Asilo del perugino ferma la proiezione di Kung Fu Panda perché il film non piace ad Adinolfi



Quando Mario Adinolfi se n'è uscito dicendo che film "Kung Fu Panda 3" era un film che propagandava il fantomatico «gender», la prima impressione era di un uomo che la stava sparando grossa pur di ottenere visibilità da sfruttare per la sua campagna elettorale. In fin dei conti una persona che dichiarava di non avere mai visto il film ma di sapere con esattezza che non andava guardato era la dimostrazione di come si possa basare un giudizio sul mero pregiudizio.
L'associazione ProVita lo ha seguito a ruota ed ha sposato quell'assurda crociata, ma anche qui era facile archiviare il tutto semplicemente costatando come quel delirio arrivasse dai soliti integralisti che venderebbero l'utero della madre pur di danneggiare un gay. In fondo credere a chi parla di «omosessualizzazione della società» o di «ideologia gender» sarebbe come credere a chi dice che gli asini volano.

Eppure a creare non poca perplessità è come quei deliri sino finiti per causare danni alla società civile, anche all'esterno di quella sfera di persone inneggianti ad una sharia cattolica basata sulla discriminazione altrui. Diversi siti di informazione locali e nazionali riportano la notizia di una scuola materna del perugino che ha negato la visione del film "Kung Fu Panda 3" ai propri alunni a seguito della protesta di un manipolo di genitori cattolici ed integralisto.
Si tratta della scuola dell’infanzia Alfa Beta Gamma di Ponte d’Oddi, che aveva organizzato una gita al cinema per portare i bambini a vedere il nuovo cartone animato della Dreamworks. Eppure qualche personaggio ideologizzato ha battuto i pugni sul tavolo perché non voleva che i figli potessero vedere ci che Adinolfi e Radio Maria sostenevano non dovesse essere visto, spingendo la direzione ad annullare la proiezione e a negare quella pellicola alla maggioranza delle famiglie che di certo non credono alle favole del «gender».

In fondo è così che gli integralisti stanno imponendo la loro sharia: addestrano alcuni gruppi di violenti perché creino confusione ogni qualvolta qualcuno osi fare qualcosa a loro poco gradito. Si cerca anche di far notizia, giusto per iniettare nella società la loro ideologia attraverso una stampa che parla di «gender» quasi esistesse davvero.
Per comprendere questo meccanismo basta leggere quanto riportato da La Nuova Bussola Quotidiana. Si spiega come Gandolfini stia denunciando chiunque osi contrastare il bullismo omofonico, sponsorizzando le sue azioni quasi fosse una minaccia: chi non farà nulla non rischierà nulla, gli altri verranno assolti dai tribunali ma saranno costretti a spendere soldi e tempo per difendersi dalla loro violenza.
Interessante è anche notare come nella stessa pagina ci sia pure un articolo colto a sostenere che in alcune scuole le maestre dicano ai bambini di fare sesso come compito a casa. Affermazioni talmente assurde che non meritano manco una smentita, ma che purtroppo possono creare isteria nelle persone che non hanno strumenti intellettuali per poter comprendere di essere prese in giro. In fondo menti capaci di credere a quelle cose non potranno neppure notare come a sostenere quelle tesi sia Benedetta Frigerio, ossia la giornalista di Tempi che ha fondato le Sentinelle in piedi. Qualcuno penserà che tre diverse realtà dicano la tessa cosa, quando in realtà a sostenere queste follie è sempre il solito gruppo ristretto di persone. È quel gioco di specchi in cui si parla di ProVita o dei Giuristi per la vita vengoo percepite come realtà a sé, ignorando come in realtà siano tutte costole di quella Scienza & Vita insieme da cui è sbucato pure Gandolfini. Ed è così che se Carlo Casini partecipa al convegno di Brandi, si è dinnanzi al capo che visita un suo dipendente non certo di fronte ad una pluralità di idee (ma la gente spesso non lo capisce).

Dinnanzi alla censura attuata dall'asilo, il co-presidente di Omphalos Emidio Albertini afferma: «Chiederemo subito un intervento della Regione. Questi episodi di censura non possono essere tollerati nelle nostre scuole. Stiamo assistendo ad una situazione inverosimile, dove dirigenti scolastici e insegnanti, pur di non avere grane da alcuni militanti dei movimenti cattolici integralisti, abdicano al loro ruolo in favore del contrasto a fantomatiche teorie, costruite a tavolino solo per combattere l’uguaglianza delle persone lgbt».
4 commenti