L'assessore Elena Donazzan a convegno con Brandi e Komov per promuovere l'omofobia



Continua senza sosta la crociata per la promozione dell'omofobia da parte dell'assessore veneto Elena Donazzan, ospite di un convegno di propaganda d'odio organizzato a Schio. L'incontro ha visto la presenza del solito Toni Brandi (presidente di ProVita Onlus) e del nazionalista russo Alexey Komov (dipendente del magnate Konstantin Malofeev, tra i maggiori finanziatori dell'invasione russa dell'Ucraina).

Nella presentazione dell'evento si legge:

In Italia la famiglia è sotto attacco. In Senato si sta discutendo il ddl Cirinnà, con cui il governo Renzi vuole introdurre il“matrimonio” omosessuale e le adozioni gay, sdoganando e legittimando così l’orribile mercimonio dell’utero in affitto. Vogliono costruire un mondo alla rovescia e chi prova a ricordare le verità più elementari e i dati di realtà viene messo al bando come non accade nemmeno con i peggiori criminali.
Per sensibilizzare l’opinione pubblica italiana, così disinformata e manipolata, per contrastare la martellante propaganda Lgbt e per ribadire che la stragrande maggioranza dei Paesi del mondo considera ancora la famiglia quella formata da un uomo e una donna, ProVita onlus, nella persona del suo presidente Toni Brandi, continua il suo tour per la penisola con Alexey Komov, ambasciatore alle Nazioni Unite del Congresso Mondiale delle Famiglie.

Promotori dell’incontro sono stati Pier Luigi Bianchi Cagliesi (Federazione Italiana Scuole Parentali) e i rappresentanti delle 27 associazioni che compongono il Tavolo Permanente per la Famiglia con la Regione Veneto. In altre parole, tutta l'omofobia organizzata e chi reputa che la scuola pubblica non sia adatta ai suoi figli perché non discrimina. Non male che a dargli conda sia proprio l'assessore all'istruzione che, per il suo ruolo, dovrebbe promuovere la formazione pubblica e non chi la vuole devastare per creare dei campi di rieducazione ideologica in cui rinchiudere i bambini.

Già nel febbraio del 2015, la Donazzan prese parte ad un altro convegno di disinformazione con Brandi e Komov. In quell'occasione si arrivò a sostenere che «i figli delle famiglie tradizionali hanno migliori risultati a scuola e nella vita in genere», poi ha aggiunto come l'educazione alle differenti forme di famiglia porterebbe ad una «sessualizzazione precoce dei bimbi» che potrebbe sfociare in un aumento di «pornografia, abusi e pedofilia».
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