La Miriano abbandona il comitato del Family Day perché divenuto troppo partitico



È attraverso il suo blog che Costanza Miriano ha annunciato di aver deciso di lasciare il comitato che ha organizzato il Family Day a causa della piega politica e partitica che ha ormai assunto. Scrive:

Vorrei rendere pubblica una decisione che ho maturato progressivamente dopo il Family Day, pregandoci su e confrontandomi con mio marito, con il confessore e con gli amici. L’ho comunicata ieri mattina, prima a Massimo Gandolfini e poi dopo qualche ora al resto del Comitato. Infine a tutti gli amici che qui mi leggono.Credo che sia giunto per me il momento di dimettermi dal Comitato Difendiamo i Nostri Figli, perché la sua attività si sta spostando sul piano politico, sia con il Popolo della Famiglia sia con l’intento, espresso ieri dal Presidente, di “indicare i partiti e gli uomini di partito che hanno coraggiosamente scelto di farsi rappresentanti/sostenitori delle nostre istanze“. Un conto era esprimersi nettamente su un disegno di legge preciso e chiaro, il ddl Cirinnà, e annunciare che avremmo tenuto conto di chi si sarebbe opposto a quel preciso provvedimento legislativo. Un conto è valutare candidature e programmi e linee politiche: io non voglio e non sono in grado di farlo.

Nella sua lettera aggiunge anche: «Credo che la mia conversione debba passare attraverso una mia maggiore presenza in famiglia: i miei figli sono ancora abbastanza piccoli e devo valutare tutti i miei impegni fuori di casa in una logica familiare, non posso disporre del mio tempo liberamente, anzi ho già abusato della pazienza di mio marito». Ed ancora: «Sono davvero onorata di aver preso parte, e addirittura da protagonista, a una grande avventura che ha contribuito a far alzare in piedi un popolo, il popolo di Cristo che vuole la salvezza e la felicità di tutti gli uomini, che non è disposto a bersi le bugie sul progresso e sui diritti, che vuole continuare ad annunciare all’uomo contemporaneo la verità su di sé: l’amore di Dio Padre. Sono onorata di essere parte di quell’enorme popolo che non vuole confinare questo annuncio alla sfera privata, che vuole non solo testimoniare la bellezza personalmente al proprio vicino, ma anche essere nello scenario pubblico, politico nel senso più alto, lo scenario che precede quello partitico».
Interessante è come anche nel suo messaggio finale la Miriano confonda la «testimonianza» con la volontà di imporre discriminazioni per legge sulla base di strumentalizzazioni in cui Dio diviene un'arma politica con sui creare dolore e morte.

Naturalmente le auguriamo che la sua lontananza da determinate realtà integraliste possa aiutarla a rendersi conto del male che ha creato e che possa ricondurla sulla via di chi vuole costruire e non distruggere un futuro per le nuove generazioni.
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