ProVita: «La natura dice che non si deve cercare il benessere collettivo, ma il tornaconto personale»



In più occasioni ci siamo occupati di raccontare come l'associazione ProVita onlus paia utilizzare il cristianesimo come arma di propaganda, nonostante sia difficile trovare qualcosa di cristiano nelle loro posizioni. In ugual modo abbiamo osservato i loro strani legami con il nazionalismo russo Komov e con chi chiede la distruzione dell'Unione Europea per dar vita ad un'Eurasia basata sulla supremazia di Mosca in base ad un sistema statale che Dugin descrive come «il nuovo nazismo perfetto». Il tuttoo con tanto di richieste per l'immediato ritiro delle sanzioni a Putin.

Ebbene, ora a sostenerlo è il sito stesso dell'associazione. In un articolo dal titolo "Omosessualismo come marxismo, ideologia contro legge naturale", firmato a nome della Rosa Bianca (un gruppo di resistenza al nazismo, anche se in questo caso pare venga utilizzato per la sua promozione), l'associazione di Brandi afferma:

Ci avevano spiegato che il comunismo era morto con lo scioglimento dell’Unione Sovietica e che l’ideologia marxista era crollata davanti alla realtà dell’homo economicus, realtà che mette in luce il fatto che un essere umano non cerca il benessere collettivo ma tende a coltivare il suo tornaconto personale.
Il Marxismo è stato sconfitto perché ha voluto ignorare questa regola basilare che è impressa nel cuore dell’uomo e che nessuna legge umana potrà mai cancellare.

È significativo osservare come un'associazione che si definisce cristiana possa sostenere che l'uomo deve pensare solo a sé stesso e fregarsene del prossimo. Ciò spiega le loro posizioni contro i diritti dei figli delle famiglie omogenitoriali o il loro astio verso chiunque abbia una religione non cristiana. Ma ben presto l'articolo si spinge nel spiegare l'intento politico di quell'affermazione:

Ora il Marxismo ha cambiato volto e torna a riproporre il suo schema collettivista in un’altra Unione quella Europea. Abbandonate le teorie economiche, perché sconfitte da quella natura umana che non cambia nel corso della storia, le teorie collettiviste cercano di riaccreditarsi sotto il manto dei diritti, non più umani, quelli garantiti per il semplice fatto di essere degli esseri umani, troppo poco, bensì i nuovi diritti civili, quelli che devono essere creati dal diritto positivo emanato dalla politica. Il nuovo collettivismo si deve formare attorno ai “diritti” della comunità LGBT, che è stata bistrattata nel corso dei secoli ed è in cerca di riparazione per i torti subiti.

Insomma, vogliono distruggere l'Europa e l'omofobia che hanno coltivato per anni è il pretesto con cui sperano di poter raggiungere il loro obiettivo.
Si parte così con la solita manfrina contro le famiglie arcobaleno, sostenendo che l'unica cosa importante è che un bambino abbia genitori eterosessuali :

Come si può pensare di eliminare, per legge, la mamma dalla vita di un bambino e credere che sia un bene? Perché l’idea di affidare un bambino ad una coppia gay altro non è se non il privare, per legge, un bambino della sua radice primordiale. Come può una tale barbarie essere anche solo ipotizzata (e tutelata), da parte di uno Stato? Lo stesso vale anche per le lesbiche. Anche se l’impatto è meno forte perché è almeno preservato quel legame primordiale con la madre, manca sempre una componente della realtà dell’essere umano, quel padre bistrattato che il mondo post-moderno vorrebbe cancellare non appena usato, quello che serve per la procreazione che ha ancora bisogno della polarità maschile e femminile.

Ancora una colta la premessa serve solo ad attaccare l'Unione Europea, sostenendo che chi vuole difendere i diritti di tutti e non i privilegi di pochi, è una minaccia al loro mondo in cui non si muove un solo dito se non si ha un tornaconto personale:

Eppure questo è il “progresso” verso il quale l’Europa ci vuole orientare tutti insieme, collettivamente, secondo i dettami della rinnovata liberté, égalité e fraternité.
“E’ sbagliato” dicevano i cartelli al Circo Massimo. È sbagliato e non può esserci il diritto di fare le cose sbagliate. Bisogna avere il coraggio di dire la verità: tutto ciò che l’Unione Europea ci vuole imporre nel campo dell’ingegneria sociale è sbagliato perché va contro l’essenza stessa dell’essere umano. Il diritto ad avere una madre e un padre è una esigenza ancora più basilare e profonda del diritto alla proprietà privata.

Ed ancora:

L’ingegneria sociale del collettivismo marxista, che ricorda molto da vicino l’uomo nuovo nazista, è destinata al fallimento perché va contro la natura primordiale dell’essere umano.
Tra tutti gli errori che il comunismo ha cercato di propagandare, quello attuale è il più vile perché cerca di nascondere e giustificare la responsabilità individuale nel mare indefinito della volontà collettiva, nel settore più sacro che è quello della vita e della famiglia.

Patria, famiglia e proprietà privata. E questa gente si offende pure se gli si fa notare che si comportano come nazisti, nonostante vogliano i loro diritti mentre cercano di sfruttare immigrati e gay come merce da cui trarre profitto. E si dicono cristiani.
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