ProVita vuole vietare i libri che educano alla sessualità: sono pornografici e giovano ai pedofili



L'associazione ProVita onlus è solita chiedere che ai ragazzi non sia fatta educazione sessuale e, soprattutto, che non gli si forniscano informazioni sulle modalità di prevenzione delle malattie sessuali. La loro ideologia li porta a sostenere che i preservativi non debbano essere utilizzati per alcun motivo e che la prevenzione debba concretizzarsi solo con la più assoluta castità. È in questo scenario che la loro redazione torna a farci sorridere nell'ostentare il più assoluto bigottismo: «Abbiamo sempre detto -scrivono- che oggi l’educazione sessuale si traduce in sessualizzazione precoce dei bambini. Ma che si attuasse attraverso immagini e messaggi decisamente pornografici non ci era ancora capitato di vederlo».
Iniziano così a sostenere che un ragazzo di 23 anni si sia recato nella biblioteca di Casina, in provincia di Reggio-Emilia, ed abbia fatto «una triste scoperta»: esistevano libri per bambini che parlavano di sessualità.

Libri simili esistono da decenni e hanno uno scopo ben preciso: aiutare i genitori a spiegare in modo esaustivo temi su cui spesso ci si scontra con dei tabù. Quando un bambino chiede come nascono i bambini, non è così stupido da credere davvero che li portino le cicogne o che nascano sotto ai cavoli: comprendono che il genitore gli sta mentendo, con tutti gli effetti che ciò comporta. Una risposta esaustiva, al contrario, chiarisce i suoi dubbi e di certo non lo invita a compiere atti sessuali dato che a quell'età non si ha ancora un desiderio sessuale. Una volta che il piccolo ha chiarito i suoi dubbi, la questione si chiude lì.
Lo stesso vale per il sesso: i bambini recepiscono migliaia di messaggi quotidiani fanno riferimento al sesso, ma spesso nessuno è disposto a spiegargli cosa sia. ma per l'associazione ProVita non è così: la mancata menzogna ai bambini è da loro considerata una «violenza alla sensibilità dei bambini», nonostante l'evidenza mostri come siano i genitori a temere quegli argomenti e non certo i bambini.

Ed è così che da bravi moralizzatori, si lanciano nell'attaccare il volume "Piselli e farfalline… Sono più belli i maschi o le bambine?" di Vittoria Facchini (edizioni Fatatrac). Lo descrivono come «un manuale del corpo umano, con precise spiegazioni sul come fare sesso» e sostengono che «si descrivono i piaceri dei corpi nudi di due persone che stanno insieme, c'è una vena feticista, visto che un'immagine ritrae un uomo che lecca i piedi di una donna». Troppo per la sensibilità di chi vorrebbe che ai figli sia tenuta nascosta l'esistenza del sesso, motivo per si lanciano nelle solite accuse infondate volte a creare isteria fra i lettori:

Qui viene davvero da chiedersi dove siamo arrivati, e se non è questo un modo per violentare la sensibilità dei bambini. Questa roba smuove una serie di emozioni per i quali i bambini non sono pronti, né predisposti. Questa ansia di sessualizzare precocemente i bambini ne sgretola l'innocenza e la spensieratezza. A chi giova? Vien da dire: anzitutto ai pedofili.

A questo punto vale la pena ascoltare anche il parere di chi l'ha letto. Ad esempio su Amanon le recensioni offrono una media di 4,6 su 5 stelle. Qualcuno scrive che «Se ne parla con libertà senza mai essere volgari. Ci sono tutte le caratteristiche fisiche dell'essere sessuato maturo, anche disegni di coccole fra uomo e donna. Ci si ferma lì, giustamente dato il target dell'età prescolare e dei primi anni delle elementari». Ed ancora: «È un libro molto ben fatto perché spiega in rima e con le vignette la transazione da bambino ad adolescente, con parole semplici e simpatiche. Molto bello! Lo consiglio alle mamme che, come me, non sono molto preparate alle domande sul sesso». Un'altra mamma dice: «Cercavo un mezzo per dare una risposta alle prime domande delle mie bimbe sul sesso, differenze con maschi, insomma sui vari perché sull'argomento. Ho pensato di farmi aiutare da un bel libro». Un'altra aggiunge: «L'ho preso per mia figlia che fa un mucchio di domande da quando aspetto un fratellino. Molto particolareggiato senza essere volgare».
Insomma, se si esce dalla sfera di chi pubblica una fotografia decontestualizzata e si entra nella sfera di chi ha sfogliato quelle pagine, l'impressione è quasi di essere dinnanzi a due libri diversi. Ci sono genitori entusiasmi che ProVita accusa di essere pedofili e ai quali vuole sia vietato l'uso di uno strumento educativo che sostengono gli sia tornato molto utile (non male per un'associazione che rivendica la supremazia del genitore quando si tratta di indottrinare all'odio i figli).

