La NuovaBQ: «La pornografia a sviluppa pulsioni omosessuali e i gay devono essere curati»



Ci siamo già occupati di Joseph Sciambra, un uomo che si guadagna da vivere andando in giro a dire di essere un ex-attore pornografico gay che è "guarito" dalla sua omosessualità. In realtà non è mai stato un attore pornografico, così come riguardo alla sua presunta omosessualità ci si deve affidare solo alla sua parola. Eppure per qualificarlo basta ricordare come vada in giro a sostenete che «il sesso anale libera rare entità demoniache nel mondo».
All'interno della incessante propaganda d'odio condotta dall'integralismo cattolico, questi personaggi continuano ad essere riproposti ciclicamente quali testimonianze che dovrebbero legittimare ogni forma di discriminazione e di pregiudizi. Ed è così che per anni ed anni si crea sensazionalismo dinnanzi a due casi umani che meriterebbero cure psichiatriche piuttosto che un continuo abuso da parte di chi le usa per fini politici e propagandistici.

Ed è così che la giornalista di TempiBenedetta frigerio ha pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana un articolo in cui sostiene di aver intervistato quest'uomo.
Si parte con premesse che paiono poco aderenti alla realtà: nell'articolo della Frigerio il signor Sciambra come un «ex pornodivo americano e icona del mondo "gay", oggi blogger e autore del libro "Ingoiato da Satana", ebbe anche l'ardore di mettersi dalla parte della terapia riparativa, convinto che guarire è possibile, anche se chiede tempo, perseveranza». Inutile a dirsi, quella non è un'icona gay, non si comprende l'uso delle virgolette in relazione alla parola "gay" e le terapie riparateve sono una truffa.
La Frigerio passa così a sostenere che la pornografia possa portare a «sviluppare pulsioni omosessuali». A darle corda è Sciambra, il quale sostiene che le persone annoiate dalla pornografia eterosessuale iniziano a cercare pornografia omosessuale: «Quasi ogni giorno -sostiene- vengo a conoscenza di uomini, in maggioranza sposati e con figli, mai coinvolti prima con lo stile di vita omosessuale, dipendenti dalla pornografia “gay”». Ed ancora:

Siccome mi eccitava cominciai a chiedermi se fossi omosessuale. Più lo guardavo, più queste pulsioni crescevano in me, anche perché ero un bambino insicuro e isolato, che cercava affermazione da altri uomini. Perciò, quando compii 18 anni, lasciai casa per andare a San Francisco, la capitale mondiale dei “gay”. Appena arrivato, fui aggredito da una schiera di uomini più anziani di me che volevano iniziarmi al regno del sesso omosessuale. Qui, scoprii che il sesso era libero e che la pornografia “gay” serve come mezzo di reclutamento: facendo leva sulla mancanza paterna il mondo omosessuale ti tiene in pugno. Non a caso lo scenario costante della pornografia è l'unione fra un uomo maturo e uno giovane.

Il dialogo diviene poi surreale. Ignorando che un orientamento sessuale non è certo una scelta, la Frigerio domanda: «Che influsso ebbe sulla sua vita il comportamento omosessuale?». Tragicomica è la risposta: «Persi molti amici, morti a causa dell'Hiv e della droga. Ero rancoroso e autodistruttivo. Credevo che vivendo lo stile di vita “gay” avrei potuto evitare di avere pensieri. Ma alla fine degli anni Novanta la mia salute si era compromessa. Soffrivo continuamente di emorroidi, lesioni anali, sanguinamenti che mi portarono all'anemia. Soffrivo di clamidia e gonorrea. Gli antibiotici facevano sempre meno effetto. Non capivo che stavo per morire».
Anche qui si è dinnanzi ad un'altra evidenza di chi pare raccontare la sua vita per sentito dire in quel guazzabuglio di loghi comuni che di certo non hanno attinenza con la realtà. Eppure tutto questo assurdo discorso pare sia stato messo in piedi dalla Frigerio al fine di sostenere che l'omosessualità sia «uno stile di vita» che debba essere curato da degli psicologi. Un'ipotesi inammissibile dato che l'Ordine degli Psicologi vieta il finto trattamento di caratteristiche naturali che possono solo portare a depressione e autolesionismo. ma dato che l'articolo è una promozione di quelle fantomatiche "terapie", ecco che Sciambra dice:

La terapia riparativa con un psicologo o psichiatra qualificati è molto efficace. È ancorata a una teoria molto pratica per cui la relazione fra padre e figlio, fra madre e figlia, così come i traumi infantili, contribuiscono direttamente allo sviluppo delle attrazioni omosessuali in adolescenza o nell'età adulta [...] Durante il mio percorso di guarigione ho invece scoperto che il persistente malessere delle persone con tendenze omosessuali è legato ad un evento traumatico che porta la vittima ad auto-medicarsi attraverso il sesso. Quando ho cercato aiuto sono riuscito ad ammettere l'abuso che avevo sperimentato da bambino. Solo così il processo di guarigione cominciò. Una parte di questo consiste nell'instaurare relazioni di amicizia con altri uomini sani per comprendere il significato reale della mascolinità.

La Frigerio passa così a domandare: «Se non il matrimonio fra persone dello stesso sesso, ormai quasi tutti, sostengono che a queste coppie “qualche diritto” va riconosciuto. Alcuni prelati, addirittura, pensano di favorire così la “pace sociale”. Ma che pace può esserci nell'accettazione di una realtà come questa?».
Premesso come la giornalista di Tempi intenda impedire che una parte della popolazione sia accettata, Sciambra risponde: «Quello che trovi nel mondo Lgbt è essenzialmente un gruppo di bambini abusati e vittime trascurate che hanno cercato consolazione in una comunità, ma in cui ci si usa a vicenda nel vano tentativo di alleviare il dolore. Quando si entra in questa comunità si va incontro a una cultura altamente promiscua, come evidenzia l'alta percentuale di infetti da Hiv e da altre malattie. Per questo alcune persone con queste tendenze, di fronte alla fine che si può fare, cercano di vivere delle relazioni monogamiche. Di fatto, però, è difficile e si aprono ad altre relazioni. Siamo di fronte a persone ferite che non hanno bisogno di essere confermate nel loro comportamento, ma di essere aiutate. Bisogna poi comprendere che la lotta per i diritti è una lotta politica a cui le persone con tendenze omosessuali sono indotte con l'obiettivo di distruggere la famiglia».

Ricapitolando, i gay che chiedono di potersi sposare e di avere una relazione monogama lo farebbero solo con l'obiettivo di impedire che altri possano vivere una relazione monogama pur di distruggere la famiglia in modi che non vengono palesati. Pura follia!
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