si auto-assolve da ogni accusa di omofobia prima di sostenere che lei si sente migliore di loro: «Non siamo qui per negare i diritti degli omosessuali, perché anche loro hanno bisogno di leggi per essere tutelati nelle loro unioni. Ma essi non sono né matrimonio, né adozione dei bambini. Se una cosa non ti viene data naturalmente non è tua e non lo potrà mai essere. Solo uomo e donna possono generare dei figli e noi i figli li facciamo! Loro vogliono fare un vero e proprio abominio. Traffico illegale di essere umani. La schiavitù ormai in Europa non esiste e stepchild adoption è la porta proprio per un mercato di essere umani. I bambini non si toccano!».
Poi si aggiunge che i gay non devono neppure poter adottare come avviene in natura, dato che «Se ci sono tanti bambini nei orfanotrofi facciamo delle leggi che agevolano le adozioni per le famiglie eterosessuali e non mettiamo in questo mondo bambini che sono già destinati alla depressione e sofferenza perché un giorno vorranno sapere chi è il loro vero padre o la loro vera mamma!». Peccato che alcuni non lo sapranno mai e non è chiaro perché lei voglia fare del male a chi è stato abbandonato dai genitori.

Ritornando alla bufala di presunti attentati terroristici (forse buttati lì per dipingersi come eroica anche se l'Isis avrebbe avuto più ragioni per unirsi a loro che a contrastarli), si aggiunge: «Un messaggio che nonostante grande allerta per attentati terroristici ha fatto uscire di casa tutte queste persone per unirci insieme al circo massimo di Roma, pronti a perdere anche la vita per difendere la più grande verità di tutti tempi che è la famiglia e gridare insieme Stop Cirinnà! Perché come diceva San Giovanni Cristostomo dobbiamo essere pronti a perdere tutto nella vita, come hanno fatto martiri, anche la vita stessa ma non perdere la fede! Perché a cosa ci servirà guadagnare il mondo intero se perderemo l’eternita? Noi siamo per un amore libero, non libertino».
1 commento