Se ad Elton John sarà impedito di parlare del marito o del figlio, il divieto varrà anche per gli artisti etero?



L'integralismo cattolico si è nuovamente scagliato contro la Rai e contro il Festival di Sanremo. Adinolfi e Gandolini (così come pure Salvini) pretendono che ad Elton John venga impedito di poter parlare del figlio o del marito, sostenendo che ciò sarebbe una «promozione dell'omosessualismo». Qualunque parola che dovesse contrastare con la loro ideologia integralista è già stata bollata come una violazione della par-condicio e il portavoce del Family day ha pure precisato: «La mancanza di contraddittorio rende inaccettabile anche una sola parola a favore di una parte».
A questo punto, se le regole devono valere per tutti, c'è da chiedersi se i medesimi accorgimenti verranno presi anche nei confronti degli artisti eterosessuali. Se si reputa che l'omosessualità di un cantante o la sua famiglia costituiscano un messaggio politico, altrettanto dovrebbe accadere se un altro artista si dovesse presentare accompagnato dalla moglie o dai figli. Stando alla loro stessa teoria, anche in quel caso si sarebbe dinnanzi ad un messaggio di parte, volto a promuovere la famiglia eterosessuale (evidentemente ai danni di quella omosessuale, dato che solo una potrà essere rappresentata).
La Rai si premurerà dunque di impedire che chiunque possa dire di avere un marito o una moglie? Si accerterà che nessun partner possa sedere in prima fila? Impedirà agli artisti di parlare dei loro figli? Perché se tali regole dovranno valere solo per i gay, ecco che saremmo dinnanzi ad una palese violazione della Costituzione e del principio di pluralità.
Un principio che peraltro è già stato violato in conferenza stampa, durante la quale Carlo Conti e il direttore di Rai Uno si sono premurati di fornire spiegazioni su un unico cantante, ledendo quella par-condicio che a questo punto li avrebbe dovuti veder impegnati ad assicurare che neppure gli etero potranno parlare delle loro famiglie.
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