La fatwā di ProVita: chi non discrimina deve essere boicottato!



L'associazione integralista ProVita Onlus ha coniato la definizione di «metodo Barilla» con cui indica quei cattivissimi gay che osano boicottare chi insulta le loro famiglie. Un fatto inaccettabile dato che a quei cittadini i serie b non deve spettare una libertà di scelta se a danno di chi li discrimina e contribuisce a creare un clima d'odio.
Ma le cose cambiano se un'azienda esprime rispetto verso le famiglie senza discriminazione alcuna. Ed è così che l'associazione di Toni Brandi ha lanciato una campagna di boicottaggio verso l'azienda Tempo, ritenuta rea di non discriminare le coppie gay. La pietra dello scandalo è un post, pubblicato su Facebook, in cui una gif animata mostra due uomini, due donne ed un uomo e una donna che si sposano. Verrebbe da dire che non si fa torto a nessuno dato che si in quell'occasione è stata incluso ogni tipa di unione, ma per l'integralismo cattolico solo l'eterosessualità deve meritare rispetto e chiunque non discrimini le altre forme di amore deve essere distrutto e colpito con inaudita violenza. Allahu Akbar, urlerebbero alcuni seguaci di questa ideologia.

Afferma l'associazione:

È arrivato il #TempodiBoicottare. La propaganda dell’omosessualismo in TV, al cinema, nei talk show e nelle pubblicità è roba di vecchia data, ma diventa sempre più insistente.
Ogni volta i nostri lettori hanno giustamente commentato piuttosto disgustati. Da ultimo, nel caso dell’IKEA che aveva invitato praticamente a disertare i family day del 30 gennaio per andarsi a baciare nei suoi punti vendita, molti lettori, ci avevano scritto che non avrebbero mai messo più piede in un negozio della nota catena svedese.

Ed ancora, sostenendo che i gay apriranno la strada alla poligamia, aggiungono:

Oggi assistiamo allo spot dei fazzoletti di carta Tempo che celebra i baci fra sposi e spose diversamente assortiti (come genere, per ora. Domani chissà, anche come numero?). L’azienda Tempo fa dunque chiara propaganda ideologica a favore dei “matrimoni” gay proprio nel giorno dell’approvazione del DDL sulle unioni civili (il ddl Cirinnà-Renzi-Alfano) al Senato.
Vista la tempestività con cui la Tempo approfitta dell’occasione per farsi pubblicità, visto che diciamo chiaro e forte che – al di là di qualsiasi legge e di qualsiasi trattato “scientifico” – il “matrimonio” gay non è e non sarà mai matrimonio …

Insomma, la premessa è sempre quella: solo il matrimonio di Brandi deve meritare rispetto e qualsiasi  altra unione deve essere discriminata nel nome del più bieco integralismo. Vietato è anche conferire dignità alle famiglie, dato che chi non discrimina deve essere biocottato. Da chi non si sa, dato che il nuovo strumento di Facebook permette di registrare l'umore degli utenti e mostra chiaramente come il pubblico abbia apprezzato quell'immagine: figurano 5.402 like, 1.065 cuori e solo 207 facce arrabbiate di chi si sente offeso dal rispetto verso il prossimo. Curiosamente la totalità di chi si lamenta dell'immagine ha profili in cui sfoggia santini, madonnine e oggetti sacri vari in quel clima in cui la religione è divenuto un strumento da utilizzare per legittimare ogni forma di odio e di intolleranza.

Si giunge cosi alla solita fatwā:

Da oggi, fino a quando l’azienda non ritirerà la pubblicità ideologica, non chiederà pubblicamente scusa per l’accaduto e non si impegnerà pubblicamente ad evitare in futuro ogni propaganda su temi etici discussi e divisivi.

C'è pure un modulo precompilato volto a sottoscrivere una lettera di protesta che porti avanti le rivendicazioni e le esclusioni sociali della propaganda integralista: basta inserire un nome finto e senza alcun tipo di controllo si viene ringraziati per «aver aderito al boicottaggio contro l'azienda "Tempo". Insieme invieremo un forte segnale contro la propaganda ideologica. Per la famiglia e per i diritti dei bambini». Ovviamente si parla solo di bambini eterosessuali, così come viene sottinteso che i figli dei gay devono essere privati da qualunque tutela giuridica nel nome dell'odio che l'integralismo prova nei confronti dei loro genitori. Praticamente l'affermazione è un falso ideologico di usa parole a casaccio per giutificare comportamenti socialmente inaccettabili.
C'è pure un banner un codice che l'associazione chiede di inserire sul proprio sito per alimentare i danni economici che sperano di causare alle famiglie di chi lavora per l'azienda. In fondo è più importante impedire l'amore che permettere agli altri di poter vivere liberamente la propria vita.

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