È nato GayPost. Caterina Coppola ci racconta il nuovo progetto editoriale



Il 1° marzo è nato GayPost.it, un nuovo media lgbt che si prefigge di dare una voce autorevole e credibile che racconti la comunità dall'interno e che, allo stesso tempo, riesca a parlare anche al resto della società. A gestire il tutto c'è un gruppo di giornalisti e giornaliste, ma anche blogger, militanti lgbt e persone comuni che immaginano una società inclusiva e colorata, rispettosa e ugualitaria, civile e progredita, a prescindere dal proprio orientamento sessuale, dall'identità di genere, dal colore della propria pelle, dalla latitudine del luogo di nascita, dal credo religioso.
A dirigere il tutto incontriamo due nomi noti del panorama lgbt come Caterina Coppola e Dario Accolla, rispettivamente l'ex direttrice di
Gay.it e il blogger, scrittore e attivista che spesso abbiamo avuto il piacere di leggere anche dalle pagine del Fatto Quotidiano. Per conoscere qualcosa di più sul progetto, abbiamo incontrato Caterina.

Ci racconti di cosa si occuperà il nuovo progetto editoriale?
GayPost si occuperà di temi che riguardano quella che noi chiamiamo gay community. Abbiamo scelto questa definizione, mutuata dalla comunità anglosassone, nel tentativo di semplificare la comunicazione e senza volere escludere nessuna delle anime che compongono la comunità. Semplicemente, riteniamo che sia più immediato da comprendere, sebbene in inglese, rispetto all'acronimo LGBT (e a tutte le sue varianti) anche a chi ha poca dimestichezza con questo universo. Ma non intendiamo limitarci a questo. La nostra idea è di spaziare anche a tutto quello che, in qualche modo gravita intorno a questo mondo. Ad esempio, parleremo di donne, perché riteniamo che ci sia un filo rosso che lega ogni forma di discriminazione. O di scuola, dove si formano le nuove generazioni. E ci spingeremo oltre.

Che cosa troveremo e che cosa non troveremo tra gli articoli di GayPost?
Troverete notizie, ma anche molti approfondimenti e appuntamenti fissi che mano mano intendiamo lanciare. Come le guide di Gay Lex, che pubblichiamo ogni domenica e che trattano aspetti legali in maniera semplice e accessibile a tutti. E poi continueremo a parlare di genitorialità, grazie al prezioso contributo di Michele Giarratano, papà arcobaleno, che periodicamente condivide con i nostri lettori le sue riflessioni e le esperienze quotidiane della sua famiglia.
Intendiamo proporre più spazi di questo tipo, di diversa natura, lasciando che a parlare di temi specifici siano persone preparate in quel campo. Troverete anche contenuti di intrattenimento, come quelli curati da Matteo Giorgi, perché a tutti piace rilassarsi e prendere la vita con leggerezza, ogni tanto. Ma non voglio rivelare tutto subito :-)

Perché creare una nuova realtà? E perché farlo in questo preciso momento storico?
Perché abbiamo ritenuto, dopo una riflessione, che ce ne fosse bisogno, nel panorama dell'informazione. Abbiamo ricevuto molti input, in questo senso, e abbiamo deciso di raccoglierli e dare vita a questo progetto. Il momento ci è sembrato quello giusto, data la discussione sulle unioni civili (comunque la si pensi sulla legge in votazione), sulla genitorialità, ma anche considerato l'elevato interesse che la società manifesta nei confronti delle tematiche lgbt. Mai come in questo momento c'è stata tanta attenzione e riteniamo di potere dare un contributo di comprensione anche all'esterno della comunità, oltre che stimoli alla comunità stessa.

In che cosa GayPost si differenzierà dai media già esistenti?
Nell'approccio alle notizie, tanto per cominciare. Non ci interessa il click a tutti i costi: crediamo fortemente che ci sia spazio (e bisogno) di un altro tipo di informazione e che chi svolge questo ruolo abbia il compito di proporre un'alternativa. E anche nello sguardo, che vuole essere più ampio.

In un periodo in cui alcuni movimenti basano la propria esistenza sulla disinformazione, quale lavoro fa una corretta informazione?
Come ti dicevo prima, crediamo che un'informazione di qualità sia necessaria anche e (ma non solo) per i movimenti. Come divoratori di una quantità crescente di notizie, siamo sempre meno abituati ad esercitare il nostro senso critico e a valutare l'affidabilità delle fonti da cui attingiamo quello che pensiamo di sapere. Uno strumento di informazione responsabile ha il dovere di proporre notizie e approfondimenti validi e fondati, al netto del fatto che le opinioni possano essere più o meno condivisibili. In questo senso, su GayPost.it ci sarà spazio per le posizioni di tutti, al netto delle mere provocazioni, chiaramente. Non a caso, abbiamo già pubblicato alcune lettere aperte che ci sono state inviate. Poi, siamo consapevoli che, come tutti, saremo soggetti ad errori anche noi, ovviamente. Ma saremo anche pronti a riconoscerli e a scusarci, quando capiterà :-)

In che modo credi sia necessario lavorare per permettere all'informazione dei media lgbt di poter raggiungere anche un pubblico più ampio?
Usando un linguaggio non autoreferenziale, per cominciare, e quindi che sia comprensibile a tutti. Ma anche ampliando il campo di interesse per fare passare il messaggio che ciò che riguarda le persone gay, lesbiche, bisessuali, trans, intersex e queer riguarda tutta la società, anche se molti credono che non sia così.
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