Lucia Ocone imita la Cirinnà



È nel corso della trasmissione televisiva "Quelli che il calcio" che Lucia Ocone si è cimentata in una imitazione della senatrice Monica Cirinnà. Ancora una volta l'ha fatto sottolineando tutta l'ipocrisia di un Paese medioevale in cui pare ancora di vivere ai tempi di guelfi e ghibellini.
Le immagini ci calano in un'aula in cui la senatrice è alla ricerca di un possibile compromesso sulle unioni civili dopo il clamoroso dietrofont del M5S. Ed è così che propone: «Togliamo l'adozione ma in cambio diamo la reversibilità della pensione, successione del contratto d'affitto ed una batteria di pentole. Portalo agli alleati. Mancano gli ultimi aggiustamenti. Dateci una settimana. Voglio dire, una settimana prima o due secoli dopo è uguale».
E se la Gialappa's fa notare che l'Italia è già in ritardo, la senatrice ha spiegato come il problema siano le correnti interne ai partiti: «Io ho una rabbia. Mercoledì scorso ci mancava tanto così. Io avevo l'ok del Movimento 5 stelle, l'ok del Ncd, l'ok degli Ncc, poi è arrivato questo no dei Neanderthal del Pd ed è saltato tutto. È una corrente del Pd tipo i catto-dem ma più moderna».
Ed è così che Lucia Ocone inizia a proporre scambi più degni di una raccolta punti dal benzinaio che di leggi su diritti civili: «Ai gay togliamo le strisce pedonali, gli diamo venti euro su Zalando ed una foto autografata di Paola e Chiara». Ed ancora: «Se io tolgo la riforma succhiotto e gli do un'abbonamento a Netflix? O gli do la possibilità di sposarsi e gli tolgo il diritto di voto. Sì ad unioni civili ma solo tramite estrazione di cartoline postali».

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