Ancora insulti da La NuovaBQ. «Le relazioni gay non sono normali»



È dalle pagine del La Nuova Bussola Quotidiana che giungono i soliti insulti gratuiti diretti a gay e lesbiche da parte di quei sedicenti cattolici che disprezzano il mondo pur di tentare di sentirsi migliori. Perché in fondo l'ideologia malata che sta dietro l'integralismo cattolico si può facilmente riassumere nella diffamazione altrui come l'unica possibilità che ha questa gente di potersi ritenere più meritevoli a fonte di viti mediocri se non del tutto fallimentari. Ed è così che si ripiega su presunti diritti di nascita, quasi come se l'essere nati eterosessuali dovesse essere ritenuto motivo di merito (un po' come i loro antenati cercavano privilegi nel definirsi ariani).
Peccato, però, che dietro quella propaganda d'odio ci sia il nulla: non c'è pensiero, non ci sono motivazioni ma solo un enorme disprezzo verso il prossimo. Ed è così che in riferimento alla puntata di "C'è posta per te" a cui ha partecipato anche una coppia gay, il sito integralista scrive:

Maria de Filippi chiude la stagione del suo C’è posta per te raccontando la storia di Francesco e Matteo che, dopo essersi conosciuti in discoteca, hanno convissuto per otto anni. Lacrime, sorrisi, una canzone intonata dalla cantante Amoroso ed altra melassa per incorniciare una relazione definita “normale” dai più, ma che tale non è. La Filippi è amatissima dal pubblico gay dato che più volte si è spesa a favore delle rivendicazioni del mondo omosessualista.

Non si spiega neppure il perché di quell'insulto, lo si spaccia come un dato di fatto. Eppure non c'è dubbio che una relazione gay sia perfettamente normale (senza virgolette) così come sono ormai decenni che la scienza ha ampiamente dimostrato che l'omosessualità non è altro che una naturale variante dell'orientamento. Ci si può tappare le orecchi, si possono chiudere gli occhi, ma ciò non renderà meno vera la realtà dei fatti.
Affermare il contrario è solo una propaganda violenta basata su ignoranza, pregiudizi e una totale malafede. E se di normalità su vuol dibattere, l'unica certezza è che non è normale scegliere di dedicare la propria vita a danneggiare la vita altrui.

Nel 2015 Cascioli si rivolse a Gianfranco Amato per impugnare presso il T.A.R. del Lazio il decalogo dell'Unar «per una rispettosa informazione delle persone lgbt». Sinceramente appare difficile comprendere a che cosa servisse impugnare un documento informativo che non comportava alcun obbligo, nonostante il suo sostenere che l'offesa di gay e lesbiche dovesse rientrare nel suo «diritto di opinione» la dice lunga sul personaggio. Inoltre, se al posto di bruciare quelle carte avesse provato a leggerle, oggi saprebbe che l'omosessualità è del tutto naturale e magari eviterebbe di continuare a confondere l'opinione è diversa dalla diffamazione a mezzo stampa.
Naturalmente anche all'epoca Amato cercò di strumentalizzare il tutto sostenendo che quei suggerimenti erano da ritenersi simili alle «contenenti le disposizioni che il regime fascista impartiva
alla stampa quotidiana e periodica». sarà, ma la storia ci racconta come i nazisti diffondessero notizie false per alimentare odio verso gli ebrei, motivo per cui il paragone sembrerebbe calzare meglio se attribuito alle diffamazioni che La Nuova Bussola Quotidiana lancia con l'intendo di alimentare odio verso gay e lesbiche, contribuendo altresì a legittimare ogni forma di violenza nei loro confronti.
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