Le Sentinelle in piedi sempre più tragicomiche: «Qui per denunciare che i gay sono diversi per natura»



Le Sentinelle in Piedi di Arezzo hanno addirittura diffuso un comunicato stampa per vantarsi si come intendono occupare la piazza di Montevarchi (AR) attraverso le loro rivendicazioni contro il diritto dall'esistenza del prossimo. Ed è particolarmente interessante notare come questa gente stia diventando sprezzante nelle sue rivendicazioni. Loro scenderanno in piazza per calpestare la dignità altrui, eppure hanno pure il coraggio di lamentarsi che «nella nostra comunità è sotto attacco la libertà d'espressione» per «le scomposte e volgari reazioni che l’annuncio della nostra veglia ha sollecitato». Insomma, cattivi, gay, siete dei cattivi! Dovete stare in silenzio mentre questa gente insulta le vostre famiglie. La libertà di espressione deve valere solo per loro, mica pretenderete di potervi esprimere anche voi!
Si passa poi alle rivendicazioni, ormai prossime al tragicomiche. Questa gente dice di voler «denunciare pubblicamente quella che giudichiamo una grave minaccia contro l’uomo e un’ingiustizia condotta a danno delle giovani generazioni». Ed ancora:

Come è noto, da poco il Senato ha approvato il testo sulle cosiddette “unioni civili”. Presentato come strumento necessario a garantire diritti ad una categoria di persone supposte discriminate per il loro orientamento sessuale, esso si pone in realtà l’obiettivo di delegittimare, relativizzandolo, l’istituto della famiglia. In discussione infatti non ci sono solo e tanto i diritti dei singoli nell’ambito di una coabitazione o il diritto di visita in ospedale, piuttosto che l’eredità da trasmettere a chi si crede più prossimo (tutto questo era del resto in larghissima misura già disciplinato da prassi, pronunce e norme specifiche, quando non anche direttamente regolabile attraverso il diritto privato), ma il riconoscimento giuridico del legame omosessuale, ovvero la sua equiparazione a un legame –quale è quello eterosessuale– diverso per natura, perché potenzialmente capace di generare vita.

Se davvero ci credessero, dovrebbero scendere in piazza per protestare contro le persone sterili, impedire i matrimoni fra persone di una certa età o erigere l'obbligo a fare figli per chi gode di pensione di reversibilità. ma dato che tutto ciò non accade, l'unica verità plausibile è che loro odino i gay e vogliano infliggergli una punizione perché osano vivere anche se loro non vorrebbero.
Ed infatti dicono che un rapporto tra persone dello stesso sesso non deve andare oltre ad una visita in ospedale. Poco importa loro se un gay non potrà affidare al compagno le scelte importanti se fosse ricoverato d'urgenza, non gli interessa se non vedrà i frutti dei suoi contributi versati all'erario, non gli interessa se un rapporto ha diritto di tutela da parte della Costituzione. A loro, da bravi cattolici quali si dichiarano, interessa solo il proprio interesse e la speranze che l'omofobia possa condurre i loro figli a non dichiararsi per paura del pregiudizio qualora nascano gay.
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