Secondo De Mattei, i gay possano contagiare gli etero e il loro sperma provoca tumori maligni



Insieme ai filorussi di ProVita e al circolo Christus Rex (ossia a quelli che organizzavano «rosari riparatori», per purificare il terreno calpestato dai gay), Radio Spada è autorice della mozione omofoba che la Lega Nord e le destre hanno imposto in tutte le regioni da loro controllate.
Migliaia di cittadini sono ora costretti a vivere in terre che esaltano il loro pensiero, motivo per cui è grave come li si possa ritrovare a diffondere la più bieca propaganda all'odio. Il riferimento è ad un articolo ripreso da "Corrispondenza Romana" dal titolo "Ancora più studi evidenziano il disastro sanitario e sociale dello stile di vita gay". Si tratta di un pezzo firmato da Rodolfo De Mattei, ossia dal direttore della rivista "Radici Cristiane" ed autore del libro "Gender Diktat", già citato da Kiko Arguello nel suo sostenere che l'Oms voglia diffondere l'omosessualità per limitare le nascite.

L'articolo afferma che «le rivoluzionarie disposizioni, progettate per favorire ulteriormente il processo di normalizzazione dell’omosessualità messo prepotentemente in atto dall'amministrazione Obama, ignorano o fanno finta di ignorare le reali drammatiche conseguenze sulla salute dello stile di vita omosessuale».
Si noti come l'omosessualità non venga mai presentata come un orientamento sessuale naturale, ma sempre come uno «stile di vita». E per argomentare le propri posizioni, De Mattei decide di citare la giornalista americana Susan Brinkmann che, dall'alto della sua incompetenze medica, afferma:

Ci sono sostanze nel liquido seminale chiamate ‘macromolecole immuno-regolatori’ che inviano ‘segnali’ che sono comprensibili unicamente dal corpo femminile, che poi permetterà l’intimità ‘due in una carne sola’ richiesta per la riproduzione umana. Quando depositate in altri luoghi, questi segnali non solo non vengono recepiti ma fanno si che lo sperma si unisca con qualsiasi altra cellula somatica del corpo che incontri. Questa fusione è ciò che spesso risulta nello sviluppo di cancri maligni.

Si sostiene così che tali tesi sarebbero «confermate dallo studio Correlates of Homosexual Behavior and the Incidence of Anal Cancer, pubblicato nel “Journal of the American Medical Association”, che afferma come il rischio di contrarre il cancro anale salga del 4.000% tra coloro che mettono in pratica rapporti anali».
Il riferimento è ad uno studio condotto tra il 1974 e il 1979 su un campione di 47 pazienti, anche se non è dato sapere da dove abbiano tirato fuori quel dato del 4.000% (ossia un numero difficilmente identificabile su un campione così ridotto).

Si cita poi uno studio del 2000 e si sostiene che «il dott. Andrew Grulich ha ribadito l’allarme, affermando che l’incidenza di cancro anale tra gli omosessuali con HIV era cresciuta 37 volte in comparazione alla popolazione in generale». Un dato che non stupisce, dato che l'HIV in sé è considerato un fattore di rischio per il tumore al colon, nonostante qui paia citato per associarlo ai gay.
Ma far capire che ad interessare non è il dato in sé ma la manipolazione che se ne può fare è il lanciarsi nel sostenere che:

Tuttavia, il cancro non è l’unico e nemmeno il più grande pericolo per gli omosessuali.Numerosi studi attestano infatti come i rapporti anali aumentano considerevolmente il rischio di contrarre diverse altre malattie tra le quali: prolasso rettale, clamidia, herpes labiale, herpes genitale, gonorrea epatite virale b, epatite virale c, gardnerella e sifilide.

Si parte così a citare dati decontestualizzati, sino al solito epilogo dove un fantomatico gay sarebbe pronto a svelare che tutti i gay mentono e sanno di essere dei malati:

A fare luce sul deleterio stile di vita gay è stato proprio un omosessuale, il giornalista inglese Simon Fanshawe, che nel 2006 ha realizzato un documentario-verità sul mondo gay, intitolato “The Trouble With Men Gay”, con il quale ha denunciato il “lifestyle” distruttivo caratteristico della tanto decantata “cultura gay”.

Si sostiene così che l'uomo dica che «abbiamo combattuto discriminazione e pregiudizio, ma solo per arrivare a distruggere noi stessi con droghe e sesso selvaggio» o che «nel “gaio” mondo omosessuale, dove ogni giudizio morale è bandito, qualsiasi perversione sessuale è lecita in quanto abbiamo organizzato la nostra identità intorno al sesso, la promiscuità è diventata la norma».
Nulla di nuovo dato che Fanshawe è un evergreen di tutta la stampa omofobica di matrice cristiana, sempre buono per legittimare l'omofobia e per instillare odio nei confronti della comunità lgbt. Peccato che spesso non considerino il vizio di forma che c'è alla base: il fatto che Fanshawe abbia fatto uso di droghe e si dilettasse ad andare nelle saune per cercare sesso facile non significa che chiunque condividesse il suo orientamento sessuale abbia fatto le medesime scelte, altrimenti potremmo basarci sullo stile di vita di Berlusconi per sostenere che tutti gli eterosessuali abbiano delle olgettine per casa. Il fatto che Fanshawe  abbia conosciuto persone interessate solo al sesso è perché era lui ad andare in determinati luoghi perché interessato solo al sesso.

L'articolo prosegue nel sostenere che i gay siano dei drogati e che almeno un quarto di loro faccia uso di chemsex, aggiungendo che «la diffusione della droga chemsex, limitatamente all’interno della comunità gay, in qualsiasi momento, tale uso potrebbe facilmente estendersi anche alla comunità eterosessuale, seguendo il copione della tristemente popolare ecstasy, originariamente utilizzata unicamente in ambito omosessuale e successivamente diffusasi ovunque». Per farla breve, si sostiene che i gay siano fonte di contagio. Il tutto per concludere:

Alla luce dei reali dati statistici c’è da augurarsi che la comunità dei medici statunitensi si ribelli contro le inaccettabili imposizioni ideologiche del diktat globale omosessualista e proclami forte la verità scientifica riguardo i devastanti e mortali rischi ai quali va incontro una società che legittima e addirittura promuove il deleterio stile di vita omosessuale.

Inutile a dirsi, prelevare dei dati scientifici, decontestualizzarli ed utilizzarli per alimentare paura e odio verso un'intero gruppo di persone è un qualcosa di criminale. Ancor più se si considera come in passato ciò sia stato già fatto per arrivare a bruciare nei forni le persoen verso cui si era alimentata isteria.
6 commenti