Di Maio: «Il tema di una coppia gay che adotta un bambino va affrontato con il referendum»



Pare proprio che Grillo abbia deciso di coltivare il populismo seminato dall'integralismo cattolico e se n'è uscito con il sostenere che la nascita del figlio di Vendola lo abbia talmente turbato da portarlo a dirsi «spaventato dall'utero in affitto».
L'impressione è che a spaventarlo siano i sondaggi confezionati dopo i due anni di disinformazione attuata dai gruppo religiosi, intenzionati a collegare la tutela dei bambini (ossia figli già nati) con la maternità surrogata (ossia il metodo con cui alcuni di loro sono venuti al mondo). Forse è questo il motivo che ha spinto il M5S ad affossare la legge sulle unioni civili a a far passare un testo che ricorda le leggi sulla razza introdotte da Mussolini. Anche perché la sua paura potrebbe divenire realtà solo se fosse vero ciò che Adinolfi afferma nel suo libro, ossia che tutti i gay italiani abbiano almeno un milione di euro depositato sul conto in banca (così da poter sostenere costi che non sono certo alla portata di tutti, motivo per cui gli etero italiani si rivolgono alla Russia e all'Ucraina che garantiscono un maggior sfruttamento delle donne dietro compenso -come non avviene in Canada dove è nato Tobia- a fronte di una certezza di veder riconosciuti i diritti dei figli una volta rientrati in Italia).
La discriminazione si è spinta sino ad un punto in cui un gay che dovesse avere un figlio con una ragazza, automaticamente si vedrebbe negare i diritti del bambino nel nome di una ritorsione contro Vendola.

L'ormai scodinzolante Di Maio non ha peso l'occasione per cavalcare il pensiero unico stabilito dal suo leader ed annuncia:

La battaglia contro l’utero in affitto è sacrosanta, non possiamo pensare di aprire il supermarket dei bambini con un codice a barre su un bambino. Il bambino non può diventare una merce. Il supermarket dei bambini va chiuso perché è un business. In caso di utero in affitto il bambino diventa una merce perché firmi un contratto con una donna che per nove mesi tiene un bimbo in pancia. E dopo nove mesi deve darlo a una coppia. È abominevole. Siamo a favore sulle Unioni civili, e lasciamo libertà di coscienza per la step child adoption. Ma il tema di una coppia gay che adotta un bambino va affrontato con il referendum, coinvolgendo il popolo italiano.

Solamente il 16 ottobre scorso, in occasione di un'intervista rilasciata a Famiglia Cristiana, Di maio pareva di parere diametralmente opposto nell'asserire:

È d’accordo anche con la stepchild adoption, la possibilità che il genitore non biologico adotti il figlio, naturale o adottivo, del partner?
«Sì, se uno dei due ha un figlio da un’altra relazione è giusto così. Il problema è quando si apre all’adozione tout court da parte delle coppie omosessuali, su questo bisogna andare con i piedi di piombo».

Ma non c’è il rischio di legittimare l’utero in affitto?
«Non si può punire una coppia di italiani che va a fare la maternità surrogata in Spagna o in Canada dove queste pratiche sono legali e consentite. Però mi sembra una discussione sterile: tanto le unioni civili non si faranno».

Pochi mesi fa Di Maio sosteneva che non bisognasse «punire una coppia di italiani che va a fare la maternità surrogata in paesi dove queste pratiche sono consentite», mentre ora pare aver fatto retromarcia dinnanzi alle minacce di Gandolfini sino a sostenere che «la battaglia sull'utero in affitto è sacrosanta». Tra un paio di giorni probabilmente lo troveremo con il poster di Adinolfi appeso nella sua cameretta.

Dura è la reazione di Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay, che commenta: «Rimandare la questione dell'accesso all'adozione per le coppie samesex a un referendum vuol dire lavarsene le mani, come fece Ponzio Pilato. Fino alla settimana scorsa il Movimento 5 Stelle assicurava un sostegno quasi compatto alla stepchild adoption e addirittura rivendicava il traguardo del matrimonio egualitario, perciò con l'adozione piena. Ora il membro del direttorio, guarda caso nel giorno in cui Beppe Grillo dà la linea sul Corsera, vagheggia dietro la libertà di coscienza e addirittura chiede un referendum. Che succede nel Movimento 5 Stelle? A cosa è dovuto questo evidente riposizionamento? Perché Di Maio rincorre il centrodestra?».
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