L'armata Brancaleone chiede alla Consulta di bloccare il ddl Cirinnà



È attraverso un ricorso alla Consulta che alcuni centristi sperano di poter bloccare in extremis il ddl sulle Unioni civili. A guidare la carovana troviamo Gaetano Quagliariello, Andrea Augello, Luigi Compagna, Mario Esposito e Carlo Giovanardi. Ai senatori ex-Ncd si aggiungono poi Mario Mauro (Popolari per l'Italia) e una quartina di senatori riconducibili alla Lega Nord e a Forza Italia.
La loro teoria è che l'iter del ddl Cirinnà abbia violato l'articolo 72 della Costituzione, secondo cui ogni disegno di legge deve essere esaminato prima in commissione e poi in aula. Lamentando come un commissione non si siano esaminate le migliaia di emendamenti presentati per fare ostruzionismo ed impedire l'approdo in aula, sostengono che sia stato impedito loro di poter svolgere il proprio lavoro e che si siano violate le «essenziali funzioni e prerogative proprie di ciascun parlamentare».
Quagliariello si è fatto anche portavoce di un appello al presidente grasso, affermando: «Un arbitro ha ancora di più il dovere di tutelare chi non lo ha eletto perché deve ricordarsi di essere il presidente di tutti. Credo che si faccia ancora in tempo a evitare che quanto può avvenire in maniera limpida, invece, si confonda in un iter parlamentare quanto mai incerto. C'è ancora la possibilità di rimandare la legge in commissione e sanare questo vulnus». Giovanardi ha invece preferito parlare di «un metodo totalmente lesivo dei diritti dei parlamentari. Una cosa di una gravità da un punto di vista istituzionale e democratico enorme».
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