Mario Adinolfi contestato all'università di Bari: «Fuori gli omofobi dall'Ateneo»



Mario Adinolfi è stato contestato dagli studenti dell'Università di Bari, dov'era stato chiamato a tenere uno dei suoi soliti convegno omofobi. In questo caso si trattava di un incontro dal titolo "La famiglia al centro dell'uomo", dove il giocatore di poker avrebbe dovuto illustrare come le sue due famiglie fossero migliori di una famiglia formata da due uomini o due donne.
L'ennesimo rigurgito discriminatorio non è piaciuto a molti studenti, i quali hanno organizzato un flashmob all'esterno dell'ateneo. Mascherati da Adinolfi e dal rettore dell'Università di Bari, Antonio Uricchio, alcuni manifestanti hanno inscenato il rogo di una persona omosessuale immolata nel nome della nuova ideologia filofascista che vede dell'eterosessualità la nuova razza ariana. A sostenete Adinolfi, invece, c'erano alcuni militanti di  Fratelli d'Italia e alcuni gruppi d'odio che infangano la figura della famiglia per utilizzarla come simbolo d'odio (quasi come se si fossero impossessati di uno fra i più bei concetti della società per renderla un simbolo di esclusione).
L'arrivo del gran maestro dell'omofobia è stato accolto dai cori di protesta: «Via gli omofobi dall'università». «Vergognati», hanno gridato i presenti. Contestazioni a cui Adinolfi ha risposto con una provocazione gratuita, giungendo in cima delle scale e rivolgendo loro il segno di vittoria, forse venandosi di aver contribuito a danneggiare i figli delle famiglie omogenitoriali e di aver affossato l'unica legge che avrebbe potuto rendere l'Italia un paese un po' meno incivile.
Anche all'interno del convegno le contestazioni non sono mancate, con persone che soventemente commentavano le sue parole con un «vergogna» soprattutto in occasione delle solite strumentalizzazioni utilizzate da Adinolfi. Tra le più contestate, il suo solito dire che «non si può nascere da due uomini». Insomma, era in un'università a raccontare banalità e strumentalizzazioni che nemmeno un bambini di tre anni si permetterebbero di sostenere in pubblico.
Evidente, però, è anche quello che pare un piano premeditato dall'integralismo cattolico e volto ad attuare attraverso un'aggressione ad ogni area della società civile: si sono già infiltrati nella politica e nella magistratura ed ora vogliono entrare anche nelle università e nelle scuole per renderli centri di indottrinamento secondo schemi simili a quelli utilizzati daii regimi del secolo scorso. È quanto avvenuto in Siria prima che l'Isis iniziasse a sterminare i gay o quanto è accaduto in Russia prima che la comunità lgbt venisse perseguitata per nascondere gli scandali del governo. Ora sembra che stia accedendo anche in Italia, alimentata da chi usa l'omofobia per distogliere l'attenzione da chi nasconde nel freezer i soldi delle tangenti sottratte alla sanità pubblica.
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