ProVita fa propaganda attribuendo ai gay pensieri che si sono inventati di sana pianta



L'associazione ProVita Onlus, forte degli sgravi fiscali che mette in conto anche ai gay che perseguita, ha pubblicato un articolo dal titolo "Canguro azzoppato, ddl Cirinnà rinviato". Si parte con il gongolare per l'arresto del provvedimento e si passa ad affermare:

Il rinvio è stato chiesto dal PD (che continua ad essere lacerato al suo interno) e si vocifera che la legge potrebbe tornare in Commissione (come previsto dalle regole costituzionali); tuttavia l’ala più intransigente insiste affinché il testo venga approvato così, senza nessuno stralcio. Ha detto Roberto Speranza, per esempio, che il testo è già un compromesso e che non si può immaginare l’istituto delle unioni civili senza la stepchild adoption. Questo perché – come abbiamo annotato un’infinità di volte – in realtà le “unioni civili” in se stesse non interessano proprio a nessuno: i gay vogliono i figli (con l’utero in affitto).

Non sono solito riportare aneddoti personali, ma questa volta farò uno strappo alla regola. Io non la penso così come dice la banda di Brandi: penso semplicemente che i bambini debbano vengano prima di tutto e debbano essere difesi, indipendentemente da quale sia la loro famiglia e dal modo in cui sono venuti al mondo. Anche senza legge, due gay adulti troveranno il modo di sopravvivere, ma i bambini hanno bisogno di tutele certe. Essere dalla parte dei bambini significa essere dalla parte della stepchild adoption, anche se a loro non stanno simpatici i loro genitori.
Peccato che questa semplice considerazione è sufficiente per poter affermare con ragionevole certezza che quanto scritto dall'associazione integralista non è altro che una diffamazione a mezzo stampa. In quanto gay, mi attribuiscono un pensiero diverso dal mio e lo pubblicano con l'unico intendo di attaccarmi sulla base di ciò che loro vorrebbero farmi dire. Così è facile fare propaganda, peccato che si una menzogna probabilmente illegittima anche sul piano penale.

E dato che c'erano, la rivista non manca di lanciarsi pure in un'offesa al sentimento religioso nell'affermare che «chi vuole può anche continuare a pregare, perché le preghiere spesso funzionano».
Pregare per l'infelicità e la persecuzione altrui non ha nulla di cristiano, ma ha l'aria di essere un qualcosa di satanico e violento. Eppure fra i commenti c'è chi scrive: «Veramente credevo che la preghiera fosse la cosa più importante… SE otterremo dei risultati, sarà in massima parte per merito delle preghiere, dei digiuni, dei sacrifici. O no?».
Speriamo quantomeno che non parlasse di sacrifici umani, dato che gli integralisti amano leggere letteralmente la Bibbia quando si tratta di vomitare odio contro i gay... e nel libro dei Giudici si racconta di Iefte, giudice d'Israele e figlio di un certo Galaad, che sacrificò la sua unica figlia (e se anche quello fosse letto letteralmente, perché non sacrificare le figlie per chiedere l'affossamento di una legge che garantirebbe tutele ai figli degli altri?).
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