Liceo di Piacenza obbliga gli studenti a guardare una "conferenza gender" di Gandolfini



È accaduto al liceo Colombini di Piacenza, dove un professore di religione si è presentato in aula ed ha obbligato gli studenti ad assistere una video-conferenza sul «gender» di Massimo Gandolfini, il organizzatore del Family day e fiero sostenitore della folle ipotesi per cui non si possa essere certi che l'omosessualità non sia una patologia.
Dinnanzi a quel tentativo di indottrinamento all'omofobia, immediate sono state le proteste di alcuni studenti. Si è parlato di una lezione a senso unico, così come altri sono lamentati come quelle teorie discriminatorie non prevedessero alcun confronto o contraddittorio. Quello che veniva detto da Gandolfini doveva essere preso come oro colorato.
Dal canto suo l'insegnante di religione, Ester Capucciati, sostiene che quella sia «una conferenza alla portata di tutti su internet, che per tre quarti si basa su dati scientifici. Gandolfini, da medico, spiega la sessuazione umana, dal concepimento all'età adulta attraverso le teorie dei maggiori studiosi americani. Quindi una lezione a carattere scientifico». Sarà, ma guardando i video che il leader omofobo è solito pubblicare, quei dati andrebbero sempre verificati e confutati sulla base di studi accademici che non abbiano radici nel mondo integralista cattolico. Ed infatti non pare ci sia nulla di scientifico nell'osservare un Gandolfini pronto a sostenere che «secondo la teoria del gender l'uomo è una macchina desiderante alimentata da pulsione, mentre in realtà l'uomo è un insieme di pulsioni governate dalla volontà».
Questa ricostruzione è confermata anche da studente che racconta: «Abbiamo chiesto spiegazioni all'insegnante di psicologia su alcuni passaggi e ci ha detto che le analisi riportate sono state compiute ma con tutt'altro fine e arrivando a tutt'altre conclusioni. Per questo alcuni sono rimasti offesi, perché hanno parenti o amici gay e lesbiche».
Ad aggravare la situazione è come quella lezione sia stata proposta come un approfondimento obbligatorio nella "Settimana della flessibilità": tutti erano tenuti a partecipare, anche quei numerosi studenti che hanno la dispensa dall'ora di religione. In altre parole, la volontà dei genitori che non desideravano un indottrinamento confessionale è stato calpestato per garantire una lezione di promozione della violenza omofobica.

Dura è la reazione di Atomo Arcigay di Piacenza: «Identità sessuata? Parliamo di fantasia pura di Gandolfini, l'ideologia gender non esiste e non credo esista su alcun libro di scienze più recente. Non sono a conoscenza di quale insegnante lo abbia proposto e non so con quale intento, ma sono convinto che i ragazzi hanno la testa per riconoscere le panzane che quell'uomo propina. Invece vorrei sapere cosa ne pensa l'insegnante che l'ha fatto vedere, il collegio docenti e la dirigente scolastica. Se c'era una volontà di creare dibattito è un conto, ma se invece è stato somministrato, allora è evidente che si tratta di propaganda e sarebbe uno scandalo».
Proteste giungono anche dall'Unione degli Studenti Piacenza: «Condanniamo duramente quanto avvenuto. Portare propaganda a sostegno delle frange ultra-cattoliche, tra l'altro senza contraddittorio in un'istituzione pubblica che deve essere laica, è inaccettabile. È un diritto dello studente ricevere informazioni supportate dalla scienza e non fandonie. Inoltre, la professoressa dovrebbe scusarsi per aver abusato del suo ruolo, e la scuola deve fare un passo indietro per aver permesso il compiersi dell'incontro».

Il filmato della conferenza che è stata obbligatoriamente mostrata agli studenti del liceo dovrebbe essere questa (perlomeno stando alle indicazioni rese note). A voi giudicare se si tratti di materiale che può essere accettabile mosrare in una scola pubblica.
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