Ma quanto si diverte Adinofli a giocare con la vita e al dignità delle persone?



Dopo l'approvazione in Senato degli ultimi resti della proposta di legge sulle unioni civili, Mario Afinolfi non è è astenuto dal condannarci a sentire il suo commento. Quasi come se la sua crociata contro la vita dei gay e delle loro famiglie non fosse stato altro che un gioco, il leader dell'integralismo cattolico afferma: «Cari amici Lgbt, ce le siamo date, ma non ditemi che ora avete voglia di festeggiare. Hanno tradito anche voi, ha vinto solo la logica del Palazzo».
Fermo restando che personalmente mi verrebbe da fargli presente che non siamo amici, se questa legge è divenuta un testo discriminatorio è solo a causa delle bugie che il suo gruppo integralista hanno diffuso sfruttando il sentimento religioso a scopo politico. Il fatto che ora convenga su come la legge danneggi le persone verso cui lui ha creato solo odio è fastidioso, anche perché probabilmente la comunità lgbt subirà a lungo le vessazioni e le aggressioni degli integralisti che ha addestrato per la sua sharia. L'unica consolazione è la speranza di poter finalmente accendere la televisione senza ritrovarselo 24 ore su 24 pronto a sbraitare insulti ed offese gratuite contro le famiglie altrui.

Interessante è osservare anche ciò che il leader integralista ha scritto quattro ore prima in merito alla proposta di legge per lo stralcio dell'obbligo di fedeltà per le coppie eterosessuali:

Dei senatori PD presentano un ddl per cancellare la fedeltà coniugale anche tra eterosessuali, per seguire l'auspicio di uno Scalfarotto molto in difficoltà. Il richiamo alla fedeltà contenuto nel codice civile non è un elemento casuale o "medievale, come la cintura di castità" per dirla con l'ondivago sottosegretario. Senza fedeltà non c'è la stabilità della coppia, una coppia promiscua e infedele è come oro falso. Può luccicare, ma non vale niente.

In realtà non si capisce perché citi Scalfarotto, ma forse non bisogna porsi troppe domande dinnanzi ad un divorziato che da lezioni sulla stabilità delle coppie. E per proprietà transitiva si potrebbe tranquillamente sostenere che lo stralcio di quell'obbligo dalle unioni civili (così come voluto da Alfano) possa proprio avere il significato di alimentare il pregiudizio verso coppie che la legge rende automaticamente promiscue anche se fondate sulla più piena fedeltà.

Inoltre non è chiaro se la Miriano sa che il suo Amico Adinolfi va in giro a sostenere che il suo matrimonio diverrà «come oro falso» ora che non avrà più l'obbligo alla fedeltà. Questo, perlomeno, se terrà fede alla sua promessa dello scorso giugno quando spergiurò che avrebbe chiesto il divorzio dal marito se la legge sulle unioni civile fosse passata. Quelle parole sono state ripetute su quasi tutti i giornali cattolici e in tutte le trasmissioni televisive a cui ha preso parte: o la donna ha preso in giro i suoi seguaci, o dovrà ora tener fede a quanto promesso.

Sempre dalla pagina di Adinolfi si apprende anche che la neo lingua dell'integralismo cattolico pare abbia subito una nuova mutazione. Dopo aver trasformato un concetto come la "famiglia" in un'immagine che inneggi all'odio e alla discriminazione, dopo aver sostenuto che "pro-vita" significhi gettare le basi di un disagio sociale che possa spingere il maggior numero di adolescenti verso il suicidio e dopo aver iniziato a parlare di "matrimonio" preoccupandosi di scriverlo fra virgolette se riferito ad unioni a cui non vogliono conferire dignità, ecco che Adinolfi ha coniato anche la dicitura "cattolico" scritta fra virgolette se riferita a chi la pensa diversamente da lui. Si apprende, così, che la libertà di religione non esiste più e che lui si sia auto-nominato giudice ultimo per decidere che cosa sia cattolico (la discriminazione) e cosa non lo sia (il rispetto verso il prossimo).
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