Varese. Lega e Forza Italia chiedono il ritiro dalle biblioteche dei libri che educano al rispetto



Prosegue senza sosta la crociata delle destre contro qualunque educazione al rispetto, anche a costo di ricorrere ad una violenta cesura di chiunque non sposi la loro ideologia populista basata su omofobia, razzismo e xenofobia.
È attraverso una mozione già protocollata nella Provincia di varese che la Lega Lega e Forza Italia chiedono l'immediato ritiro dalle biblioteche di tutti i libri contro l'omofobia. I toni ideologici della richiesta appaiono evidenti già dalla proposizione del testo, nel quale il capogruppo della Lega Nord, Giuseppe Longhin, scrive: «Nel nostro mondo contemporaneo un nuovo Orco si aggira, spesso travestito in modo subdolo con un mantello arcobaleno, dalla faccia gentile, proprio come l'omino con il carretto che nel Pinocchio di Collodi portava i bambini ignari verso il Paese dei Balocchi, per poi trasformarli in asini e poterli usare a piacimento, svelando infine il suo vero volto da Demonio sfruttatore»
«Secondo l'ideologia gender -ha sostenuto Giuseppe Longhin- essere maschio o femmina è frutto di una scelta, non di una condizione biologica naturale e la famiglia è vista come un bastione che perpetua gli stereotipi, i valori tradizionali, la solidarietà del gruppo, il prestigio dell'autorità e come tale deve essere sottoposta all'azione decisa dei sedicenti riformatori sociali. Questo nuovo pensiero mira proprio ad indebolire l'istituto familiare e quindi lo sviluppo sano di ogni bambino. Secondo noi un presunto falso diritto di alcuni adulti non può infrangere un vero diritto di ogni bambino. L'ideologia gender ha ovviamente svariati ambiti di diffusione, dai più palesi ai più nascosti. Con questa mozione vogliamo evidenziare in particolare un aspetto, che riguarda proprio i nostri bambini, ed anche i nostri ragazzi, la loro educazione e la presenza nelle biblioteche dei Comuni, di libri per bambini e per ragazzi che propagandano l'ideologia gender».
Gli ha fatto eco Piero Galparoli capogruppo di Liberi per la Provincia, pronto a sostenere che «la Provincia ha un ruolo importante di coordinamento e programmazione, nell'ambito dei sistemi bibliotecari locali e delle biblioteche di enti locali, delegato dalla Regione Lombardia con la legge regionale n.81 del 14 dicembre 1985 e pertanto chiediamo al consiglio provinciale di effettuare una approfondita indagine al fine di verificare l'esistenza nel catalogo dei sistemi bibliotecari locali e delle biblioteche di enti locali di libri per bambini e ragazzi che propagandano l'ideologia gender e attivare le opportune iniziative di coordinamento al fine di ritirarli tempestivamente dal servizio di prestito per bambini e ragazzi per garantire un'educazione naturale e tradizionale dei nostri bambini e ragazzi non deviata artificialmente con mezzi subdoli quanto indegni di un servizio pubblico».
In altre parole, anche i genitori che volessero far leggere qui libri ai loro bambini non potrebbero farlo perché i due partiti li hanno censurati al fine di propagandare una cultura d'odio e di discriminazione.
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