Secondo ProVita, le famiglie gay sono solo come coppie amicali



I movimenti anti-gay continuano a far uso dei bambini come strumenti della propria propaganda. Nel tentativo di istigare all'odio il maggior numero di bigotti possibili, l'associazione ProVita non si è fatta problemi a pubblicare la fotografia di un bambino e di violentare la sua immagine nell'affermare: «Occhi innocenti ci guardano». Ovviamente il loro scopo è l'opposizione al ddl Cirinnà, certo che quel bambino dovrà necessariamente essere vittima di violenze e di discriminazione qualora non cresca con un orientamento sessuale prettamente eterosessuale.
Si passa poi a sostenere che la posizione «del comitato del Family Day e dell’intero mondo pro-Family è no a qualsiasi riconoscimento delle unioni tra persone dello stesso sesso» anche qualora risecano a privare i bambini delle famiglie omogenitoriali da qualunque tutela giuridica. Per sostenere tale tesi, si lanciano nell'asserire:

I diritti della persona sono infatti indipendenti dall’orientamento sessuale, mentre le coppie omosessuali non hanno maggiori diritti delle coppie amicali, dal momento che, l’ho detto in diverse occasioni, ciò che fanno dalla cintola in su possono farlo benissimo due amici, mentre quello che fanno dalla cintola in giù non ha alcuna rilevanza pubblica.

Insomma, una famiglia gay non avrebbe nulla di diverso da due amici perché fanno le stesse cose. Non è chiaro se questo sia un outing di un redattore che sostiene di far sesso con i suoi amici, di condividere con loro o di avere una vita a due fatta di progetti condivisi e amore reciproco.

Ma poi aggiunge che i gay non devono avere riconoscimenti perché è loro intenzione far sì che possano essere perseguitati, tormentati, picchiati e derisi sulla base del loro orientamento sessuale:

Se lo Stato oggi intervenisse su quei comportamenti intimi premiandoli con il riconoscimento pubblico, quello stesso Stato avrebbe posto le premesse perché un domani un opposto orientamento politico potesse intervenire reprimendoli, irrompendo nel privato delle persone e facendo totalmente coincidere morale e legale in opposizione all’insegnamento di S. Tommaso: “E quindi tutti i vizi, dai quali si astengono i virtuosi, non sono proibiti dalla legge umana, ma solo i più gravi, dai quali è possibile che la maggior parte della moltitudine si astenga; e principalmente quelle cose che sono a danno degli altri, senza la proibizione delle quali la società umana non potrebbe conservarsi” (Summa I-II, q. 96).

Citato Tommaso d'Aquino, si passa a sostenere che i gay siano persone insegne di ogni rispetto:

In effetti gran parte delle persone gay conducono uno stile di vita che in nessun modo può essere ricondotto a quello tranquillizzante della famiglia della porta accanto, con le tendine a quadri in cucina e la torta nel forno, auspicato da Kirk e Madsen per fare superare l’ostilità della società verso il mondo LGBT che abbiamo visto materializzarsi nella martellante campagna mediatica pro-Cirinnà attraverso testimonial tanto ripetitivi, quanto ripetuti.Tuttavia nessun vero attivista arcobaleno che si rispetti si sentirebbe di rinunciare al sigillo statale attestante la completa normalizzazione dell’omosessualità attuata dal cosiddetto matrimonio ugualitario

Tutto quest'odio viene poi ricondotto alla solita propaganda dell'associazione contro l'Unione Europea e contro di diritti civili, ancora una volta indicando l'omofobia e il totalitarismo russo come la chiave di volta per garantire il ritorno ad un'epica di distinguo fascisti:

Dunque? La proposta suggerisce in realtà, né più né meno, la tattica della rana bollita. Ben presto le unioni civili senza adozione diventeranno, attraverso i giudici europei e nostrani (vi sono già sentenze in questo senso da parte di tribunali per i minori italiani pur in assenza di legge, figuriamoci con la legge), un’unione con l’adozione, prima del figlio biologico del civil-unito e poi anche del bambino estraneo, e dopo di questo, com’è già avvenuto in Inghilterra, l’unione civile con l’adozione sarà trasformata in matrimonio.

