Se passa la Cirinnà, non ci saranno né adozioni né matrimoni gay. I "cattolici" vi hanno preso in giro



«A guardare il pallottoliere, il ddl una maggioranza ce l’ha, ma nel Pd ci sono una trentina di senatori contrari all’utero in affitto, nel M5S si conta qualche dissidente, si mormora di qualche favorevole in Area popolare, si dà per scontato l’appoggio dei senatori di Ala. Questione poi da non sottovalutare è il ricorso al voto segreto». È così che il settimanale Tempi ricostruisce la questione del voto sulla legge sulle unioni civili e sulla stepchild adoption. Eppure, se le parole hanno ancora un senso, difficile è comprendere perché si parli di «contrari all'utero in affitto» nel riferirsi ai contrari stepchild adoption, ossia contrari a garantire apri tutele ai figli che già sono nati e che già vivono in una famiglia. Si tratta di quella stessa stepchild adoption di cui gli eterosessuali godono dal 1982 e che nessuno vuole mettere in discussione.

Eppure il concetto è tutto lì e ruota attorno a parole come «utero in affitto», «matrimonio gay» ed «adozioni gay». Sono questi i tre concetti su cui l'integralismo cattolico ha condotto la sua crociata contro il ddl Cirrinnà... peccato che in quella legge non sia contenuto nessuno dei tre concetti.
Qualora la legge dovesse essere approvata, i gay non potranno adottare. Le adozioni resteranno riservate solo alle coppie omogenitoriali e i bambini che avanzeranno se ne resteranno rinchiusi in un qualche orfanotrofio, così come i cattolici vogliono. Non ci sarà un matrimonio gay, dato che i cattolici hanno preteso ed ottenuto che ogni riferimento all'articolo 29 della costituzione venisse Cancellato in modo tale da sancire che le unioni gay debbano valere meno di quelle eterosessuali dinnanzi alla legge. Non ci sarebbero uguali tutele costituzionali e qualunque legge ordinaria potrebbe tranquillamente riferirsi ad un gruppo piuttostoc he all'altro, al punto che non sarebbe neppure così complicato reintrodurre leggi di stampo fasciste volte a legittimare la discriminazione sulla base di caratteristiche naturali.
Anche la maternità surrogata non c'entra nulla con la legge, dato che i cattolici hanno voluto ed ottenuto una legge che la proibisce categoricamente. A promuoverla sono quegli stessi gruppi che ora fanno finta di non sapere dell'esistenza di quei divieti e che parlano di Elton John quasi fosse soggetto alle norme italiane (anche se sappiamo bene che così non è).
È dunque sulla falsità che gli integralisti cattolici sperano di ottenere la legittimazione ad una discriminazione di stato, incuranti di come stiano palesemente ingannando la gente per tornaconti politici. Il tutto mentre la loro offensiva verso i diritti costituzionali altrui può avvenire mediante lo spergiuro del falso, senza che lo stato si sia preso la briga di chiarire quale sia la differenza fra il diritto di parole e il reato di falso ideologico.
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