Secondo Il Giornale, solo gli omofobi hanno diritto ad occuparsi della vita privata altrui



Continua senza sosta la campagna de Il Giornale contro i diritti delle persone lgtb. Non passa giorno senza una qualche generalizzazione che possa alimentare odio verso un'intera comunità, così come non passa giorno senza un qualche articolo in cui si chiede che ad alcune persone sia negato il diritto al riconoscimento delle proprie unioni sulla base del loro orientamento sessuale. Il tutto con la ferocia di chi pretende di entrare nelle camere da letto delle persone per negare diritti costituzionali nel nome di ciò che avviene fra le lenzuola.
Eppure la solfa pare cambiare se la leader di un movimento politico di estrema destra partecipa ad una manifestazione «per la famiglia tradizionale» ed annuncia di essere in attesa di un figlio senza essere sposata. Un affitto decisamente singolare, tant'è che la Littizzetto ha ironizzato sulla questione. ha precisato che anche lei ha dei figli senza essere sposata (motivo per cui non ha nulla contro il fatto in sé) ma non le sarebbe mai venuto in mente di annunciarlo ad una convention tradizionalista.

Tutto questo per Il Giornale diventa: "Unioni civili, Littizzetto attacca la vita privata della Meloni". Nell'articolo il quotidiano della famiglia Berlusconi afferma:

Molti ne hanno parlato, qualcuno ha appoggiato la "piazza", altri hanno preso le distanze. Ma nel mare magnum delle opinioni, ce n'è stata una che è andata ben oltre il limite della correttezza. La Litizzeto dal "palco" di Che tempo che fa ha espresso la sua idea sul Family Day. Cosa del tutto giusta e normale, se non fosse che per difendere le unioni civili si è attaccata alla vita privata della leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni.
In chiusura di puntata la Litizzetto ha detto: "La Meloni ha dichiarato di essere incinta quindi aspetta un meloncino, fa molto ridere che l’abbia detto al Family Day la festa della famiglia tradizionale, perché lei non è sposata! È come andare al festival vegano e dire di amare la fiorentina".

Ecco, dunque, che la stampa di regime sostiene che la Meloni debba avere pieno diritti di occuparsi di cosa avvenga nelle camere da letto di milioni di italiani, ma che nessuno debba occuparsi di lei o della sua coerenza. In fondo a mobilitarsi contro le famiglie gay sono tutte persone che hanno due o tre famiglie, divorziati contro il divorzio o fascista che negano di esserlo. Ma, secondo Il Giornale, nessuno dovrebbe occuparsi di verificare la coerenza di ciò che dicono sulla base di ciò che fanno...
E questo, peraltro, senza entrare nel dibattito di come sia stata la Meloni a decidere di annunciare alla stampa di essere incinta, strumentalizzando un figlio non ancora nato per la sua propaganda politica.

A proposito, il presunto «attacco» alla vita privata dalla Littizzetto è questo. Se davvero vogliamo dare qual nome a quelle semplici parole, come dovremmo chiamare la violenza con cui Il Giornale tenta di alimentare odio e discriminazione versi i gay?
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