Dure critiche vengono rivolte anche a quei vescovi che non sposano l'odologia integralista, quasi come se l'odio fosse la maggiore espressione del cristianesimo:

Pare che alcuni resoconti giornalistici riferiscano di qualche vescovo che, senza neppure conoscere il contenuto della legge, avrebbe rilasciato dichiarazioni improntate all’equidistanza tra posizioni descritte – viste entrambe come ideologiche – invitando a trovare un compromesso. Il quoziente di pavidità ed insipienza di simili affermazioni è talmente evidente che non riesco a credere alla loro autenticità. Complice il fatto che durante la diretta TV, nessun microfono fosse puntato sulla piazza del Family Day, può darsi che a qualcuno sia sfuggito il boato di “No” che ha risposto alla domanda: “Volete un compromesso sulla Cirinnà?“.

E questo per asserire:

Dunque quando il popolo delle famiglie ha chiesto ad una sola voce il ritiro del ddl Cirinnà senza se e senza ma, lo ha fatto perché ha ben chiaro che un qualsiasi testo che dovesse riconoscere diritti alle coppie dello stesso sesso sarebbe esso stesso un colpo mortale al matrimonio, alle loro famiglie, ai loro figli e alla società intera. Dare appoggio a legislazioni omosessualiste da parte cattolica non ha giustificazione, se non in qualche combinazione di depravazione tra quelle intellettuali, morali, spirituali, o sessuali.

Ecco, ci siamo. L'associazione ProVita è giunta ad inneggiare ad una guerra di religione in cui Dio deve essere violentato e strumentalizzato per creare odio al fine di danneggiare il fratello. E ci tengono a dire che sono loro a dover decidere cosa sia cristiano e cosa non lo sia, sulla base di una piazza integralista in cui c'è chi sosteneva che la sua famiglia fosse in pericolo qualora non si provvedesse a discriminare le famiglie altrui.

In conclusione vengono anche indicati i nomi dei nuovi guru a cui ogni integralista deve affidarsi, dato che da parte del papa o del vaticano non giunge sufficiente odio. Il tutto citando gli occhi di un bambino a cui questa gente vuole strappare un futuro:

Occhi innocenti di bambini ci guardano perché il loro diritto ad un papà e ad una mamma è oggi difeso da chi ha il coraggio di parlare: si chiamano Gandolfini, Adinolfi, Amato, Brandi, Carbone, Coghe, Di Leo, Di Matteo, Miriano, Pillon, Ruiu, Savarese, sono le migliaia che parlano col loro silenzio ed un libro in mano nelle piazze, derisi e insultati. Uomini e donne normali, con le loro pene, i difetti, i limiti e i loro peccati che tuttavia rinunciano alla comodità per abbracciare la verità e danno seguito al grido virile di Santa Caterina da Siena: “Avete taciuto abbastanza. E’ ora di finirla di stare zitti! Gridate con centomila lingue. Io vedo che a forza di silenzio il mondo è marcito“.

Nel suo lungo articolo, Renzo Puccetti aggiunge pure:

A quanti ricercano rispettabilità ed approvazione dal potere manifestando sussiegoso silenzio circa le deliberazioni parlamentari, non ho altre parole di quelle che un ben diverso coraggio ha suscitato in tempi di totalitarismo anticristiano: “Il silenzio di fronte al male è esso stesso un male: Dio non ci riterrà senza colpa. Non parlare è parlare. Non agire è agire“. L’autore è Dietrich Bonhoeffer, morto nel campo di Flossenbürg il 9 aprile 1945. Di qua i perseguitati, di là i persecutori. Potrà anche ammantarsi di saggezza, ma quel che sta nel mezzo è solo pusillanime codardia.

Come ogni articolo di ProVita, alla fine si sente il bisogno di citare un prete protestante ucciso nei campi di concentramento. Così, giusto per dare l’idea che i gay sono siano dittatura e che loro siano perseguitati che devono subire violenze dalle cattive lobby gay. Se a mostrarci che la realtà è l'opposto di ciò che loro raccontano basterebbe osservare come loro vadano a braccetto con Forza Nuova, la Lega Nord o Komov, nel caso specifico è buffo che citino proprio il pastore antifascista Dietrich Bonhoeffer.
Tra le altre cose, Bonhoeffer era gay ed aveva una relazione con il suo futuro biografo Eberhard Bethge. Inoltre la chiesa protesta in Germania è sempre stata in prima fila per appoggiare i diritti lgbt: piccoli dettagli che sarebbe bene conoscere prima di citare alcuni personaggi in modo da non offendere la loro memoria.
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