Il 5 marzo in piazza per il matrimonio egualitario



Dopo l'approvazione di una legge civile che pare riconoscere solo qualche briciola di diritto alle coppie omosessuali (ora ufficialmente divenute coppie di serie b rispetto alle altre), le associazioni lgbt danno appuntamento alla grande manifestazione di Roma indetta per il 5 marzo per chiedere l'unico strumento che potrebbe finalmente garantire pari dignità a tutte le famiglie, ossia il matrimonio egualitario.

Nel manifesto politico dell'iniziativa si legge:

Ora diciamo basta. Basta compromessi al ribasso sulle nostre vite. Basta discriminazioni, basta umiliazioni, basta giochi politici sulla nostra pelle e su quella delle nostre bambine e dei nostri bambini. Ora diciamo basta a chi non riconosce le nostre famiglie e non ci ha riconosciuto come genitori in grado di crescere i nostri figli al meglio, con tutto l’amore di cui siamo capaci. Ora diciamo basta a chi ha messo i nostri amori su un gradino più basso. Come amori meno forti, meno affidabili, meno bisognosi di essere tutelati. Non abbiamo aspettato 30 anni per un testo di legge privo di diritti nei confronti della parte che più andava tutelata: le nostre figlie e i nostri figli. Chiediamo alle forze politiche che dicono di avere a cuore le nostre vite e la serenità dei nostri bambini e bambine, di impegnarsi concretamente per i diritti che oggi sono stati ignorati, di fare la loro parte con coerenza e responsabilità! Ora basta, davvero. In questo paese, per le persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e intersessuali è tempo di alzare la posta, puntare alto a tutto quello che ci spetta. È tempo di alzare la voce. Il 5 marzo alzeranno la voce tante persone e coppie che sperano di poter progettare il loro futuro con gioia e fiducia, immaginandosi anche genitori, se lo vorranno. Ma il 5 marzo alzeranno la voce anche tante e tanti eterosessuali che sognano di vivere in un Paese più giusto di questo. Il 5 marzo alzerà la voce l’Italia che ama i diritti, pieni, certi. Un’Italia davvero laica, civile, libera ed egualitaria. Un’Italia in cui la sessualità sia consapevole e sposarsi non sia più un privilegio. Ma soprattutto, il 5 marzo alzeremo la voce per chi una voce ancora non ce l’ha: tutte quelle migliaia di figlie e figli che hanno il diritto di vivere una vita serena con le loro due mamme e i loro due papà. E tutti quei bambini e quelle bambine che una famiglia purtroppo non ce l’hanno e che avrebbero tutto il diritto di essere adottati da chi potrebbe dare loro amore e cura. Ora basta, alziamo la voce. Scendiamo in piazza per l’unica cosa che vogliamo davvero: uguaglianza.

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