Il Secolo d'Italia attacca don Santoro: gay e rom non devono essere accolti nelle chiese



«Papa Francesco, nel Giovedì santo, si chinerà e laverà i piedi ai profughi come segno di servizio e attenzione alle loro condizioni». È quanto scriveva lo scorso anno Avvenire nel lodare la sceta del pontefice per quella liturgia che dovrebbe mostrare la Chiesa al servizio degli ultimi sulla base della celebre parabola in cui Gesù ricorso che «Gli ultimi saranno i primi».
Ma se un sacerdote osa garantire rispetto alle persone poco gradite all'integralismo cattolico, ecco che scatta la consueta macchina del fango. È il Secolo d'Italia ad attaccare violentemente un sacerdote che servirà gli ultimi e non privilegerà chi si reputa migliore degli altri. Una cosa intollerabile per quella corrente politica in cui la religione serve solo a legittimare pressioni e violenze, al punto che appare evidente il disprezzo con cui la giornalista si rivolge ai protagonisti della storia:

Ci saranno due bambini del quartiere delle Piagge, una coppia omosessuale, padri di due figlie, una donna africana, una rom musulmana, due rom storici ortodossi senza permesso di soggiorno, due mamme del Comitato "no inceneritore", una donna in cura per ludopatia, un disoccupato, a fare da “apostoli” in Chiesa nella messa del Giovedì Santo che don Alessandro Santoro, il prete del quartiere delle Piagge alla periferia di Firenze.

Insomma, è una vera vergogna! Com'è possibile che il sacerdote non abbia invitato la leader del loro partito con un figlio avuto fuori dal matrimonio da sventolare come arma contro le altre famiglie durante il Famnily day?. O perché non invitare un qualche nazi skin o un qualche bravo cristiano che marciasse all'ombra della croce uncinata? E invece no, il sacerdote ha portato per le persone emarginate dalla società e non per chi si adopera affinché altre persone vivano in condizioni peggiori.

E dinnanzi a queste accuse non poteva mancare la solita macchina del fango verso chi osa garantire rispetto anche alle persone che il loro movimento politico odia. Dicono che il sacerdote è «noto per le sue posizioni così poco in linea con la sensibilità della maggior parte dei fedeli, al punto da essere stato contestato in passato sia dai fedeli che dalla Curia» Ironizzano poi sul fatto sia stato «lo stesso don Santoro ad annunciare con una lettera inviata all’arcivescovo Giuseppe Betori la bella trovata di celebrare così, lavando i piedi a queste persone, una messa ufficiale che ha grande significato nel nostro calendario liturgico». E ci mancherebbe non lo avesse fatto, dato che finalmente si può vedere che qualche reale cristiano esiste ancora!

Ma dato che la loro concezione del cristianesimo è mera legittimizzazione dell'odio, l'articolo si spinge a dire che chi ama il prossimo deve essere allontanato. Il tutto sostenendo persino che che la Chiesa ufficiale sarebbe con loro nel ritenere che due gay non devono poter trovare accoglienza e che uan persona non possa avvicinarsi all'altare se non mostra prima i documenti in regola:

«Quale sia la posizione dell’ arcivescovo, e quindi della Chiesa cattolica, circa ciò che è implicato nelle scelte di don Alessandro Santoro per il Giovedì Santo è a tutti noto perché più volte già esplicitato», è la risposta dell’ufficio stampa della diocesi di Firenze. Il riferimento è alle posizioni di don Santoro spesso in contrasto con quelle della curia: già nel 2011 il sacerdote era stato allontanato per alcuni mesi dalle Piagge dopo aver unito con rito religioso una donna nata uomo e il suo compagno.
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