Nell'occasione l'articolo di ProVita non manca il solito attacco alle famiglie omogenitoriali. Dicono che i bambini non debbano poter sapere come funzioni il sesso, ma che sia necessario imporgli un'ideologia esclusiva che li porto a creare odio verso alcune famiglie. Ricorrendo alle solite strumentalizzazioni volte a storpiare le frasi altrui in modo da deriderle nella speranza che ciò possa cambiare il loro significato, scrivono:

Il secondo libro, in confronto, è roba vecchia: ha come titolo “Tante famiglie tutte speciali”, illustrato da Rachel Fuller, edizioni Gribaudo, apprezzato da tutto il mondo omosessuale, tra cui il blogger italiano Andrea Bordoni, il quale ne ha fatto strumento per prendere in giro Giovanardi, in Senato, durante il dibattito sulla Cirinnà. È un libro gioco, in cui si possono scoprire i diversi tipi di “famiglia”: la famiglia etero, c’è la bambina che vive solo con il papà, c’è la famiglia allargata, c’è chi è stato adottato, c’è chi ha la mamma africana ed il papà italiano ed infine –ma non in copertina, si badi bene– c’è chi ha due papà, o due mamme.
Tutto normale, vero? Ogni agglomerato, ogni convivenza è famiglia? Ma se un bambino può essere senza mamma perché è morta o se ne è andata, gli si negherà che lui aveva una mamma? Non credo. L’egoismo e l’astuzia con cui si vuole sovvertire l’oggettività delle cose è invece far credere che si possano avere due papà e nessuna mamma (concetto antropologico…): è una menzogna. Imposta come una bella normalità a un bambino di 3 anni in su.

Anche in questo caso vale la pena soffermarsi sulla strumentalizzazione utilizzata. La descrizione del libro appare molto esplicito riguardo agli obiettivi: «Hai un genitore o due? Hai una famiglia allargata con molti nuovi fratelli e sorelle? Sei stato adottato, sei in affidamento oppure vivi con i tuoi nonni? Questo libro con alette ed elementi mobili parla di varie tipologie di famiglia e mostra che non ha importanza come si compone, di quante persone e con quanti colori!». Evidentemente ProVita preferisce andare da quei bambini e cercare di rubargli la loro famiglia perché non tollera possa includere situazioni diversa da un matrimonio uomo-donna celebrato in chiesa.

Una volta decisa quale debba essere la verità rivelata e provveduto a negare ogni rispetto verso le famiglie che a loro non piacciono (peraltro con le solite elucubrazioni fantasiose sulla modalità con cui nascono i bambini) si passa all'elogio della censura.
Lamentano che gli operatori della biblioteca «che si dicono fra le altre cose cattolici» siano da biasimare perché non hanno accontentato il loro lettore quando «ha chiesto loro di rimuovere quei libri, di farlo per l’incolumità morale dei bambini». Sentenziano che «il materiale menzionato esce e forza questa esigenza, violando il pudore dei bambini e turbandone la sfera dei sentimenti» e lamentano che «questa è l’assurdità dell’ora presente: il Bene e il Male vengono identificati con ciò che è legalmente possibile». Ed ancora:

Se il Bene ed il Male sono decisi per legge, allora erano “bene anche le leggi razziali”?Soprattutto quando si parla dell’ educazione di bambini, bisogna curare anzi tutto la loro vulnerabilità, non solo fisica, ma anche psichica e morale.
Una biblioteca pubblica infatti, che poi è finanziata con denari pubblici, non può prendersi la libertà di mettere in mano a dei bambini tutto ciò che è stampato.

Inneggiato alla più bieca censura e oscurantismo volto a sostenere che altri genitori devono essere privati di strumenti educativi perché loro esigono che nessuno possa parlare di sesso ai figli ed educarli come meglio reputa, ecco che si arriva ad affermare:

La verità è che i tempi di regime totalitario sono proprio questi, regime del pensiero unico: sotto i velami dell’ “uguaglianza”, della “libertà” e dei “diritti” si esercita fin dalla più tenera ed innocente età un prepotentissimo lavaggio del cervello volto a negare ciò che è reale e naturale. Secondo i dettami (per ora) di Harry Truman, che disse: “Se non puoi convincerli, confondili”.

In realtà l'unico lavaggio del cervello pare quello di chi prende dei libri e cerca di sporcarli al fine di alimentare un'isteria utile a portare consensi politici a partiti politici che troppo spesso non mancano di indicare. E questo a danno di numerosi bambini che loro vorrebbero emarginare sulla base di distinguo esclusivi che possano chiudere la porta in faccia ai loro affetti.
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