Il fatto Quotidiano peggio di ProVita: «Per colpa dei gay aboliranno per legge la festa del papà»



Essere gay in Italia significa non poter neppure aprire un giornale senza ricevere insulti gratuiti scritti da una lobby cattofascista che si sta diffondendo come un cancro su tutti gli organi di stampa. Ed è così che persino su Il Fatto Quotidiano, generalmente attento ad una corretta informazione, ci si può imbattere in un assurdo articolo di Diego Fusaro in cui si sostiene che: «Non v’è da dubitarne, presto o tardi anche la festa del papà verrà rimossa per legge. Nel quadro del pensiero unico imperante, dire papà significa essere per ciò stesso “omofobi”: ergo, bisognerà abbattere la festa del papà. Niente padri e madri, solo “genitore 1” e “genitore 2”: Orwell e Huxley erano dilettanti, in confronto!».
L'evidente riferimento è alla bufala dell'asilo milanese che secondo la Lega Nord ed Alleanza Nazionale avrebbe deciso di abolire la festa del papà. Una bugia talmente grossa e mal architettata da essere stata oggetto di attenzione anche dai blog che si occupano di smascherare le bufale.
Eppure all'integralismo non interessa la verità: ogni bugia deve essere cavalcata ed utilizzata per ottenere i propri scopi, ogni disinformazione è utile a creare nuovo odio.
Per capire come dietro a quest frasi ci sia una volontà discriminatoria appare evidente nel notare il tenore degli articoli che Diego Fusaro ha firmato per il sito di ProVita: si va dal «Distruggere la famiglia è lo scopo della sinistra e del capitalismo» al «Unisex e gender per distruggere l’uomo e metterlo al servizio del mercato». Fusaro è anche uno dei relatori delle conferenze di disinformazione organizzata da La Manif Pour Tous, in cui va in giro assieme a Gandolfini per dirsi «contro il totalitarismo dell’ideologia Gender, per una ri-costituente antropologica».
Ed ancora, è dalle pagine de La Nuova Bussola Quotidiana che Fusaro sostiene che «anche Marx sarebbe contro la Cirinnà», mentre su cristianesimo cattolico lo si ritrova pronto a sostenere che la morte dei bambini migranti non deve permettere che si offra aiuto a chi scappa dalla guerra e dalla morte. In fondo si sa che l'integralismo usa i bambini per i suoi slogan, ma di certo non gliene frega nulla se a morire sono i figli degli altri.
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