I cattolici sposati che non tradiscono solo perché la fedeltà è imposta per legge



La gente è solita pensare che i gay vogliano il matrimonio egualitario per veder riconosciuta la propria famiglia, ma di parere diverso è la solita associazione integralista ProVita Onlus. La loro tesi è che esista un oscuro complotto e che «vogliono abolire il matrimonio, per abolire la famiglia. Il disegno esce sempre più allo scoperto».
Per comprendere una simile affermazione è necessario contestualizzarla all'interno della loro ideologia: sostengono che il matrimonio abbia senso solo in presenza di distinguo che lo rendano un privilegio esclusivo di alcuni gruppi. Ed è così che chi chiede rispetto o vuole eguaglianza può «distruggere» un'idea di famiglia basata su presunti diritti di nascita dettati dalle proprie caratteristiche naturali. La loro famiglia deve discriminare, non certo integrarsi con le altre, così come vogliono essere loro a stabilire come debba essere formata, quali rapporti devono esserci al loro interno e che cosa i vari membri possono o non possono fare nella loro camera da letto.

A spiegarci meglio quale orribile visione abbiano della famiglia è il loro sostenere che i coniugi non si facciano le corna a vicenda solo perché una legge glielo vieta. Non ci sarebbe dunque alcun amore o rispetto reciproco a spingerli alla fedeltà, solo il terrore di dover lasciare la casa e un po' di soldi alla moglie se pizzicati fra le lenzuola con un'altra donna. Lamentano infatti:

Il 25 gennaio, in concomitanza con l’approvazione del maxiemendamento che introduceva l’istituto dell’unione civile in Italia –seppure stralciato della stepchild adoption e dell’obbligo di fedeltà per le unioni dello stesso sesso– è stato depositato in Senato un altro ddl a firma di Laura Cantini, che mira a sopprimere l’obbligo di reciproca fedeltà coniugale sancito dall’articolo 143 del Codice Civile [...] Questo ddl, se avesse corso in Parlamento, completerebbe il vulnus inflitto alla fedeltà matrimoniale da oltre quarant’anni di legislazione divorzista, a partire dalla quale il vincolo di fedeltà è stato progressivamente svuotato di senso dalla pratica e dalla teoria giurisprudenziale.

Insomma, non c'è alcun rispetto o amore, solo paura di vedersi multati se si andasse a letto con la prima persona che passa per la strada. In fondo il rischio pare plausibile soprattutto fra chi segue i loro insegnateti: ProVita chiede che le persone non facciano sesso se non dopo essersi sposati ed è l'esperienza a suggeriti che chi non ha fatto le sue esperienze in gioventù, spesso sarà spinto a colpi di testa in età avanzata.
La natura guida l'uomo verso una vita sessuale che possa permettergli di conoscere cosa offra il mondo, giusto per poi avere le competenze necessario per scegliere la persona che vorrà al suo fianco. Chi rinuncia a vivere quella fase della propria vita, invece, tenderà a domandarsi che cosa offra il mondo al di là della sua unica esperienza.

L'articolo passa poi a sostenere che l'assenza di obblighi di legge distruggerebbe quella famiglia che nella loro testa è un qualcosa che si regge solo se definita da leggi. Ed è così che affermano:

Cosa rimane al matrimonio spogliato della fedeltà? Ovvio: solo l’interesse economico. Una volta che questo verrà meno “liberi tutti”, anche – perché no – di tenere in piedi una relazione poliamorosa. Mazziati lo siamo già, di questo passo cornuti lo diventeremo ben presto senza possibilità nemmeno di appellarci alla legge. È la modernità, baby.

Ovviamente nulla vieta di avere una relazione poliamorosa dato che in assenza di una denuncia, lo stato non viene a guardare con chi vadano a letto i coniugi. Chi sceglie la monogamia lo dovrebbe fare per convinzione, non certo per obbligo. Eppure anche qui il buonsenso pare scontrarsi con gli scenari catastrofici di chi sostiene di essere fedele solo perché gli è imposto:

L’accenno al poliamore si attaglia perfettamente e conferma che il Pd non è altro che il comitato d’affari della borghesia neocapitalistica.Il poliamore infatti è quella socialità avveniristica annunciata dal visionario tecnocrate Jacques Attali. Secondo Attali si approssima una nuova maniera di relazionarsi denominata netloving in cui uomini e donne, collegati tra loro secondo la modalità della connessione di rete, potranno avere relazioni sentimentali e/o sessuali simultanee, trasparenti e contrattuali con più persone che avranno a loro volta partner multipli.Non c’è futuro, nell’ottica del poliamore, per l’esclusività del legame amoroso, giacché la fedeltà di tipo monogamico sarà considerata un’impostura e un residuo di consuetudini barbare.

L'attacco politico e l'uso del bigottismo come indicazione di voto tornano anche nella conclusione dell'articolo, dove si afferma:

Sta prendendo forma, grazie alle leggi votate dal Pd e dai suoi fiancheggiatori, la mercantilizzazione-contrattualizzazione di tutti i rapporti sociali. Il poliamore non è altro che un dispositivo congegnato per estendere al campo delle relazioni più intime i princìpi di flessibilità e precarizzazione già applicati al mondo del lavoro in modo da assimilarlo a una merce agganciata alle fluttuazioni del mercato. Il progetto politico renziano rivela così la propria sudditanza a quel modello di «società flessibile», dove la flessibilità si impone quale caratteristica dominante di ogni elemento della vita sociale.
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